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Irricevibile!

giugno 30, 2013

C’era una volta un paese democratico nato dalla resistenza contro il nazifascismo e c’è stata una valle montana che tanto ha dato perchè ciò fosse possibile: la Valsusa. Sempre più chiaramente con il Tav stanno tornando i fantasmi del passato, uguali se non peggiori.

notav

Una grande opera osteggiata dalla popolazione da più di ventanni è oggi imposta con un’occupazione militare, un cantiere fortezza e tanto denaro pubblico speso per la follia di pochi soliti noti.
Accadono tante cose: questa Valle è oramai famosa per la tenace resistenza di chi la vive e, di contro, per quanti la vorrebbero ulteriormente devastare e sacrificare per un’opera inutile.
Accade anche che il 27 giugno 2013, a due anni esatti dallo sgombero violento della Libera Repubblica della Maddalena, due militanti storici e una giovane leva No Tav si vedano notificare un foglio di via dalla propria terra o, per essere esatti, da un pezzo di essa.

vio

Banditi dai luoghi della lotta per tre anni, per volontà della Questura e del suo attuale mandatario, tal Cufalo.
Questo è fascismo ed è proprio grazie alle leggi fasciste, tutt’ora in vigore, che i fogli di via dalla Val di Susa si sono moltiplicati. A quando il confino, magari su una piccola isola?
Non basta evidentemente la magistratura, che pur ci sta provando tenacemente, a contenere la lotta popolare quindi ci pensa direttamente la Questura.

In Valle c’è una situazione paradossale, di diritti sospesi e siamo arrivati al punto che gli spostamenti all’interno della Valle li decide il Questore. Bisogna ricordarlo, il foglio di via è una privazione della libertà personale comminata senza processo su sola discrezione della questura. Prove, dibattimenti, presunta innocenza non esistono, digos e funzionari decidono del destino di chiunque senza appello.
Questi fogli di via sono irricevibili e li rispediamo al mittente.
Questa è la nostra valle, questa è la nostra terra e Venaus, Giaglione e Chiomonte sono i luoghi della lotta.
Ermelinda, Stefano, Andrea e tutti i/le resistenti già colpiti dai fogli di via continueranno a percorrerli insieme a tutto il movimento No Tav, fino alla vittoria!


Movimento Notav

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From → Solidarietà

One Comment
  1. Reggio Emilia due anni di galera per scritte no tav
    Giovedì 20 Giugno si è concluso il processo di primo grado contro due militanti del collettivo R60, accusati di aver vergato sui muri della città emiliana scritte in solidarietà al movimento No Tav e contro Fassino, Caselli e Napolitano.
    Dopo mesi di indagine, svolte con l’ausilio di un GPS impiantato nella macchina di un compagno, a giugno 2012 si arrivò alle perquisizioni domiciliari. La PM Rita Pantani aveva già all’epoca chiesto pesanti misure cautelari in carcere ma la richiesta era stata rigettata dal GIP. In autunno-inverno invece i due militanti vengono sottoposti all’obbligo di dimora notturna e al divieto di uscita dal comune di residenza, misure che durano tuttora. Il processo che si è concluso il 20 giugno ha visto l’emissione di pesanti condanne per i reati di imbrattamento, offesa di corpo giudiziario, politico e corpo amministrativo: due anni e due mesi a Ciro e un anno e otto mesi a Riccardo, più diecimila euro di risarcimento danni al comune. E qua va aperta un’interessante parentesi sul ruolo del comune: il comune di Reggio Emilia è uno dei maggiori sponsor delle linee TAV e ha fortemente voluto la costruzione della stazione Mediopadana del TAV. Per questo ritiene inaccettabile che a Reggio qualcuno esprima contrarietà all’opera e chiede uno spropositato risarcimento danni, di cui l’ottanta per cento per danni di immagine. Perché arrecare danno al comune. Ecco la democrazia all’opera. Questo è stato il primo grado di giudizio e ora si dovranno attendere le motivazioni della sentenza per capire le origini di un tale abominio giuridico. In ogni caso non è finita qua.

    FONTE: http://www.umanitanova.org/n-23-anno-93/reggio-emilia-due-anni-di-galera-scritte-no-tav

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