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La storia dell’USI in biblioteca

settembre 2, 2013

Disponibili in biblioteca le pubblicazioni del centenario dell’Unione Sindacale italiana

La locale sezione sindacale ha donato alla Biblioteca Comunale di Terlizzi “L’almanacco di Guerra di Classe 1912-2012” e le “Figure storiche dell’Unione Sindacale Italiana” edite dall’USI-AIT in occasione del centenario. Tali opere sono, quindi, da oggi visionabili e consultabili gratuitamente da quanti vorranno approfondire e studiare l’argomento.
Scopo della donazione, infatti, è quello di rinfocolare e ravvivare la memoria storica in merito ad un periodo – il primo quarto di secolo del ‘900 – frettolosamente “archiviato” da coloro i quali hanno tutto l’interesse a nascondere la vitalità ed il radicamento sociale e popolare del, cosiddetto, “Sindacalismo rivoluzionario” che – per quanto riguarda lo specifico pugliese – ebbe in Giuseppe Di Vittorio uno dei suoi più, intransigenti, esponenti … perlomeno fino alla “svolta” parlamentarista (primavera 1921) e alle, successive, dimissioni (per incompatibilità con gli Statuti) da ogni incarico dirigenziale in seno all’USI (marzo 1922).
Non è facile sintetizzare in un libro” – scrive Mario Verzegnassi nella prefazione – “la storia dei primi 100 anni dell’USI che, come un fiume carsico, corre attraverso i venti della Prima guerra mondiale, le lotte operaie del biennio rosso, il fascismo, il dopoguerra, gli anni di piombo, e le lotte di oggi in difesa dei lavoratori in totale indipendenza da tutte le forze politiche”.

almanacco

L’Almanacco è stato curato e coordinato dall’Archivio nazionale dell’USI-AIT (con sede in Ancona) che ha impreziosito il lavoro editoriale con foto, documenti dell’epoca, manifesti, prime pagine delle storiche testate del Sindacalismo dell’azione diretta. Immagini/documenti che rimandano ad un secolo di presenza sociale e di lotta per un mondo diverso, migliore i cui attori sono, esclusivamente, la povera gente, il popolo lavoratore (operai, donne, contadini, braccianti, manovali, disoccupati …) il cui desiderio e capacità di aspirare all’uguaglianza sociale si è sempre scontrato con la forza bruta del potere, degli agrari, del capitale, dello Stato. Ma l’opera – suddivisa in saggi monografici – non si limita solo a questo aspetto ma denuncia – con forza – la lotta ingaggiata (e, ahimé, perduta) con “l’altro nemico” dell’emancipazione sociale, quello più subdolo in quanto utilizzava lo stesso lessico e simbologia ma ha agito all’esatto opposto di quanto predicato ovvero coloro i quali (organizzazioni sindacali e partiti “operai”) oggi come ieri – in nome del Socialismo – hanno tradito quegli ideali e quei principi che – falsamente e ignobilmente – hanno evocato per strumentalizzarli e farne strame.

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