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Ultime dal San Raffaele

maggio 7, 2013

Resoconto dell’incontro tra lavoratori a Milano

Come era stato preannunciato si è svolto nel pomeriggio di sabato 4 l’Incontro Pubblico tra varie realtà lavorative sotto il tendone del Presidio Permanente del San Raffaele che ormai dura ininterrottamente da molti mesi. I compagni di Modena e della Fiat hanno portato la testimonianza della Assemblea Operaia, di cui fanno parte, che raggruppa lavoratori di varie realtà (la Fiat, la Ferrari, i facchini della logistica, ecc.) che si riuniscono periodicamente nella sede dei compagni di “Libera Officina”. Una realtà che si è data una propria “carta d’intenti” e che si organizza autonomamente senza condizionamenti di sindacati o di gruppi politici. Ha la funzione di supportare le lotte che avvengono nel territorio, ragionando assieme come superare gli ostacoli che s’incontrano all’interno delle proprie situazioni. Francesco ha portato la propria testimonianza, assieme a quella di un altro lavoratore, vittime di licenziamenti politici che, anche quando incontrano la sentenza di un giudice favorevole, come nel suo caso, l’azienda impone la sua regola di non integrare.

Ne è uscito un confronto tra diversità e analogie di strategie padronali come quelle della Fiat di Marchionne e di Rotelli, padrone del San Raffaele, una bella gara a chi è il peggiore, con la stessa caratteristica di passare come un carro armato sopra tutte le regole pur di imporre la propria supremazia.

I delegati e delegate presenti del San Raffaele hanno messo in evidenza la grande maturazione dimostrate, in modo sorprendente, da parte degli stessi lavoratori e lavoratrici che, nel momento di grande difficoltà, come quella dei primi licenziamenti, hanno manifestato apertamente la loro ribellione di fronte ad un padrone che toglieva anche il diritto a mobilitarsi. Con l’azione diretta hanno supplito alla negazione del riconoscimento della rappresentanza sindacale da parte aziendale. Di fronte all’azione degli apparati polizieschi che impedivano l’accesso agli uffici dell’accettazione con i propri corpi operavano lo sfondamento di quei cordoni, mettendo in difficoltà le stesse forze del cosiddetto ordine. Tutto questo mentre Cgil, Cisl e Uil diventavano un corpo estraneo, neanche preso in considerazione se non per esprimere rabbia per le posizioni assunte.

E’ stata anche messa in evidenza la solidarietà del settore, attraverso il “coordinamento lavoratori della sanità” fino a proclamare uno sciopero regionale per l’8 maggio unitariamente da tutti i sindacati di base presenti, con una piattaforma i cui punti essenziali sono il sostegno solidale al San Raffaele e l’obbiettivo di unificazione di tutti i contratti del settore.

Un lavoratore dell’Italtel ha fatto presente la deriva dell’azienda in cui i sindacati confederali tengono sotto controllo i lavoratori attraverso l’uso continuato della cassa integrazione e della mobilità. Un ex delegato dalla Marcegaglia, da poco in pensione, ha portato la propria testimonianza di una vita di lotte e della sua attuale esperienza a sostegno solidale verso i lavoratori delle aziende con cui è in contatto.

L’ombra delle nuove regole repressive che Cgil, Cisl e Uil stanno concordando con i padroni fanno intravvedere un futuro in cui sarà vietato fare sciopero per chiunque, una volta che la “loro maggioranza” avrà ratificato un accordo. Questa triste realtà che sta avanzando ha aperto fra i presenti degli interrogativi tra chi ipotizza l’impossibilità di organizzare forme di lotta e chi ci vede un futuro, per i lavoratori, di necessaria estrema ribellione.

FONTE.

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From → anarcosindalismo

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