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“Strani bandi” all’UNIFG: parte terza

ottobre 20, 2013

Ovvero: Ancora sui bandi ad personam dell’Università di Foggia. Scambio di vedute su Facebook con il Magnifico Rettore Giuliano Volpe e Antonio Vigilante dell’Unione Sindacale Italiana settore IUR (Istruzione, Università e Ricerca.

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Giuliano Volpe: Vigilante sta facendo polemiche. Unifg non ha risorse per retribuire contratti di insegnamento. Forse Vigilante ignora che il sistema universitario italiano ha perso un miliardo di finanziamento statale negli ultimi anni? ignora che Unifg riceve 5 milioni in meno ogni anno rispetto al 2008-9? Ho cercato di spiegare questa situazione difficilissima in questi anni, ma evidentemente non basta. La legge Gelmini inoltre impone un limite del 5% di insegnamenti a contratto a titolo gratuito. Nel caso dei corsi di area umanistica si tratta di 2-3 contratti gratuiti (uno di questi ad esempio è tenuto dalla ex preside e professore emerito Franca Pinto Minerva). L’unica maniera per avvalerci dell’apporto gratuito di docenti esterni è grazie a convenzioni con Enti pubblici, tra cui scuole secondarie, musei, soprintendenze. Per fortuna ci sono colleghi di queste istituzioni, ovviamente dotati di titoli scientifici adeguati, che offrono gratuitamente e generosamente il loro apporto. So bene che è ingiusto non retribuire il lavoro e in particolare il lavoro intellettuale di docenti. Ma non ci sono le risorse! L’alternativa sarebbe chiudere corsi, ridurre ulteriormente l’offerta formativa, mettere in difficoltà i nostri studenti. Dov’è lo scandalo? dove l’ingiustizia? dove il nepotismo? Avevamo rapporti di collaborazione con vari docenti e con molte scuole, in alcuni casi da anni: abbiamo regolarizzato questi rapporti attraverso convenzioni, secondo quanto previsto dalla legge 240 ‘Gelmini’. Annualmente si pubblica un bando relativo alle discipline ‘scoperte’ per le quali è necessario rivolgersi all’esterno; i docenti della scuola che si è dichiarata disponibile alla collaborazione e hanno sottoscritto una collaborazione possono presentare domanda di insegnamento. In tal modo sostengono l’Università e la sua offerta formativa, la scuola e i docenti dimostrano di collaborare con una Università.
Tutto alla luce del sole. Ho già detto a Vigilante di denunciare la cosa alla magistratura se ritiene che ci siano irregolarità: in questi anni non una sola indagine della magistratura, non uno scandalo, non una indagine ci ha minimamente riguardati. Abbiamo la coscienza limpida. Anche le ultime vicende di concorsi universitari sui quali si presumono irregolarità non ha riguardato Unifg. Vigilante ora mi attacca solo perché ho ritenuto doveroso, come ho sempre fatto, rispondere, dare spiegazioni, cercare di chiarire. Se è interessato a collaborare con l’Università e se ha i titoli per farlo, nulla impedisce che faccia domanda per i bandi che riguardino i settori disciplinari di sua competenze, se per questi ovviamente non ci sono docenti interni dell’Università e se sono previsti nei nostri corsi di studio, si attivi perché la sua Scuola sottoscriva una convenzione con Unifg. Preciso che ignoro completamente a quali insegnamenti lui si riferisca, a quali docenti della sua Scuola e di altri Istituti: in questi anni mi sono occupato della gestione dell’intero Ateneo e non ho potuto seguire le vicende dirette del Dipartimento di studi umanistici, che ha un suo direttore e il cui consiglio ha deliberato in proposito. Ho solo cercato di spiegare le procedure: che possono non piacere (e non piacciono nemmeno a me), ma sono quelle fissate dalla legge. Ci dispiace solo che si facciano polemiche, si getti fango, si cerchi screditare anche quelle poche realtà che cercano di operare con trasparenza, con legalità, con serietà.

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Antonio Vigilante: Gentile Rettore, glielo spiego subito dov’è lo scandalo (non ho parlato di nepotismo). Per essere chiaro fino in fondo dovrò fare nomi e cognomi, cosa che fino ad ora ho evitato (anche se i giornalisti dell’Attacco” non si sono fatti molti scrupoli nel pubblicare ciò che era stato riferito in privato).
C’è all’Università di Foggia un docente a contratto di cinematografia che si chiama Eusebio Ciccotti. E’ una persona che non conosco; non ho alcun motivo di dubitare che sia un’ottima persona e che abbia tutti i titoli per insegnare cinematografia. Ora, c’è questo bando per un insegnamento a contratto di cinematografia che – cosa stranissima – è riservato ai soli docenti dell’istituto “Majorana” di Guidonia. E’ un bando strano sia perché è singolare che si restringa la selezione ai docenti di una sola scuola, sia perché Guidonia non è proprio dietro l’angolo: se si vuole scegliere tra i docenti di una scuola, perché proprio quella? Allora faccio un rapido controllo su Google, inserendo come ricerca “Eusebio Ciccotti Majorana”. Ed ecco svelato l’arcano: il professor Eusebio Ciccotti è il dirigente scolastico dell’istituto Majorana di Guidonia. Se dunque concludo che si tratta di un bando ad personam vuol dire che sono uno che vuole gettare fango sull’università, o semplicemente ho capito quello che capirebbe un bambino di cinque anni e qualunque adulto non in malafede?
Vediamo ancora. L’altro bando è riservato ai docenti del “Roncalli”, che è la scuola in cui insegno. Questa volta si tratta di selezionare un docente di filologia. Devo credere che è solo per una singolare coincidenza, che al “Roncalli” insegna la professoressa Pierangela Izzi (anche lei, sia chiaro, ottima persona e preparata), che è stata la titolare dell’insegnamento a contratto di filologia?
E come mai, poi, se l’università fa un bando riservato ai docenti di una scuola, si dimentica poi di avvisare quella scuola del bando? Non è, ancora, semplicemente perché in realtà il bando non è indirizzato a tutti i docenti di quella scuola, ma soltanto ad uno?
Vedo che lei vuole ad ogni costo metterla su personale. Occorre dunque che glielo dica: non mi interessa collaborare con l’Università di Foggia a quelle condizioni. Non lavoro gratis. Ma se volessi, mi permetta di smentirla: non potrei semplicemente proporre la mia candidatura. Se le logiche e le prassi sono quelle, io come tanti altri non potrò concorrere lealmente ad una cattedra, sia pure a contratto. Così come ora decine e decine di studiosi, pur bravi, sono esclusi da quei bandi, per il semplice fatto di non insegnare al “Roncalli” di Manfredonia o al “Majorna” di Guidonia, se ci fossero dei bandi riguardanti filosofia o pedagogia (le mie discipline) io ne sarei escluso, perché non insegno al liceo “Paperino” di Rocca Cannuccia.
I bandi ad personam – e la prego di entrare nel merito: mi dimostri che quelli non sono bandi ad personam: che si tratta solo di incredibili coincidenze – negano a chi da anni studia con passione il diritto stesso di proporsi al mondo accademico. Ma quello che disgusta particolarmente, in quei bandi, è la sfacciata arroganza, propria di chi sa che tanto nessuno potrà farci nulla. Mancava poco che nel bando si mettesse la descrizione fisica del candidato prescelto.
E’ anche puerile, mi permetta, dire che io l’attacco perché ha ritenuto doveroso “rispondere, dare spiegazioni, cercare di chiarire“. Al contrario. Non ho alcun interesse personale ad attaccarla. L’ho sempre stimata, così come stimo il professor Saverio Russo. L’attacco perché non ha spiegato un bel niente e nega l’evidenza. Un atteggiamento che, mi creda, non le fa onore.

Giuliano Volpe: Mi scusi, ma evidentemente non sono stato chiaro. Io ho precisato, senza fare i nomi evidentemente, che con alcuni docenti (e con le loro scuole) si è consolidato un rapporto di collaborazione negli anni. Docenti che già in passato hanno vinto una selezione per l’affidamento di un dato insegnamento. Il prof. Ciccotti (visto che lei ha fatto il suo nome) tiene un corso di storia del cinema da molti anni, con grande competenza e grandissimo gradimento degli studenti, ed anche con enorme generosità visto che lo tiene gratuitamente pur venendo da lontano. Nel momento in cui la legge Gelimini ci ha impedito di proseguire con il contratto gratuito nelle forme precedenti e ha introdotto l’obbligo della convenzione con altre strutture pubbliche, abbiamo stipulato una convenzione con la Scuola cui afferisce il prof. Ciccotti. Questa è la procedura introdotta dalla legge Gelmini: anch’io la considero per molti versi assurda ma non abbiamo potuto fare diversamente, se volevamo avvalerci ancora della collaborazione del prof. Ciccotti, vista la sua disponibilità a continuare a offrire il suo insegnamento gratuitamente (cosa di cui gli siamo enormemente grati). Lo stesso è avvenuto in altri casi. Ed è quanto fanno anche altre università. L’alternativa, lo ripeto, è chiudere i corsi, mettere a tacere insegnamenti: purtroppo non abbiamo le risorse né per contratti retribuiti né tanto meno per effettuare nuove assunzioni. E’ una cosa che dispiace anche a me, a noi tutti, perché vorremmo potenziare il personale docente dell’Università soprattutto assumendo altri giovani preparati (ora siamo riusciti ad ottenere 17 nuovi posti di ricercatore con fondi regionali, che saranno banditi nei prossimi mesi) e a retribuire adeguatamente i professori a contratto. Se disponessimo di tali risorse ovviamente faremmo bandi nazionali senza alcuna limitazione, come era in passato. In ogni caso, come le ho già detto, anche per evitare situazioni ‘non chiare’, stipuleremo una convenzione con la Direzione Scolastica Regionale (sperando di poterlo fare in tempi ragionevoli) in modo che ai bandi per i contratti di insegnament a titolo gratuito possano partecipare i docenti di tutte le scuole pugliesi. Spero di essere stato chiaro e di non aver dato l’impressione di non voler entrare nel merito.

Antonio Vigilante: Sostanzialmente lei sta ammettendo che da anni ed anni all’Università di Foggia si fanno bandi ad personam perché non è possibile fare diversamente. Ho interpretato male?

Giuliano Volpe: Non è così. Intanto le norme sono cambiate recentemente e abbiamo dovuto/voluto evitare l’interruzione della necessaria continuità didattica, utilizzando lo strumento delle convenzioni previste dalla legge Gelmini. Il prof. Ciccotti, ad esempio, ha partecipato anche in passato a numerosi bandi, sempre con una rigorosa valutazione ex ante dei titoli scientifici e una valutazione ex post della qualità dell’insegnamento. Ad esempio per un bando per restauro fatto in convenzione con la Direzione regionale ai BC ci sono state più domande e una commissione ha valutato i titoli e scelto la persona più titolata.

Antonio Vigilante: Curiosa questa faccenda della continuità didattica. Se uno ha vinto un bando nel 2000, bisogna assicurargli il superamento di tutte le selezioni successive con dei bandi ad personam per garantire la continuità didattica. E se ci fosse nel frattempo qualcuno più preparato di lui? Ma non lo vede proprio, Rettore, lo scandalo di negare a molti, soprattutto giovani, il diritto di partecipare ad una selezione pubblica? Io conosco diversi giovani studiosi di filologia, che avrebbero tutti i titoli per concorrere a quella cattedra, e che non possono perché non insegnano in quel tale liceo. Gli diciamo che non hanno diritto per colpa della legge Gelmini o della continuità didattica?
Vogliamo dirlo allora chiaramente, Rettore, che quei bandi sono semplicemente una farsa, dal momento che si sa già chi deve superare la selezione? Lei lo ha detto esplicitamente, parlando di “consolidati rapporti di collaborazione negli anni”. Diciamolo in modo ancora più esplicito: cari studiosi, lasciate perdere; se non avete consolidato negli anni “rapporti di collaborazione”, non avete nemmeno il diritto di partecipare ad una selezione. Fate le valigie ed andate all’estero.

Aggiornamento

A conclusione della discussione il Rettore ha dichiarato che verificherà la possibilità di annullare i bandi, “compatibilmente con la necessità di tenere i corsi ad anno accademico ormai avviato”.

FONTE

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From → Attualità

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