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Coop “rosse” e Marchionne: due facce della medesima medaglia

gennaio 30, 2014

Sabato 25 gennaio dalle ore 16 si è svolto davanti all’Ipercoop di viale Umbria a Milano un presidio di protesta indetto dal SI Cobas contro i pesanti attacchi repressivi che continuano contro la lotta degli operai delle cooperative in appalto alla Granarolo. Una presenza di circa 200 manifestanti in occasione della quale si à volantinato davanti al supermercato per informare che alla Granarolo ci sono lavoratori, in maggior parte immigrati, che sono stati licenziati da mesi dalle cosiddette “cooperative rosse“, perchè lottavano per rivendicare i loro diritti. Si denunciava anche il comportamento della polizia che, di fronte al picchetto degli operai che chiedevano la riassunzione dei licenziati, ha utilizzato i loro blindati per far uscire il latte dai magazzini. Cosa assolutamente illecita che, quando è stata fotografata da chi era presente al picchetto, è cominciata una pesante carica di rappresaglia, utilizzando anche spay urticante, con una caccia all’uomo davanti ai cancelli, causando diversi feriti e l’arresto di due lavoratori.
Dopo circa un’ora di permanenza davanti all’entrata del supermercato si è formato un corteo che ha portato la protesta all’interno gridando slogan di protesta e spiegando con un megafono le ragioni della dimostrazione, invitando i clienti al boicottaggio dei prodotti della Granarolo (latte, mozzarella, ecc.). Poi il corteo è uscito terminando nel piazzale esterno dell’entrata con una assemblea dove si sono susseguiti vari interventi, tra i quali il nostro compagno Gianni del San Carlo che ha testimoniato gli aspetti della repressione anche nel settore ospedaliero, tra cui la recente condanna verso la sezione USI al pagamento di 12 mila euro, invitando a nome del “coordinamento della sanità” al collegamento di tutte le lotte. Sabato 29 gennaio si terrà una manifestazione di sostegno ai lavoratori della logistica Granarolo a Bologna: di seguito il volantino di convocazione. Redazione

granarolo

Granarolo come Marchionne come Electrolux
Sabato a Bologna con i licenziati Granarolo contro i licenziamenti e le aggressioni di Stato, Mafia e multinazionali, per il diritto a lottare e difendere il salario

– Polizia e carabinieri caricano e arrestano i lavoratori e i solidali che presidiavano davanti alla Granarolo;
– la Mafia delle cooperative aggredisce e pesta un militante del SI Cobas con l’avvertimento “basta assemblee, basta scioperi”;
– Electrolux chiede il dimezzamento dei salari per non licenziare: facce diverse di un’unica offensiva antioperaia volta a colpire la libertà di sciopero ridurre i salari e imporre più sfruttamento.

La lotta dei facchini contro l’impero Granarolo-Lega Coop è una lotta che riguarda tutti i lavoratori.
Sono stati licenziati in 51 perché hanno scioperato contro il taglio del 50% dei salari. Sono stati licenziati per impedire che un sindacato indipendente, il SI Cobas, entrasse in azienda ad organizzare gli operai.
La politica della Granarolo, uno dei centri di potere delle Coop “rosse”, non è diversa da quella all’Artoni e della Fiat d Marchionne: tener fuori un sindacato scomodo e non addomesticabile, anche se a Bologna è la CGIL il sindacato amico cui la multinazionale vuole garantire il monopolio nei posti di lavoro.

Le lotte di quest’estate avevano strappato l’impegno del sistema Coop a riassumere 23 dei 51 licenziati entro il 31 ottobre, e aprire la trattativa per un percorso di rientro degli altri 28, garante il Prefetto. Gli impegni sono stati disattesi, ma il Prefetto, al posto di imporne il rispetto da parte della Lega Coop e del Consorzio delle cooperative coinvolte, manda le “forze dell’ordine” a caricare coi manganelli i lavoratori che con tenacia hanno ripreso le proteste davanti alla Granarolo, bloccando il trasporto del latte. Giovedì scorso hanno usato spray urticanti e hanno arrestato 6 persone, trattenendone due lavoratori in prigione fino a lunedì per dare un segnale che contro il potere non si può lottare e contrastare le politiche padronali. Il governo Letta, legato a doppio filo al complesso di interessi industriali commerciali e finanziari usa i suoi bracci armati contro i lavoratori quando lottano per difendere i propri diritti.
Si vuole stroncare il movimento di scioperi, che a partire dalla logistica con i SI Cobas, l’ADL Cobas e la Confederazione Cobas del settore privato, ha imposto in controtendenza il rispetto del contratto di lavoro e condizioni di lavoro dignitose, impedire che si estenda questo esempio di lotta ad altri settori.
I facchini licenziati della Granarolo sono a casa da 9 mesi ricevendo solo tre mesi dei soldi della Cassa Integrazione. Alcuni sono rimasti senza elettricità e riscaldamento in pieno inverno con le loro famiglie, e sono sotto sfratto. La loro lotta comincia ad essere punto di riferimento di altri lavoratori e settori sociali in depauperazione e va allargata e sostenuta da un ampio fronte operaio, di precari e studenti al di là delle appartenenze sindacali e politiche:
• per la difesa del diritto di sciopero e del salario
• contro le aggressioni di padronato e Stato
• per il reintegro dei lavoratori licenziati

manifestiamo sabato 1 febbraio a Bologna, corteo alle 15 da piazza dell’Unità
Partenza in pullman da Milano sabato ore 12 piazzale Corvetto

Contribuisci alla Cassa di Resistenza dei licenziati Granarolo per continuare la lotta!

Milano 29-01-2014

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From → anarcosindalismo

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