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Ciccolella, vendite e ristrutturazioni. Usi: «I veri motivi dei licenziamenti»

aprile 8, 2013

Nuova polemica con i sindacati confederali.
La Redazione

Una ristrutturazione industriale, che coinvolge la società olandese del gruppo, sarebbe la causa dei licenziamenti avvenuti alla floricola Ciccolella durante le ultime festività natalizie. È quanto sostiene l’Unione Sindacale Italiana interpretando un comunicato del gruppo circa la vendita della Ciccolella Holding International BV. Intanto, i lavoratori licenziati aspettano gli sviluppi di una difficile vertenza. Di seguito la nota dell’Usi.
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Dal momento che – sulla vertenza Ciccolella – è sceso un silenzio tombale dopo l’annuncio dei sindacati confederali relativa alla disponibilità ad impugnare i licenziamenti “natalizi” – traduciamo a beneficio dei lavoratori interessati una nota pubblicata sul quotidiano on line “La Stampa.it” del 15 febbraio 2013.

“Il Consiglio di Amministrazione della Ciccolella ha deciso di vendere la società olandese Ciccolella Holding International BV, di cui è proprietario, a una società finanziaria chiamata SBC. Lo vende a un prezzo che verrà valutato in seguito. Se non si mettono d’accordo sul prezzo la Ciccolella se la riprende. [E’ apparso sugli organi di stampa che la cessione è definitiva dal 16 marzo scorso].

Fino al 1° gennaio 2014 Ciccolella può ricomprarsi tutto o parte della società venduta dopo la ristrutturazione che verrà fatta. Il prezzo di riacquisto e quello dell’opzione saranno determinati insieme al prezzo di vendita. [e non ci risulta siano stati resi pubblici]

Fanno questa operazione perché la Ciccolella fa i profitti solo dalla fabbrica di Candela e se, dopo la ristruttazione, anche gli olandesi cominciano a guadagnare soldi se li può ricomprare. Dopo questa operazione i debiti della Ciccolella diminuiranno di 25 milioni di euro. I debiti scritti nei bilanci erano reali e molti dei crediti erano fuffa per cui gli è convenuto fare così. Il fatturato passerà da 298 milioni di euro a 62 milioni di euro con un guadagno (Margine Operativo Lordo, su questo vanno pagate le tasse, gli interessi alle banche e altre cose) che rimarrà uguale a prima e pari a 30 milioni di Euro. Il numero dei dipendenti diminuirà a 190 persone dagli attuali 747 perché se ne andranno i dipendenti olandesi [circa 400] e i dipendenti italiani [circa 150] per effetto delle ristrutturazioni in corso.

I dati sono quelli del 31/12/2012”.

Considerazione finale nostra: dopo aver mandato via il peso morto degli olandesi e un po’ di dipendenti in Italia contiamo di fare gli stessi soldi di prima e di mantenere il contratto con Edison per la cogenerazione.

Naturalmente saremo ben lieti di essere smentiti –nella nostra interpretazione- dalla dirigenza Ciccolella. Per quanto riguarda l’atteggiamento del sindacalismo confederale che –tacendo acconsente- preferiamo soprassedere.

Unione Sindacale Italiana – Puglia

FONTE

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From → anarcosindalismo

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