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Conferenza USI a Savona

marzo 18, 2013

In occasione del centenario dalla fondazione dell’USI, Unione Sindacale Italiana, la sezione savonese ha deciso di organizzare un incontro per discuterne la storia gloriosa e la lotta attuale. L’USI-Savona, il Gruppo anarchico Pietro Gori-FAI Savona, il Gruppo anarchico Fuori Controllo e il Falansterio Immaginario hanno così realizzato, lo scorso 9 marzo presso la sede FAI di Piazza Bologna di Savona, una conferenza sul sindacato rivoluzionario e libertario. Sono intervenuti Gianfranco Careri e Enrico Moroni per presentare i due volumi “Figure storiche dell’Unione Sindacale Italiana”, con i profili dei più importanti sindacalisti della storia dell’USI, e “Almanacco di guerra di classe”, antologia di una corposa selezione di articoli del giornale ufficiale del sindacato.
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Careri ha incentrato il proprio intervento dapprima sulla delineazione delle vicende dell’USI dalla sua fondazione nel 1912 agli ultimi sviluppi e successivamente si è soffermato sulla figura di Umberto Marzocchi, anarchico e sindacalista savonese di adozione. Dalla contrarietà all’interventismo nella prima guerra mondiale, attraverso il biennio rosso e l’ascesa del fascismo, fino alle battaglie degli anni ‘2000, passando per la clandestinità di era fascista e i difficili tentativi di ripresa delle attività nel dopoguerra.

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L’USI si caratterizza per un’incessante lotta, in una dimensione internazionalista del sindacalismo, per l’autogestione dei lavoratori, in completo rigetto del concetto di delega rappresentativa e piramide gerarchica. Nel suo cammino ha conseguentemente incontrato la brutalità squadrista del primo fascismo, che la fa oggetto di una vera e propria repressione violenta, ma anche l’avversione più dura da parte del mondo social-comunista, che tenta a più riprese di determinarne lo scioglimento o permearla per imprimere una svolta in senso normalizzatore. Allo squadrismo si risponde con una reazione eroica ma vana che non riuscirà ad evitare lo scioglimento ufficiale del sindacato, la sua difficile sopravvivenza in esilio e in clandestinità. Ai tentativi di snaturamento dell’USI perpetuati dai “compagni” socialisti e comunisti, si replica con una altrettanto coraggiosa, ma in questo caso vincente, tenacia nel mantenere salda la rotta. Gli anni del dopoguerra vedranno la contrapposizione leale ma aspra, all’interno del movimento libertario italiano, tra chi considera fondamentale rifondare l’USI e chi non crede saggio rompere l’unità sindacale, in quanto unità di classe e antifascista. La figura di Umberto Marzocchi, di fronte a questo bivio amletico, risulta di particolare fascino evocativo: accantonando giudizi netti e perentori su chi ha creduto di poter combattere, almeno per qualche anno, la battaglia anarcosindacalista nella CGIL, occorre ammettere la complessità della situazione politica e sociale oltre che sindacale. Tra il ’68 e il ’77, sull’onda lunga del movimento, l’anarchismo e con esso l’anarcosindacalismo, riprende vigore e forza: anche l’USI quindi riacquista consenso e interesse e rinverdisce i vecchi fasti. L’intervento di Moroni ha riportato il discorso dalla storia, per quanto recente, all’attualità. Si è quindi parlato delle lotte odierne dell’USI, dell’impegno nel settore sanitario, della battaglia antimilitarista e dell’auspicata reintroduzione della scala mobile. I presenti hanno così potuto comprendere la distanza tra l’USI, autogestionaria e paritaria, libertaria e fede ralista e i sindacati tradizionali, gerarchici e centralisti, compromessi e rinunciatari. Resta però un problema in casa USI: la sua scarsa diffusione sul territorio italiano e conseguentemente la relativa incisività sul piano nazionale. Problema che si può risolvere soltanto facendo propaganda del progetto ai lavoratori, che in un momento di crisi del capitale ma anche del sindacato tradizionale, potrebbero trovare le proposte dell’USI attraenti e interessanti. Ringraziamo quindi tutte le persone intervenute alla conferenza e invitiamo gli interessati a seguire le nostre attività nei prossimi mesi: abbiamo in programma, insieme alla FAI di Savona e a nuclei libertari della nostra città, almeno altri due appuntamenti il 9 e il 20 aprile.

USI Savona

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