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Vertenza San Raffaele: comunicato USI Sanità

maggio 18, 2013

La vertenza del San Raffaele in questi mesi ha rappresentato senza dubbio uno dei momenti più significativi del conflitto sociale in ambito sanitario a livello nazionale, anche e soprattutto considerando tutto il contesto stesso in un cui si è collocato. La vertenza ha infatti rappresentato un progetto pilota nella strategia padronale che nel corso degli anni ha favorito lo smantellamento del servizio sanitario pubblico a favore di un privato ormai sempre più funzionale al profitto. La vicenda del San Raffaele di Milano ha dimostrato infatti ampiamente l’intento di consegnare un servizio di qualità nelle mani di poche grandi caste imprenditoriali. Un processo degenerato nel corso del tempo e che oggi si palesa in tutta la sua mostruosità: la conversione della salute in merce. Dopo mesi di lotte fatte da presidi, blocchi e scioperi con lo spettro di una repressione sempre più evidente da parte dell’amministrazione sempre in agguato, dopo una trattativa in Regione durata 17 ore, il 10 maggio è stata siglata la nuova ipotesi di accordo per il San Raffaele. Accordo che è stato poi ratificato oggi 17 maggio dalla RSU e da tutte le organizzazioni sindacali (USB, USI, LAS, CGIL, CISL e UIL ), a seguito di sei assemblee con i lavoratori che si sono svolte in questi giorni per discutere l’ipotesi di accordo. Dalle assemblee dove hanno partecipato oltre 1500 lavoratori vi è stato un pressoché totale plebiscito. Solo otto i contrari e un astenuto. Non vogliamo entrare nel merito dei dettagli dell’accordo, ed è proprio in funzione di ciò che abbiamo atteso il giudizio dei lavoratori attraverso le loro assemblee. Quello che ci preme sottolineare sono solo alcune considerazioni e alcune cose essenziali.

– Il fatto che allo stato attuale, rispetto al precedente accordo firmato a Roma e bocciato dai lavoratori, sono cambiati alcuni punti di grande rilievo. A seguito di questo accordo sono salvi tutti i posti di lavoro e azzerati i licenziamenti, respinta la deroga alle voci salariali del Contratto Nazionale e respinto il passaggio al contratto della Sanità privata. Ritirati inoltre tutti i pesanti provvedimenti disciplinari, emanati dall’amministrazione nei confronti dei lavoratori che nel corso delle lotte avevano superato le ore di assemblea previste.

– Come segreteria nazionale, pur valorizzando gli obbiettivi raggiunti con la lotta, non intendiamo esaltare l’accordo, così come stanno facendo alcune sigle sindacali e politiche. Un accordo che in ogni caso ha dei limiti da un punto di vista sindacale e nello specifico in merito allo scambio tra salario e occupazione. Teniamo a precisare tuttavia che il presente comunicato viene emesso dopo aver preso coscienza delle alcune diverse posizioni internamente a USIS e dopo aver cercato di racchiuderle tenendo conto di tutto il contesto.

– Ribadiamo ancora una volta che l’unico giudizio che è legittimo è quello scaturito dai lavoratori del San Raffaele attraverso le loro conclusioni. Quella del San Raffaele è stata una lunga e difficile vertenza in risposta ad un pesante attacco da parte dell’amministrazione che ha salvato non solo posti di lavoro, ma anche l’erogazione di servizi ai pazienti. Una vertenza molto forte in quanto ha prodotto uno scontro con i lavoratori e con la RSU particolarmente duro, dove i delegati hanno dovuto far fronte, oltre agli attacchi repressivi della direzione aziendale anche agli attacchi dei sindacati confederali, che in varie occasioni non hanno perso l’occasione per cercare di screditare tutta la RSU stessa e arrivando persino ad additarla come responsabile dei licenziamenti.
La grande e generosa resistenza dei lavoratori del San Raffaele, dei nostri compagni di USI del san Raffaele, della RSU, e l’azione diretta e solidale del Coordinamento dei Lavoratori Ospedalieri Milanesi, queste sì sono le cose che vanno esaltate!

La lotta con i sacrifici ad essa connessi paga sempre e quella del San Raffaele ne è la dimostrazione più evidente. Solo la perseveranza e la lotta dei lavoratori porta a ottenere dei risultati concreti.

Vogliamo anche evidenziare la divaricazione tra quei sindacati che erano pronti a dare i lavoratori per sconfitti ed altri che invece hanno deciso di rappresentare i lavoratori in maniera organizzata attraverso la lotta sino alla fine. Essi sono gli unici che possono uscire a testa alta da questa durissima vertenza. Sono tutti quei sindacati che da sempre si sono opposti a questo massacro, ma soprattutto i lavoratori che non si sono mai arresi neppure dopo la forte repressione messa in atto dall’azienda e dopo i primi licenziamenti. Nel prendere atto dell’attuale primo successo ottenuto dai lavoratori come segreteria nazionale vogliamo ringraziarli per non avere mai abbassato la guardia e la mobilitazione in questi lunghi mesi difficili.

Firenze 17 maggio 2013


Per la segreteria nazionale USI – AIT sanità
Lusi Corrado

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From → anarcosindalismo

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