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ILVA: prove tecniche di restaurazione

aprile 11, 2013

“La salva ilva e’ costituzionale” “ilva, poteva essere una strage” cosi’ oggi titolava un quotidiano locale. Nella tarda serata di lunedi’ 8 aprile una pensilina di ferro e cemento (m 30×10 )situata sull’unico ingresso della palazzina adibita a laboratorio, falegnameria e vetreria e’ crollata al suolo.

Gli oltre 350 operai impiegati nella struttura ringraziano la buona sorte, se il crollo fosse avvenuto durante il turno lavorativo … E’ l’ultimo di una serie impressionante di “incidenti” avvenuti in ilva negli ultimi mesi costati tre decessi e un numero imprecisato di feriti.

Martedi’ la consulta delibera la costituzionalità di produrre in impianti sotto sequestro giudiziario e di poter liberamente, da parte dell’azienda disporre del frutto di tale produzione. La legge varata in tempi record (tramite decreto) dallo già sfiduciato governo monti e’ legittima. Le leggi che lo stato si e’ dato non sono applicabili nei confronti di tutte le aziende che (avendo piu’ di 200 dipendenti) sono da considerarsi di interesse strategico nazionale. Le istituzioni e i sindacati confederali blaterano contro la cattiva sorte e la maledizione di un dio perverso che si sono accaniti contro una pur meritevole azienda. Messe e benedizioni varie ci sono già state, non resta che attendere che qualche “buontempone” solleciti l’intervento di un prete esorcista. Nel frattempo si muore di cancro (record europeo), i bambini presentano anomale percentuali di piombo nel sangue, uno e’ nato col cancro alla prostata, nel cimitero comunale non si possono scavare sepolture, al quartiere tamburi non possono circolare mezzi pesanti, e’ fatto divieto di giocare o sostare nelle piazze e nelle “aree verdi” (aiuole), nei cortili delle scuole. La disoccupazione e’ da record nazionale,ufficialmente il 47%,in zone vastissime abbattuto tutto il bestiame, vietata ogni attività agricola, portata a distruzione tutta la produzione di mitili, la rinomata cozza tarantina degli ultimi 2 anni. Artigianato, commercio e turismo ormai inesistenti. Ma lo stato non e’ certo stato a guardare, approvata la creazione di una barriera verde (una fila di alberi) fra la fabbrica e la città per tener lontani fumi tossici, polveri di minerali e infiltrazioni nelle falde acquifere, mentre si approva il raddoppio dell’eni che una volta a pieno regime porterà a ben 35 nuovi posti di lavoro. A chi non crede alla malvagità, ma neanche alla bontà degli dei le cose appaiono chiare. L’ilva e’ una azienda morta, il disimpegno del gruppo riva e’ palese, le casse svuotate, le banche, esposte all’inverosimile non concedono anticipazioni, la concessione della cassa integrazione trova sempre piu’ difficoltà tanto da dover far ricorso ai contratti di solidarietà (!!!!!!!!). Impossibilità di rientrare nei parametri aia europea fissati per il 31 dic 2015.in questa situazione si può davvero credere alla volontà di fare investimenti sulla manutenzione, la sicurezza, la prevenzione?
In questo scenario,durante una manifestazione indetta dai confederali in appoggio all’ilva e contro i provvedimenti della magistratura il 2 agosto un manipolo di operai e cittadini (denominatosi comitato operai e cittadini liberi e pensanti) autoorganizzati e autoconvocati irruppero in piazza mettendo in fuga i sindacati aprendo un autunno decisamente bollente che avrebbe a piu’ riprese portato alla occupazione della fabbrica e della sede provinciale dei sindacati, sino alla manifestazione dei 25000 il 5 dicembre. Oggi questa spinta si e’ affievolita, svilita dai personalismi e dal protagonismo di alcuni, ridando fiato ai sindacati e ad associazioni ambientaliste a dir poco confusionarie e interclassiste. Questo deve ancora una volta farci riflettere sulla necessità della presenza organizzata ed attiva del sindacato di classe e libertario a garanzia di vera democrazia e radicalizzazione del conflitto di classe. Sarebbe auspicabile che da questo orecchio cominciassero a sentire in primis tutti coloro che a vario titolo si definiscono anarchici e libertari.
Antonio Ruggiero

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From → anarcosindalismo

One Comment
  1. Intanto nella palazzina dove avantieri notte è crollata una pensilina in cemento armato, hanno ripreso le attività solo i responsabili. La palazziana subisce da tempo infiltrazioni di acqua piovana e fognaria, il distaccamento di parti di intonaco che si sono distaccate e cadute dove normalmente si lavora, non è dato sapere le motivazioni del crollo ovviamente, un’azienda che garantisce la centralità del fattore umano non dovrebbe far accedere all’interno della struttura NESSUNO. La notizia è di dominio pubblico, lo stato di abbandono, degrado e insicurezza della palazzina è stato denunciato in data 20/11/2012 all’ente ISPESL, quindi nessuno può parlare di FATALITA’ cari pupazzi. Intanto si ridà tensione ai laboratori, nei prossimi giorni si riparte. Buona fortuna lavoratori.

    Cataldo Ranieri

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