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Quando lo Stato si schiera con i padroni

dicembre 21, 2013

Ovvero:
UNA SENTENZA CONTRO LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E DELL’AZIONE SINDACALE

E’ questo il giudizio che diamo, nel mentre ricorriamo in appello, alla sentenza emessa il 21 ottobre 2013 nei confronti del Collettivo Lavoratori Ospedalieri dell’Unione Sindacale Italiana – CLO–USIS dell’ospedale San Carlo, nel Tribunale di Milano, al termine di una causa civile. A tale organizzazione sindacale è stato addebitato il risarcimento di 10 mila euro e il pagamento di 2 mila delle spese legali avversarie (totale 12 mila euro) per un volantino diffuso nel 2009. La causa è stata promossa da Pietro Bassi e Dominingo Spotti, due Dirigenti del San Carlo, che si sono sentiti diffamati dal titolo del volantino.
La Giudice Serena Baccolini ha fatto proprie la tesi dell’accusa, senza entrare nel merito e senza approfondire le pesanti critiche sindacali espresse nel testo.

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La Giudice ritiene che l’accostamento del Titolo del volantino che, si badi bene, testualmente e graficamente riporta “banda BASSi-spOTTI”, allude alla “banda Bassotti” che, si riporta nella sentenza, sarebbe offensivo della “onorabilità dei due Dirigenti”. Non interessa, sostiene la Giudice nella sentenza, se nella contemporaneità erano già usciti articoli sui giornali dal titolo “San Carlo, sale operatorie inagibili ma i manager si rifanno gli uffici” e “Formiche all’ospedale San Carlo chiuse quattro sale operatorie”.

Non interessano neppure le questioni sollevate dal sindacato in punto di salute e sicurezza, perché secondo la giudicante il volantino che denuncia violazioni a scapito di lavoratori e pazienti o è scritto come un atto giudiziario oppure è per forza offensivo della dirigenza che di que lle violazioni è tenuta rispondere. A nostro parere sentenze come queste che, eludendo dai contenuti dell’azione sindacale e dalle sue proprie modalità di espressione, possono offrire un comodo ombrello alla “casta dei dirigenti” che si rende responsabile di “mala-sanità”.
Quello che è accaduto al San Carlo è abnorme: una struttura ospedaliera che, per la mancata manutenzione degli edifici prolungata negli anni, rischia l’abbattimento di 7 piani su 11 per la messa in sicurezza (Corriere della Sera 7/11/2013 non smentito a tutt’oggi dagli organi responsabili). Che fine farà l’ospedale San Carlo? E’ una sentenza che inibisce gravemente la possibilità di critica e spazza via il linguaggio della satira, menomando la libertà di espressione e di azione sindacale, avverso la quale esprimiamo e continueremo a manifestare la nostra ferma contrarietà, chiedendo la solidarietà di tutti i lavoratori e le lavoratrici, delle strutture di base sindacali e sociali, degli organi d’informazioni e di satira indipendenti.

Unione Sindacale Italiana Provinciale di Milano (USI/AIT)

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