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Tornano le leggi “fascistissime”?

marzo 16, 2013

Mai cancellate dalla retorica “patriottarda” della Repubblica “nata” dalla Resistenza tornano in auge – nel fragoroso silenzio dei media – le leggi “fascistissime” dalla cui emanazione – biennio 1925/26 – prese l’avvio il ventennio totalitario.
Dopo la “riscoperta” in chiave repressiva del famigerato art. 270 bis del quale – senza addentrarci troppo in una dettagliata ricostruzione del succedersi di svariate normative e del dibattito giurisprudenziale della fine del milleottocento – è noto l’utilizzo che i diversi governi della Destra e della Sinistra del secolo scorso condussero nella lotta alle associazioni politiche “sovversive” al di fuori di qualsiasi controllo giurisdizionale, privilegiando i collaudati strumenti dei decreti di scioglimento, del domicilio coatto, dei divieti di dimostrazione e delle ammonizioni, avvalendosi, poi, del prevalere dell’orientamento giurisprudenziale che assimilò le associazioni internazionaliste alle associazioni a delinquere ecco rispuntare il “foglio di via” obbligatorio. A quando il … sabato fascista?
Riportiamo il comunicato di Enrico Moroni in merito alla vicenda di Piacenza. redazione

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A PIACENZA SI UTILIZZANO LEGGI FASCISTE PER CONTRASTARE LA LOTTA DEI LAVORATORI
E’ di una gravità inaudita il “foglio di via” adottato dalla questura di Piacenza nei confronti del Coordinatore Nazionale del SI.Cobas, Aldo Milani. Con tale provvedimento lo si obbliga per 3 anni a non mettere piede nel comune di Piacenza. Sta anche arrivando l’informazione che altri due attivisti sindacali di Cremona e di Crema sono destinatari del medesimo provvedimento restrittivo.
Quella del “foglio di via” è una norma che risale al periodo fascista, già utilizzata “impropriamente” per allontanare persone scomode.
Per la prima volta viene utilizzata per impedire l’esercizio dell’attività sindacale ad un suo Rappresentante.
E’ evidente che siamo di fronte ad un atto di “abuso illegale” a scopo repressivo da parte dell’autorità costituite, allo scopo di proteggere l’affarismo losco delle cooperative che curano la distribuzione delle merci per conto delle grandi catene dei supermarket. Nel caso specifico si proteggono gl’interessi della multinazionale svedese IKEA che ha dovuto fronteggiare una grande lotta negli appalti della propria distribuzione merci, costringendo all’assunzione dei licenziati e al riconoscimento dei diritti contrattuali dei lavoratori.
La tempestività del provvedimento è sicuramente volta ad intimidire l’azione dello sciopero nazionale nel settore della logistica proclamato per il 22 marzo dalle assemblee dei lavoratori promosse dal SI.Cobas e da Adl Cobas.
Siamo sicuri che queste azioni palesemente intimidatorie non impediranno la crescita di questo importante movimento di lotta, composto in maggioranza da immigrati, in un fondamentale settore.
L’Unione Sindacale Italiana sostiene fortemente le lotte dure e sacrosante di questi lavoratori supersfruttati e si schiera apertamente contro questi gravissimi provvedimenti repressivi che si ispirano al regime fascista di cui utilizzano le leggi.

Il Segretario USI – AIT
Enrico Moroni

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From → anarcosindalismo

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