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San Raffaele: la parola, ora, passa all’assemblea

maggio 11, 2013

Dopo un incontro fiume, iniziato giovedì alle ore 14.00, venerdì verso le 7.00 presso gli uffici della regione Lombardia è stato sottoscritto un accordo che scongiura i licenziamenti all’osr e reintegra i 64 lavoratori già licenziati. L’accordo è stato sottoscritto da tutti.

Rispetto a quello di Roma respinto dai lavoratori con un referendum in questa ipotesi:
Non c’è il passaggio al contratto di sanità privata AIOP.
Non vengono toccate in deroga voci del contratto nazionale.

Ed infine vengono prelevati soldi non solo su voci salariali da contrattazione aziendale (incentivi ecc.) ma anche da voci non contrattuali legate ad personam, superminimi ecc spesso dovute a contrattazione individuale o a elargizioni padronali a capi e capetti.
Chiaramente non è una vittoria con nuove conquiste, ma ci pare di aver meglio difeso le voci della contrattazione sindacale andando ad incidere anche su fasce di privilegio. E’ stata una vertenza in risposta ad un pesante attacco padronale che ha salvato non solo posti di lavoro ed erogazione di servizi ai pazienti, ma che sia pure sulla difensiva ha portato a concorrere non solo i soliti, ma anche chi non paga mai. Ogni ipotesi di accordo è frutto di una mediazione pertanto ci sono voci (aumento del buono mensa per es.) che avremmo preferito non sottoscrivere, ma che sono state un cedimento necessario per arrivare a salvaguadare i posti di lavoro. Sulla sua bontà avremo tempo di pensarci meglio e comunque si pronunceranno i lavoratori ai quali spetta – come sempre nella prassi USI – l’ultima parola.

Ultima annotazione: la vertenza San Raffaele dimostra che un altro modo di fare sindacalismo è possibile.

Se fosse passata la linea del “collaborazionismo confederale” oggi saremmo qui a discutere di erogazione di cassa integrazione (straordinaria, ordinaria o in deroga) e altre “elemosine” di questo tipo ma che – di fatto – avrebbero significato licenziamenti e peggioramento del servizio erogato. Non bisogna, comunque, abbassare la guardia perché l’accordo – qualora avallato dall’assemblea dei lavoratori – ha valore fino al 31 dicembre 2014.
Altri “colpi di coda” del “rotellismo” sono possibili.

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From → anarcosindalismo

One Comment
  1. daniel permalink

    by Giorgio Salvetti

    Gli stipendi in media saranno ridotti del 9%, ma grazie alla lotta dei lavoratori nessuno verrà più licenziato

    La lotta paga. Da quando Giuseppe Rotelli ha rilevato il San Raffaele squassato dal fallimento di don Verzè, i lavoratori non hanno mai smesso di difendere il loro posto di lavoro e l’eccellenza del loro ospedale. Hanno manifestato, sono rimasti in presidio permanente, hanno bloccato autostrade e sono saliti sui tetti. Ieri notte, dopo 16 lunghe ore di trattative, i sindacati, tutti, hanno firmato un accordo che senza la resistenza di questi lunghi mesi non sarebbe mai stato raggiunto. Per essere definitivo l’accordo dovrà essere ratificato dai lavoratori entro il 16 maggio. Ma la ratifica questa volta dovrebbe passare.
    Fa un certa impressione, adesso, assistere al balletto di tutti coloro che fanno a gara a chi gongola di più dalla soddisfazione. In testa il governatore lombardo Roberto Maroni. La sua Regione ha sì fatto da intermediaria, ma questo era dovuto visto che la sanità è il primo compito del Pirellone e che il San Raffaele è stato l’epicentro del sistema malato della sanità lombarda. La Lega, fino all’ultimo minuto, ha appoggiato il lunghissimo regno di Roberto Formigoni, inquisito per corruzione proprio per il San Raffaele. Ma anche il centrosinistra non può intestarsi l’esito positivo di una trattativa che ha snobbato per troppo tempo. In campagna elettorale Umberto Ambrosoli non aveva ritenuto di dover fare visita ai lavoratori in lotta. E neanche la Cgil può cantare vittoria, visto che aveva firmato un precedente accordo molto penalizzante che poi era stato bocciato con molto coraggio dalla maggioranza dei dipendenti.
    Gli unici che escono a testa alta da questo durissimo braccio di ferro sono i sindacati di base (Usi e Usb) e soprattutto i tecnici, gli amministrativi e gli infermieri che non si sono arresi neppure dopo che hanno cominciato a ricevere le 244 lettere di licenziamento spedite dall’amministrazione Rotelli.
    Eppure proprio loro sono i meno soddisfatti. Ieri notte sono riusciti a portare a casa l’annullamento di tutti i licenziamenti almeno fino alla fine del 2014 e il reintegro dei 66 lavoratori già licenziati. Hanno anche scongiurato, almeno per il momento, il passaggio dal contratto di lavoro pubblico a quello privato; un punto essenziale per difendere non solo i loro stipendi ma anche il valore pubblico dell’ospedale come bene comune. Sul tavolo però hanno dovuto lasciare tagli fino al 9% dello stipendio, per quanto solo sul salario accessorio. In totale Rotelli potrà risparmiare 9 milioni di euro.
    Uscire con la testa alta da questa trattativa però è determinante anche per il futuro. Il senso del ricatto di Rotelli, infatti, era evidente fin dall’inizio: spezzare la resistenza dei sindacati conflittuali e dei lavoratori che non hanno mai accettato i diktat della proprietà. Questo obiettivo sindacale ma anche politico è fallito. E a questo punto ogni altro tentativo da parte dell’amministrazione di fare profitti sulla pelle dei lavoratori e dei pazienti dovrà ancora fare i conti con tutti coloro che non ci stanno. «La lotta paga e fa bene ai posti di lavoro e alla qualità dei servizi – spiega l’Usb – Se fosse stato per Cgil, Cisl e Uil che oggi cantano vittoria l’odierna ipotesi di accordo non ci sarebbe mai stata dato che da subito quelle organizzazioni avevano accettato tutte le richieste dell’amministrazione, proposto la cassa integrazione e i contratti di solidarietà, invitato i lavoratori a votare sì al precedente inaccettabile referendum». Usb continuerà a vigilare e la lotta, c’è da giurarci, non finisce qui.
    Ieri è stato raggiunto un accordo anche tra l’amministrazione e le Sigille del Monte Tabor che gestiscono l’università Vita-Salute. Al cospetto del neo ministro all’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, hanno firmato una tregua di un anno che permetterà di non fermare le specializzazioni degli studenti che potranno continuare a fare il loro tirocinio in ospedale.

    FONTE: http://www.milanox.eu/san-raffaele-accordo-sindacale-e-ritiro-licenziamenti/

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