Skip to content

Amburgo: 13 giugno 1936

febbraio 16, 2013

Ho sentito parlare alla radio di questa foto, l’ho cercata e l’ho
trovata. Ed ho pensato che è giusto farla vedere.
Perche può dimostrare che c’è una speranza. Perché se un gesto vale
una vita allora questo gesto ne vale migliaia. Perché nessuno ricorderà mai i nomi di tutte le mani tese quando in mezzo a loro ci sono due braccia conserte. Quelle di August Landmesser.

dico no

Germania Nazista. 13 Giugno 1936, Cantieri navali di …Amburgo. Il
Fuhrer assiste al varo di una nuova nave. August Landmesser lavora
come operaio, con la tessera del partito Nazista in tasca. Il Nazismo
ha ormai il potere assoluto e senza tessera sarebbe impossibile anche
solo sperare di lavorare.
Da qualche giorno gli hanno comunicato che a causa delle nuove leggi
razziali il suo matrimonio con una donna ebrea è nullo, che le due
figlie non potranno mai portare il suo cognome, che è accusato di ave
“disonorato la razza” e che sarà processato.
Non c’è appello ne possibilità di far valere le sue ragioni. Da una
parte c’è lui, un operaio tedesco armato solo di forza di volontà e di
braccia, dall’altra ci sono l’ideologia, la difesa della razza, la
pretesa superiorità di un popolo, un ipotetico e folle onore da
tutelare ad ogni costo.
Così decide di strappare la tessera del partito e di usare l’unica
arma che ha, le sue braccia, per manifestare il dissenso. E si
schiera, da solo, contro la più micidiale e spietata macchina da
guerra che l’umanità abbia mai conosciuto. Solo. Ed approfitta di quel
varo del 13 Giugno per far vedere allo stesso Fuhrer che lui, almeno
lui, non è d’accordo. E ci riesce. L’unico a non tendere la mano in
mezzo a centinaia di altri. Un gesto apparentemente insignificante che
però viene notato e, grazie a dio, fotografato. Il gesto è piccolo ma
troppo forte anche per la dittatura più feroce. Troppo rischioso
lasciare che anche un uomo soltanto si permetta di non essere
d’accordo.
Da quel gesto in poi, come aveva immaginato, la sua vita subirà una
tragica spirale di conseguenze. Licenziato, ridotto sul lastrico,
processato, incarcerato per due lunghi periodi di rieducazione, che
però non arriverà mai. Quando viene scarcerato è solo per essere
mandato a combattere forzatamente come ultima risorsa umana
disponibile, poco prima del crollo del Nazismo. E infine ucciso e
sepolto insieme ad altre migliaia di soldati improvvisati e
sconosciuti. Se non ci fosse stata questa foto sarebbe rimasto senza
memoria e senza giustizia. Senza quel gesto sarebbe stata solo
un’altra mano tesa fra le altre.
Il suo essere in disaccordo lo ha reso l’unico, in quel momento, degno
di chiamarsi Uomo.
FONTE

Annunci

From → Memoria storica

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: