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Report assemblea insegnanti L2/LS

marzo 1, 2014

COMUNICATO DALL’ASSEMBLEA DI INSEGNANTI DI ITALIANO L2/LS
– BOLOGNA 23 FEBBRAIO 2014

cosenza

Il 23 febbraio si è svolta a Bologna un’assemblea di insegnanti di italiano L2/LS (italiano a non madrelingua), che ha visto la partecipazione di insegnanti provenienti da varie città del centro-nord (Bologna, Cesena, Parma, Pavia, Milano, Trento) e anche di figure professionali diverse ma sempre legate all’insegnamento (educatori, insegnanti di sostegno). L’assemblea era auto-organizzata dagli insegnanti stessi e nasceva dalla volontà di confrontarsi sulla precarietà lavorativa, sulla necessità di un riconoscimento istituzionale e concreto della dignità e qualità professionale dell’insegnante di italiano L2/LS, sulla necessità di azioni serie e di sistema a garanzia dei diritti educativi degli studenti non madrelingua e sulla mancanza cronica di fondi che rende l’utilizzo di personale non formato e/o non pagato all’interno della scuola pubblica sempre più frequente, abitudine che le scuole e gli enti pubblici giustificano con la scusa della “crisi”.
Tra gli insegnanti intervenuti vi erano soci di cooperative, freelance a partita iva, ma anche aspiranti insegnanti che non riescono ad inserirsi in questo ambiente lavorativo nonostante una formazione specifica e soprattutto nonostante vi sia grande bisogno della loro professionalità. Mancano fondi, e quei pochi che ci sono non si capisce sulla base di che cosa vengano affidati; bisogna talvolta partecipare a bandi, talvolta invece gli incarichi vengono affidati per nomina diretta, talvolta è necessario passare attraverso scuole di lingua; si è spesso costretti a “vendersi” per poter sopravvivere. Di tutta questa incertezza, a farne le spese sono gli insegnanti in quanto persone che hanno il diritto ad avere un presente ed un futuro dignitosi, e gli studenti non madrelingua che, in particolare nelle scuole pubbliche, vedono sistematicamente negato il diritto a godere di un’educazione linguistica di qualità, fuori dall’ottica emergenziale e di assistenzialismo. La mancanza di conoscenza di “cosa” sia un insegnante di L2/LS genera mancanza di riconoscimento professionale, che si ripercuote sulla mancanza di educazione linguistica di qualità per gli studenti, in un circolo vizioso che si può leggere anche a rovescio: considerare l’apprendimento della lingua italiana una pietosa elemosina piuttosto che un diritto genera mancanza di riconoscimento del lavoro delle persone che questo diritto dovrebbero contribuire a garantire. Tutto questo mentre le Università continuano a sfornare Corsi di Laurea in didattica dell’italiano L2/LS, Master e quant’altro, configurandosi come fabbriche di precarietà piuttosto che di opportunità lavorative. D’altra parte, non è affatto raro che ancora le scuole utilizzino personale non preparato (volontari, ma anche insegnanti di sostegno e altri insegnanti interni) per insegnare l’italiano L2, sintomatico di come anni ed anni non siano serviti per considerare la presenza di alunni non madrelingua non più un’emergenza ma un fatto strutturale.
Al momento esistono in Italia due gruppi, “Riconoscimento della professionalità dell’insegnante di italiano a stranieri” e “Albo professionale degli Insegnanti di Italiano a Stranieri” (il quale in realtà non è un albo), all’interno dei quali si riflette sui requisiti per definire la professione e si cerca di far conoscere la realtà dell’insegnamento dell’italiano L2/LS. In assemblea si è riflettuto su una possibile unitarietà di azione. Si è inoltre individuato come possibile obiettivo di lotta l’istituzione di una classe di concorso specifica a cui si possa accedere con determinata formazione ed esperienza. L’assemblea ha tuttavia ribadito una netta opposizione verso le classi separate/differenziate, individuando nell’integrazione all’interno della classe un elemento fondamentale per l’apprendimento linguistico e per educare al rispetto e alla valorizzazione di ognuno dentro e fuori la scuola. Ha anche espresso contrarietà verso i TFA e altri simili percorsi, ritenuti modi per scucire soldi e mortificare chi formazione ed esperienza le ha già. In merito all’idea della classe di concorso, ci si attiverà per consultare alcuni sindacati, nello specifico Cobas, Usb e Usi-Ait.
In ultimo, la questione dei fondi che il Ministero fornisce alle scuole per permettere il supporto agli alunni non madrelingua. Oltre ad essere assolutamente miserevoli e non sufficienti, è previsto che possano finanziare progetti assegnati a qualsiasi insegnante purchè interno, anche se privo di qualsiasi formazione/esperienza di insegnamento della L2, il che è sintomatico della considerazione di cui godono gli studenti non madrelingua e gli insegnanti di L2/LS. Anche su questo punto si stanno costruendo percorsi di analisi e rivendicazione.

Gruppo Auto-organizzato Insegnanti L2/LS

Per info: precariato.linguaitaliana@gmail.com

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From → anarcomedia

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