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Report presidio all’ospedale San Carlo di Milano

novembre 30, 2013

Nella giornata di venerdì 29, come era stato preannunciato dal “Coordinamento Lavoratori e Utenti Sanità”, si è svolto un presidio di protesta davanti all’ospedale San Carlo, dalle 15,30 alle 18.
L’iniziativa era stata preparata attraverso volantinaggi e banchetti predisposti nei giorni precedenti nei principali mercati rionali della zona, suscitando notevole interesse.

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Il presidio, al quale erano presenti circa una settantina di partecipanti, si è svolto attraverso volantinaggio, un banchetto per la raccolta di firme di protesta e di sottoscrizione a sostegno delle spese, con la presenza di bandiere dell’USI, USB, SI Cobas e Cobas.
Era funzionante anche un amplificatore dove si susseguivano gli interventi che denunciavano lo stato generale in cui si trova la sanità soggetta a tagli progressivi e spinta sempre più nelle braccia fameliche del profitti dei privati.
Si sono fatti appelli ai lavoratori e alla cittadinanza per impedire l’abbattimento di una parte consistente dell’ospedale come progettato dalla regione, considerato un rimedio all’incuria dei dirigenti che si sono susseguiti, perché tra i tanti guasti prodotti c’è anche quello della mancata manutenzione degli edifici. La regione prende al balzo la situazione e decreta l’abbattimento di interi piani dell’edificio ritenendo una scelta meno costosa che la sua messa a norma. E’ da attribuire alla componente di AN e in particolare ai La Russa ai quali, nella ripartizione fra partiti, è stata affidata la gestione del San Carlo, le responsabilità maggiori di questa deriva.
Invece di perseguire i responsabili di questo sfacelo un giudice non trova di meglio che condannare l’USI del San Carlo al risarcimento di 12 mila euro, non per i contenuti di un volantino che denunciava la mala sanità, ma per il titolo allusivo in cui si ravvisavano offese nei confronti di due dirigenti dell’ospedale stesso.

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Il punto vero è che i politici che governano, mentre si tengono ben stretti i privilegi che si sono accaparrati, impongono i sacrifici attraverso il taglio dei posti di lavoro e la riduzione dei servizi sociali quali la sanità, con l’aggiunta di un aggravio della tassa odiosa sulla salute attraverso i tiket, in quanto la salute viene considerata una merce per far crescere i profitti ai privati.
Molti sono stati quelli che si sono avvicinati ai banchetti per chiedere maggiori informazioni, per sottoscrivere la protesta e dare un contributo solidale. La battaglia continua ed è prevista una prossima scadenza di una assemblea pubblica di rilancio della lotta sulla tematica del San Carlo e della sanità più ingenerale da farsi nella zona stessa.
Enrico Moroni

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From → anarcosindalismo

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