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Pomigliano: sceneggiata FIOM. Atto secondo.

giugno 23, 2013

Ovvero: la FIOM lotta “morbido, morbido” a beneficio di telecineoperatori: fino a quando i lavoratori si lasceranno “imbrogliare” dalle sceneggiate mediatiche di Landini & Company? …

Sabato 15 giugno la polizia sciolse i picchetti dei cassintegrati all’ingresso uno al primo accenno di blocco degli operai in entrata. Ne fecero le spese prima un dirigente FIOM, malmenato e identificato, successivamente gli operai del Comitato Cassintegrati e Licenziati FIAT, uno dei quali fu mandato all’ospedale.

Sabato 22 giugno, la FIOM si è presentata con un numero nutrito di militanti fatti arrivare da tutt’Italia. All’ingresso uno non ha fatto schierare quasi nessuno della fabbrica, ma solo militanti esterni. Il blocco ha tenuto fino alle sei e un quarto, quando una trentina di agenti in borghese si è presentata agguerrita, seguita da un reparto in assetto antiguerriglia. Le “forze dell’ordine” di Marchionne, hanno intimato a Landini in persona che era ora “di smobilitare”. Il segretario della FIOM dopo pochi minuti ha fatto radunare i suoi militanti e si è allontanato dal picchetto. Nello stesso tempo è avvenuta la stessa cosa anche agli altri ingressi.

Era già tutto concordato. La FIOM doveva avere la possibilità di dimostrare che se vuole può bloccare la FIAT. La FIAT doveva avere gran parte della produzione programmata.

Sabato scorso l’intervento della polizia era stato deciso a livello governativo. Uno spiegamento di forze di quel livello e la durezza dell’intervento non vengono decisi da dirigenti locali. Quel personaggio da cartoni animati che è l’attuale ministro dell’interno, diede l’ordine materiale, ma appoggiato dal governo intero.

Questa volta la FIOM ha mobilitato le sue pedine in parlamento (qualche parlamentare era presente anche ai picchetti) e ha chiesto e ottenuto di poter fare la sua rappresentazione.

E’ l’affermazione ancora una volta di un vecchio modo di fare politica. Quello delle mediazioni, degli accordi, delle lotte per finta, ma che, ormai, non ha più vita lunga. L’intervento della polizia che decreta la fine della rappresentazione e che dimostra che c’era un accordo con la FIOM, il malcontento della base di fabbrica che ha accettato molto a malavoglia di smobilitare i picchetti, sono segni che le cose non si risolvono più così.

I padroni nella crisi non vogliono più intralci alla produzione del profitto. I compromessi del passato che salvavano la faccia ai contendenti, ma lasciavano inalterato il diritto del padrone di guadagnare sulla pelle degli operai, oggi non vengono più tollerati da manager come Marchionne. Il controllo sugli operai deve essere assoluto.

Tra gli operai si sta facendo strada l’idea che per reagire a questa politica padronale servono le lotte vere. Per farle non bastano dirigenti abituati al compromesso e alla poltrona, né tutto l’armamentario sindacale del passato. Serve determinazione, organizzazione, unità degli operai.

Oggi la produzione è iniziata a regime alle 7 e mezza. La Fiat ha comandato al lavoro solo un turno per sabato, ha quindi avuto tranquillamente la possibilità di recuperare lo stesso in giornata la produzione persa. E’ un risultato che non accontenta e non può accontentare certo gli operai.

La Sezione AsLO – Operai Contro di Napoli

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From → anarcosindalismo

One Comment
  1. Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat Pomigliano permalink

    Mimmo Mignano
    TUTTO CONCORDATO TRA FIOM –FIAT E POLIZIA
    Tutto organizzato come voleva il padrone tra mortadella, canti e balli si è consumata l’ennesima giornata di festa che nulla ha a che vedere con la lotta vera, quella contro lo sfracello produttivo e occupazionale di Pomigliano. Come se non bastasse a mettere la ciliegina sulla torta sono stati invitati anche politici di mestiere quelli per capirci che guadagnano circa 20mila euro al mese e che da 4 anni se ne sono infischiati dei cassintegrati costretti a fare la fame a 700 euro al mese e dello sfruttamento a cui sono assoggettati i 2000 opera addetti panda.
    ECCO COSA E SUCCESSO REALMENTE ALLE ORE 5 INGRESSO 1 DOVE SI ERA DATO APPUNTAMENTO IL COMITATO DI LOTTA
    Mentre tutto procedeva con i picchetti di operai e funzionari della fiom concentrati all’ingresso 1 sono arrivati i cassintegrati del comitato di lotta cassintegrati e licenziati fiat muniti di elmetto giallo da lavoro ed uno scudo di cartone con davanti un’immagine di Marchionne contenente una scritta “ORA PICCHIATE ANCHE LUI”, tutto organizzato per contestare le cariche della polizia di sabato 15 sotto forma di ironica satira. Ad un certo punto verso le 5.45 arriva Landini e dopo una breve conferenza stampa si reca dal capo della digos di napoli e gli comunica che come concordato in precedenza anzi con un minuto di anticipo la fiom per non intaccare la produzione alle ore 6.00 avrebbe abbandonato i picchetti per permettere i lavoratori il regolare svolgimento della produzione.
    Il comitato a questo punto a incominciato prima a contestare landini e poi si disposto spalla a spalla per occupare tutta la carreggiata della strada per effettuare il vero picchetto, ma in pochi minuti si è trovato difropnte circa 100 poliziotti in tenuta antisommossa. A quel punto il responsabile della digos minacciava i responsabili del comitato che in pochi minuti non avessero lasciato libero il varco avrebbero effettuato una carica a suon di repressione violenta proprio come successe sabato 15. Il comitato di fronte ad una minaccia è stato costretto piano piano mentre veniva compresso dalla polizia ad arretrare lentamente.
    La farsa/picchetti è stata a questo punto smascherata ed i lavoratori sono entrati tutti al lavoro ed il ritardo di un’ora è stato causato solo dalla resistenza dei militanti del comitato
    Tra farsa e realtà i lavoratori sapranno distinguere chi realmente si batte per la salvaguardia del posto di lavoro e dello sfruttamento capitale lavoro.

    Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat Pomigliano

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