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Ri-Maflow: ovvero come superare la crisi con l’autogestione e la riconversione

giugno 16, 2013

Ri-MAFLOW

Qualcuno dice che per uscire dalla crisi bisogna riuscire ad aumentare di nuovo i consumi.

Noi no!

I consumi erano troppo elevati, oltre le nostre necessità e possibilità, non si poteva sostenere un ritmo tale ed ora se ne vedono i risultati.

Non è vero che senza l’aumento dei consumi non può ritornare il lavoro!

Tutti i soldi, le energie e i lavoratori stessi sono sempre stati troppo spostati in funzione della produzione, della costruzione, della realizzazione di cose e prodotti nuovi, e, invece, quasi niente e nessuno affinché, quando un prodotto finisce la sua vita (che volutamente è breve), si RI-estraggano da esso le risorse di cui è fatto, che possono così essere RI-distribuite e RI-usate per altri prodotti.
Quasi nessuno lavora perché le cose guaste e rotte vengano RI-parate e non gettate e sostituite con nuove.
Quasi nessuno lavora per costruire oggetti e cose che siano una risposta “artigianale” alle molte necessità della vita. Per ogni minimo bisogno si sceglie di comprare qualcosa fatto da altri, dalle grandi marche e non si pensa a qualcosa che possa essere pensato e costruito da noi stessi, nemmeno per le esigenze più banali.

C’è una quantità enorme di lavoro che ci attenderebbe, per cui non saremmo neanche abbastanza numerosi, se noi scegliessimo di uscire dalla logica del consumismo sfrenato in cui siamo stati spinti.

Eppure noi siamo ancora qui a sentir dire ogni giorno da tutti che bisogna aumentare i consumi! E quasi nessuno si scandalizza!

Se anche questa fosse la soluzione (ma fortunatamente non lo è), quello che sta succedendo ora si ripresenterebbe ancora più drammaticamente fra qualche tempo.

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No, non stiamo parlando dell’Argentina, ma di Trezzano sul Naviglio (Milano).

Dove prima sorgeva una fabbrica di componentistica per auto, fallita grazie a una gestione orientata alla sola speculazione, ora c’è una cooperativa di lavoratori che recupera rifiuti hi-tech.

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Tutto questo grazie a ex-dipendenti della Maflow e di altre ex-fabbriche lasciati per strada, ma anche a precari, disoccupati e pensionati che non si sono persi d’animo. Al contrario, da marzo 2013 si sono messi insieme non solo per riappropriarsi del proprio destino messo a repentaglio dalla logica del profitto a tutti i costi e far ripartire un’attività economica, in un settore compatibile con l’ambiente; ma anche per dimostrare che la crisi palese di questo sistema di produzione può essere un’opportunità concreta per sperimentare nuovi modelli di lavoro, di industria e di vita d’insieme.

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Le cooperative di autogestione sono esperienze che esistono da sempre, ed in una situazione analoga a quella che stiamo vivendo in Europa, quella della crisi argentina dal 2006 in poi, hanno ripreso nuova linfa e sono diventate un punto di riferimento per una nuova economia ed un nuovo sistema produttivo umanamente ed ecologicamente sostenibile.

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From → Azione diretta

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