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Amianto a Monfalcone: non è che l’inizio

febbraio 14, 2013

Riprende il processo penale con la prima delle udienze dove i PM faranno le loro requisitorie in vista della prima sentenza di primo grado al maxiprocesso per omicidio colposo plurimo.

SABATO 16 FEBBRAIO 2012 DALLE 9.30

PRESIDIO A GORIZIA

DAVANTI AL TRIBUNALE

Questo il testo del nostro volantino:

NON È CHE L’INIZIO

Può sembrare paradossale una simile affermazione dopo quasi 20 anni di attività dell’Associazione Esposti Amianto di Monfalcone, nata nel 1994 per iniziativa autonoma di alcuni operai ed ex operai della Fincantieri.

Eppure è così. Dopo 20 anni di lotte e di denuncia sociale siamo finalmente arrivati alla stagione dei processi che dovrà sancire nelle aule giudiziarie, con la prima sentenza di primo grado al maxiprocesso per omicidio colposo plurimo, quello che tutti noi sappiamo da sempre. E cioè che la strage da amianto è stata un omicidio di massa pianificato e consapevole. Le vite e la salute di migliaia di lavoratori sono state comprate in cambio di un salario per massimizzare i profitti.

Ora, dopo anni di coperture, silenzi e connivenze sono iniziati i processi e la Fincantieri si sta già attivando per offrire un po’ di denaro in cambio del ritiro delle denunce.

“Loro sapevano anche questo: risarcire un operaio morto costa meno che salvargli i polmoni.”

La vicenda dell’amianto è la cartina di tornasole di rapporti sociali basati sullo sfruttamento, la violenza, la morte. Nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nei cantieri edili si continua a morire e ad ammalarsi in cambio di un salario.

La strage continua, nel silenzio, nell’indifferenza e nel cinismo di chi, nei centri di potere, controlla l’informazione drogata dei mezzi di comunicazione di massa.

E’ per questo che noi crediamo che la “stagione dei processi” non potrà chiudere la partita. Non è un punto di arrivo, ma un traguardo da cui ripartire.

La straordinaria esperienza dell’Associazione Esposti Amianto di Monfalcone costituisce un patrimonio collettivo, un esempio di organizzazione dal basso senza la mediazione di partiti e sindacati.

E’ la dimostrazione di come a partire dall’impegno diretto di un numero limitato di persone si possa costruire un movimento reale che incida profondamente nella coscienza sociale di un’intera comunità. La forza di questa esperienza sta proprio nella sua pratica autonoma ed antiburocratica, nel rifiuto di delegare ad altri la difesa dei propri diritti.

L’Aea ci ha insegnato il valore della determinazione e della solidarietà:

NI OLVIDO NI PERDONO!

LA LUCHA SIGUE!

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