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In memoria di Filippo Filippetti

agosto 3, 2013

Oggi 2 agosto 2013 a Livorno è stato organizzata dai compagni della Federazione Anarchica livornese e dal Circolo Anarchico Libertario una manifestazione per ricordare l’uccisione per mano di fascisti di Filippo Filippetti, operaio edile, anarchico, aderente all’Unione Sindacale Italiana della Camera del Lavoro di Livorno, ardito del popolo. E’ stato un momento molto sentito da parte di tutti gli intervenuti, circa una quarantina di presenti. I compagni di Livorno hanno posato una corona di garofani rossi alla lapide che ricorda l’efferato delitto, mai così appropriata nella sua freschezza parlava già di come la memoria degli assassinii di anarchici, rivoluzionari nella Livorno proletaria non si è mai affievolita. Dopo l’introduzione del compagno Tiziano della Federazione livornese, è intervenuto il compagno Marco Rossi che ha sottolineato come oggi la memoria di questi eventi non è qualcosa di retorico, o oggetto d’archiviazione. Mettendo in relazione quella repressione con quanto sta accadendo in Val di Susa. Riportando che agli ultimi inquisiti NOTAV, è stato imputato il reato di terrorismo e sequestrato dei fazzoletti rossi, rifatti come quelli dei partigiani. Ieri come oggi i governi, gli industriali, le mafie e le lobby fanno fronte per reprimere, per potere spianare la strada ai propri profitti e difendere la gerarchia sociale che li supporta. Marco ha riportato in maniera interessante la storia della Camera del lavoro di Livorno dell’Unione Sindacale Italiana che purtroppo, anche se molto difesa, cadeva, dietro l’intervento addirittura di mezzi corazzati delle forze dell’ordine, nelle mani dei fascisti. Negli scontri precedenti perdevano la vita 8 antifascisti, tra i quali lo stesso Filippo Filippetti e il dirigente della Camera del Lavoro Gilberto Catarsi.

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Il compagno Marco ha descritto vivamente la vita sociale e sindacale del proletariato che aderiva alla Camera del Lavoro USI e di come questa era parte integrante dei quartieri proletari di Livorno, ma anche della organizzazione sindacale di lavoratori aderenti all’USI nei settori produttivi più importanti della città: metallurgico, cantieri edili e navali ,dell’arte bianca e delle operaie che “vestivano le damigiane e fiaschi”. Gradita e significativa la presenza della nipote di Filippo Filippetti che ha ricordato con emozione lo spirito delle idee libertarie di suo zio come di suo padre. Ancora più emozionante il momento in cui i compagni dell’USI presenti le hanno omaggiato di una copia dei due libri editi del centenario sottolineando che L’USI oggi, dopo cento anni, continua a lottare nel solco segnato da questi coraggiosi aderenti, assassinati per le loro idee libertarie. Breve ma molto attualizzato è stato l’intervento finale che ha ripreso proprio dalla memoria delle idee di questi aderenti all’USI prima del fascismo e l’USI di oggi. I lavoratori, gli sfruttati devono ripercorrere la strada dell’autogestione, dell’auto organizzazione, del costruire sindacato sui propri bisogni, senza “credere” alle crisi dei padroni che portano questi ad arricchirsi e costringono sempre di più i lavoratori a condizioni di lavoro che si avvicinano allo schiavismo o comunque a non aver più diritti, come di vita sempre più ridotte alla mera sopravvivenza. Dove i lavoratori riescono ad esprimere solidarietà fra loro e a credere meno alle “ragioni dei padroni” vengono fuori lotte. Questo chiaramente non è cosa gradita né ai padroni né tanto meno ai sindacati a loro sottomessi. Ne è esempio la lotta negli ospedali milanesi, come nelle cooperative sociali. Dovunque i lavoratori si riappropriano dell’arma della consapevolezza delle loro forza e volontà di poter costruire una società giusta, solidale, senza governi e padroni. La serata è proseguita agli scali del Refugio con diffusione stampa e materiale anarchico nonché alle ore 9.30 con concerto del Coro Garibaldi d’assalto.

Usi San Vincenzo

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