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25 Aprile a Ruvo di Puglia

aprile 23, 2013

In questi tempi dominati da una forma di vita anarco-individualista che relega la comunità in un angolo angusto, ci è sembrato opportuno scavare nei meandri della storia per restituire la giusta centralità ad eventi poco dibattuti e troppo spesso dimenticati. In occasione della festa della Liberazione, ricorrenza che la società neoliberale ha svuotato del suo vero significato, ci sembra necessario riportare alla memoria collettiva le gesta di una moltitudine di uomini che si sono immolati per dar respiro ai loro ideali, gente che non ha esitato a mettere in gioco il proprio corpo, la propria vita, nel tentativo di affermare il desiderio di una libertà comune. L’affermazione di questo bene comune, la libertà comunitaria, è stata la stella polare che ha guidato gli anarchici nelle loro azioni sin dai primi anni Venti quando erano impegnati in una strenua resistenza popolare contro un fascismo che stava per farsi regime. Un regime che costrinse questi uomini e donne coraggiosi ad espatriare in condizioni misere per mettere a punto una valida resistenza contro i fascismi, che stavano per dilagare in tutta Europa, e che li vide protagonisti della guerra civile spagnola.
I giorni e i mesi successivi all’8 settembre 1943 il centro-nord è stato testimone del fermento degli anarchici, inizialmente aggregati in bande, sfociato nella costituzione di formazioni autonome che hanno giocato un ruolo di primaria importanza nelle organizzazioni partigiane costituite da tutte le forze antifasciste.
Alla loro memoria abbiamo deciso di dedicare il nostro 25 aprile nel tentativo di far conoscere le loro gesta e di ravvivare la fiamma di un’idea mai sopita.

– Dalle 19, proiezione del documentario “GLI ANARCHICI NELLA RESISTENZA“, a cura della Fondazione Anna Kuliscioff (Milano) in collaborazione con il Centro Studi Libertari / Archivio Giuseppe Pinelli (Mi):

Quando nella primavera del 1945 l’insurrezione dilaga in tutto il Nord Italia, gli anarchici, già protagonisti nei primi anni Venti della resistenza popolare a uno squadrismo che sta per farsi regime, poi del confino, dell’esilio e della rivoluzione spagnola, sono ancora una volta armi in pugno contro il fascismo. Dopo l’8 settembre 1943 in tutto il centro-nord si costituiscono le prime bande, poi diventate formazioni autonome in alcune aree o parte integrante delle organizzazioni partigiane costituite dalle varie forze antifasciste.

– A seguire, dibattito sulle nuove forme di repressione sociale. Spunti di riflessione a partire da “THE SUMMIT”, di Franco Fracassi e Massimo Lauria, documentario sui fatti accaduti durante il G8 di Genova del 2001

La Mancha Ruvo
Via Cattedrale 31, 70037 Ruvo di Puglia

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