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L’infame stroncatura governativa a Bari

febbraio 25, 2013

Vi sono particolari momenti storici nei quali la criminalità dello Stato appare in tutta la sua – terrificante – potenza. E’ accaduto nel 1969 quando – per fermare le legittime rivendicazioni popolari – lo Stato non ha esitato a far ricorso alla manovalanza fascista provvedendo – subito dopo la strage di Piazza Fontana – a depistare, insabbiare, coprire, mascherare, mistificare e – in ultima analisi – ad assolvere se stesso e gli esecutori materiali dell’orribile strage.
bari
Ancora più evidente il connubio tra Stato e fascismo negli anni ’20. “I fascisti veri e propri, col distintivo all’occhiello – scrive nel 1921 Luigi Fabbri – sono relativamente pochi; ma è la solidarietà, l’aiuto diretto e indiretto, la complicità mal dissimulata di tutte le varie forze di conservazione sociale che li rende forti” (cfr. L. Fabbri “La controrivoluzione preventiva Collana “Vallera” Pistoia 1975).
Aiuto diretto ed indiretto”; complicità “mal dissimulata” … come quella – fin troppo palese – manifestata a Bari quando in occasione del cosiddetto “sciopero legalitario” proclamato dall’Alleanza del Lavoro il 1° agosto 1922 – alla quale aderivano il Partito Socialista Italiano, l’Unione Anarchica Italiana, il Partito Repubblicano, la CGdL e l’USI – il prefetto di Bari (Olivieri) ordinò – il 7 agosto 1922 – l’intervento dell’esercito per debellare l’accanita resistenza opposta dagli Arditi del Popolo accorsi da tutta la Puglia in difesa della Camera del Lavoro Sindacale (USI) attaccata (da una settimana) dai fascisti di Caradonna.
Di quella sede storica – oggi – non v’è più traccia perché – nel 1936 – fu totalmente rasa al suolo per cancellarne definitivamente la memoria storica.
La nascita degli Arditi del Popolo pugliesi risale al Primo Maggio 1922 per opera soprattutto degli anarchici guidati da Camillo Solonna e Vincenzo Pinto. Negli scontri in difesa della Camera del Lavoro Sindacale (USI) di Bari il primo a cadere (il secondo giorno) fu Giusto Sale. Il giorno dopo negli scontri che si accesero in piazza Santa Barbara caddero altri 2 lavoratori: Giuseppe Passaquindici e Vito Cafaro.
Ma gli antifascisti pugliesi non dimenticano!
Malatesta

Di seguito alcuni stralci della cronaca pubblicata su Umanità Nova il 10 agosto 1922 a cominciare dalla …

Dichiarazione testuale del Prefetto Oliviero
(…)”Onde por termine ad una incresciosa situazione determinatasi in Bari ad opera di elementi sovversivi che – muovendosi dalla Camera Sindacale del Lavoro – turbavano la tranquillità cittadina con spari ed altre esplosioni, trovando poi comodo rifugiarsi in Bari vecchia, l’autorità politica stabilì di fare occupare militarmente i locali della Camera del Lavoro ed altri punti della città vecchia. L’operazione è stata effettuata dall’autorità di P.S. di concerto con l’autorità militare; ha avuto inizio alle 4 di stamani ed è terminata alle 8 senza nessun incidente. Nel porto prestano servizio di P.S. la torpediniera “Airone” della Regia Marina. Sono state sequestrate armi e arrestati 20 sovversivi”. (cfr. Umanità Nova – quotidiano anarchico 10 agosto 1922 pag. 3)

L’infame stroncatura governativa a Bari

(…) Abbiamo ricevuto oggi da Bari una lunga corrispondenza sullo svolgimento dello sciopero, che non pubblichiamo per mancanza di spazio ed anche perché ripete in dettaglio cose già dette. Ne stralciamo soltanto questo brano che riguarda la protezione e l’incoraggiamento (a delinquere) che il prefetto Oliviero (l’ex prefetto di Firenze assassinata) ha accordato ai lanzi baresi:
“(…) i fascisti, sotto gli occhi degli agenti della forza pubblica, lanciavano bombe, sparavano e facevano mostra di armi di ogni specie. Gli agenti “tutori dell’ordine” custodi della legge e del codice penale o caricavano o arrestavano gli operai, bastonandoli senza ragione o facendoli vilipendere dagli schiavisti. Furono operate perquisizioni in locali sovversivi; ma dai locali del fascio venivano continuamente tratte armi e munizioni. Il sindacato ferrovieri secondari fu nottetempo invaso e messo sossopra dai carabinieri (…)”
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Ecco i fatti: ed il prefetto Oliviero (l’ex prefetto di Firenze assassinata) ha il coraggio di giustificare la propria opera violenta ed illegale, al servizio di coloro che muovono i fili del fascismo nelle Puglie, denunziando nientemeno che il turbamento dell’ordine “da parte dei sovversivi” (…)”

(Cfr. f.p. su Umanità nova – quotidiano anarchico del 10 agosto 1922 pag. 3)

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