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Leroy Merlin: ai confederali piace vincere facile

aprile 1, 2013

Si consolida la presenza dell’USI alla Leroy Merlin di Carugate


L’avventura della presenza dell’USI nei grandi magazzini/vendita della Leroy Marlen di Carugate (Milano) è iniziata non molto tempo fa, quando un nostro compagno si è attivato aprendo l’iscrizione al nostro sindacato. Dopo qualche tempo si era raggiunto la quotata di circa 7 iscritti. L’USI ha comunicato all’azienda il nominativo del rappresentante designato come RSA senza ottenere risposta. Due mesi dopo accadeva che l’azienda decideva, senza alcuna consultazione con le parti sindacali, di modificare l’orario dei turni. Il nostro rappresentante RSA si rifiutava di adeguarsi all’imposizione e, attenendosi alla turnazione attiva in precedenza, si rifiutava di allontanarsi dal posto di lavoro e di uscire dall’azienda. Viene richiesto l’intervento dei carabinieri, da parte della direzione, per accompagnare il nostro compagno fuori dai cancelli aziendali. Sono seguiti comunicati di protesta da parte dell’USI, organizzando tre presidi e volantinaggi davanti all’azienda, trovando particolare riscontro sia da parte dei lavoratori e lavoratrici dipendenti che da parte della clientela.
Il rappresentante della nostra RSA, al quale a questo punto viene comunicato il non riconoscimento da parte della azienda, subisce un provvedimento disciplinare con sospensione di 10 giorni che, in fase arbitrale, viene ridotto a 4 ore di multa. Nel frattempo i lavoratori/trici invece di impaurirsi, come è lo scopo dell’azienda, aumentano progressivamente le loro adesioni all’USI (attualmente sono arrivati a 23 iscritti). La sezione USI interna, per rompere l’accerchiamento, oltre che contestare la gestione della organizzazione del lavoro da parte aziendale e la sudditanza dei sindacati presenti, prende l’iniziativa di raccogliere le firme per la richiesta di elezioni RSU, raggiungendo il numero di quasi cento adesioni rispetto a totale di 150 dipendenti (capi e capetti naturalmente non sottoscrivono). Il sindacato maggiormente presente è la Cgil (attualmente dovrebbe avere circa 27 iscritti, mentre la UIL 2) che fa di tutto per ostacolare l’elezioni della RSU (si ricorda che solo i sindacati firmatari dei contratti possono indire le RSU) per mantenere il monopolio incontrollato della rappresentanza sindacale. Alla fine, dopo molti mesi, sotto la pressione dei propri aderenti (una parte minacciano la disdetta delle iscrizioni) viene presa in considerazione l’elezione delle RSU, ma prima si fa passare il rinnovo del contratto integrativo, per avere mano libera su di esso.
Alla fine si giunge alle recenti elezione RSU del 15/16 marzo con il seguente risultato:
Votanti 123 di cui 81 voti alla Cgil, 35 alla USI – AIT, 7 alla UIL.
In virtù della regola truffaldina che vige nel regolamento delle elezioni delle RSU nel settore privato, che assegna il 33% dei delegati d’ufficio ai sindacati firmatari dei contratti (già denunciato all’interno nei comunicati dell’USI), la Cgil si garantisce 5 delegati (su un totale di 6) e all’USI, pur con quasi 1/3 di consensi viene assegnato 1 delegato: Mauro Bonalumi. La UIL nessun delegato.
Pur ritenendo quello raggiunto un importante successo che indubbiamente consolida la presenza dell’USI nell’azienda non si nasconde, da parte della nostra sezione interna, un po’ di delusione in quanto si sperava un risultato ancora maggiore.
Si sapeva già dei vantaggi del 33% di cui avrebbe sicuramente goduto la Cgil in particolare, ma si è giovata anche di giochetti a proprio favore (ad esempio il giorno prima sono state rifatte le schede cancellando il simbolo dell’USI) esercitando un ricatto implicito: o così o niente RSU. Tutto questo ha sicuramente condizionato anche l’atteggiamento dell’USI in particolare nell’ultima fase. Ha anche pesato l’azione ostile, anche questa messa nel conto, da parte di capi e capetti.
Adesso anche attraverso la presenza nella RSU l’USI ha confermato la sua rappresentanza all’interno, aumentando il suo peso con le adesioni e nuove iscrizioni. Più ancora di prima continuerà la vera sfida: quella della difesa degli interessi reali dei lavoratori e della lavoratrici contro gli interessi burocratici e di gestione del potere da parte del sindacalismo confederale.
e. m.

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From → anarcosindalismo

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