Skip to content

LA MORTE DELL’OSPEDALE DEL DELTA?

marzo 7, 2013

La seduta del consiglio comunale di Codigoro del 6 c.m. aveva all’ordine del giorno un unico punto: “Esame della situazione dell’Ospedale del Delta: attuali servizi e prospettive in una ottica di buona sanità del territorio provinciale, anche in riferimento alla situazione del servizio di Pronto Soccorso Pediatrico”, tradotto per i comuni mortali “La dismissione di importanti servizi presso l’Ospedale del Delta”; ovviamente come anarchici non potevamo mancare con un nostro delegato/osservatore [l’unico che coerentemente ai principi dell’internazionalismo ha rifiutato di alzarsi con gli inni di Mameli e d’Europa]. Preliminarmente ci preme sottolineare quanto segue:

A) la convocazione del consiglio così come da comunicazione sul sito istituzionale del comune sembrava aperta al dialogo con la popolazione in base a quanto stabilito dal comma 3, art. 32 del “Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale”. In realtà coloro che hanno letto il regolamento sanno che le uniche personalità deputate alla facoltà di parola sono “rappresentanti dello Stato, della Regione, della Provincia, di altri Comuni e delle forze sociali, politiche e sindacali, interessate ai temi da discutere.” (art. 32 comma 2). Ovviamente la cittadinanza e la sua opinione valgono zero. Per deduzione logica si è giocato con le parole per cercare di salvare la faccia di un sistema che in realtà è cinico e sordo alla volontà popolare.

B) la seduta del consiglio comunale è stata accompagnata dalla presenza assai poco discreta di Carabinieri, questurini in borghese (?) e Polizia Municipale creando un clima assai surreale: fino a prova contraria alla seduta erano presenti solo normali cittadini preoccupati per il loro diritto alla salute violato da un piano di tagli sconcertante, miope e vessatorio, teso a penalizzare il Delta rispetto a quella cattedrale nel deserto che è il polo ospedaliero di Cona su cui ci sarebbe molto da dire. Paura? Volontà di mostrare i muscoli da parte delle cosiddette istituzioni? Se ci dovesse essere una replica dell’inutile iniziativa, al fine di rendere più coreografico il tutto, consigliamo di allertare l’Aeronautica in modo da progettare una rocambolesca fuga in elicottero delle “autorità” come ha insegnato il ministro Passera nel Sulcis.
comu
Fatte queste doverose precisazioni, in base al materiale raccolto, non possiamo che stigmatizzare le lacrime di coccodrillo della classe politica dei comuni interessati, parafrasando una celebre opera di Nietzsche verrebbe da dire “là incomincia anche il rumore dei grandi commedianti e il ronzio delle mosche velenose“: tanti bei discorsi e nessuna proposta concreta, nessuna reale volontà politica di mettersi di traverso inchiodando alle proprie responsabilità i vertici dell’Azienda USL e della stessa regione (tutt’altro che estranea a certe manovre). Già prima della chiusura del pronto soccorso pediatrico voci di corridoio sempre più insistenti parlavano di un “generico ridimensionamento” una volta entrato a regime la struttura di Cona, i pariti politici (tutti) che cosa hanno fatto? I signori sindaci che oggi si dimostrano preoccupati per i cittadini perché hanno firmato il piano sanitario che di fatto ha dato il via alla dismissione? I signori di certe centrali sindacali che oggi stranamente si riscoprono di lotta, che cosa hanno fatto? Niente di niente.
Una nota a parte è ben merita per la dirigenza dell’Azienda USL di Ferrara che, tranne uno scarno comunicato dei primi di febbraio teso a minimizzare più che altro il danno d’immagine con teorie sconclusionate basate sul “parallelismo convergente”, ha pensato bene di inviare in seduta consigliare alcuni dirigenti che snocciolando cifre e sfoggiando un linguaggio tecnico, a volte poco comprensibile ma sempre ammantato di solenne paternalismo, hanno cercato di giustificare l’ingiustificabile: ossia che le istituzioni e gli organi preposti hanno deciso di sacrificare il diritto alla salute dei cittadini del comprensorio del Delta.

Riteniamo che gli attuali tagli ai servizi dell’Ospedale di Valle Oppio siano solo la testa di ponte di tagli ben più drastici, ovvero è plausibile che si voglia utilizzare per il Delta la stessa tecnica di killeraggio usata per l’Ospedale Civile di Codigoro e il S. Camillo di Comacchio: una lenta e sistematica dismissione dei reparti cercando di suscitare il minor clamore possibile. Sulla cosa ovviamente continueremo a vigilare.

Solidarietà agli abitanti del comprensorio del Delta che si ribellano a questa situazione inaccettabile, nonché al personale sanitario dell’Ospedale del Delta che in un prossimo futuro potrebbe risentire di tagli all’organico.

Gruppo Libertario Remo Tartari

Annunci

From → anarcosindalismo

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: