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Epicentro a Sud

maggio 5, 2013

Primo maggio 2013. Sono in auto. Da Oria diretto a Taranto, al primo maggio dei Liberi e Pensanti.
Sul sedile di destra ho appoggiato il Manifesto. Campeggia, in prima pagina, la foto delle ciminiere dell’Ilva che ammorbano, da parecchie decine di anni, questa città millenaria.
Sono arrivato nel Salento, dalla valle Brembana, nel luglio del 2011. Sono subito rimasto irretito dalla cordialità degli abitanti, dalla bellezza della costa adriatica e di quella ionica, dalla lieve architettura barocca, dalle campagne ricoperte di ulivi. Incantato dai soffitti con le volte a stella.
Con me avevo un fondo di amarezza. La vicenda del maestro Francesco Mastrogiovanni.
Sonnecchiavo in pullman, la mattina presto. Ero in gita con gli alunni. Era il 19 maggio 2012. Un ordigno scoppiò davanti ad una scuola di Brindisi. E la studentessa Melissa Bassi rimase uccisa e altre ferite.
L’evento mi scaraventò indietro, a quando avevo quindici anni. Al 12 dicembre 1969, alla strage di Piazza Fontana. Partecipai alla manifestazione degli studenti brindisini che inondarono il centro della città contro la barbarie.
Durante l’estate che seguì, giungevano notizie di scioperi all’Ilva di Taranto.

Il 2 agosto 2012, a Piazza della Vittoria, non sono mancato. Ho visto svettare, sulla folla che ascoltava Landini, un gruppo di uomini. Uno di loro urlava dentro un megafono. Erano in piedi su un tre ruote… una traballante apetta. Arrivati sotto il palco hanno staccato la spina ai sindacati confederali.
Da questo vissuto è nato Imagine. Un’iziativa spontanea, all’interno dell’istituzione scolastica pubblica, che vuole valorizzare il lavoro delle alunne e degli alunni.
Ho passato tutta la giornata del primo maggio al parco archeologico… la mattina ad assistere ai dibattiti… poi musica fino a notte.

In chiusura del concertone, Fiorella Mannoia ha detto: «Mi sento che a breve scoppierà in Italia una rivoluzione del cambiamento. E l’epicentro sarà a Sud».

Ermanno Battaglini

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From → anarcomedia

One Comment
  1. Stefania permalink

    Sono appena rientrata dal Sud (il mio Sud) a Torino, dove vivo e lavoro. Per caso ho letto questo articolo. Un caso molto particolare però. Ho gli occhi pieni di sole, di campi fioriti, di verde, di azzurro cielo infinito, di pace, silenzio, sacra quiete. Sogno di tornare al mio Sud e di partecipare a questa rivoluzione mai vista, una rivoluzione senza armi, senza bandiere, senza rigurgiti di potere. Una rivoluzione verde, azzurra, dorata e rossa dal colore dei papaveri, dove la natura sarà al primo posto e uguaglianza e giustizia sociale le uniche ideologie. Voglio addormentarmi con questo sogno nel cuore. Grazie
    Stefania

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