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MAX STIRNER : L’INDIVIDUALITÀ COME UNICITÀ

maggio 3, 2014

TEATRO COPPOLA
via del Vecchio Bastione 9, Catania
Giovedì 8 marzo ore 20,00
ATENEO LIBERTARIO ETNEO
presenta
MAX STIRNER: L’INDIVIDUALITÀ COME UNICITÀ
a cura di
Enrico Ferri
in collaborazione con Università degli Studi, Niccolò Cusano-Telematica, Roma
lettura di brani da L’Unico e la sua proprietà a cura di
Graziana Maniscalco e Nino Romeo

alè

Il nome di Max Stirner è legato soprattutto alla sua opera Der Einzige und sein Eigenthum( “L’Unico e la sua proprietà”) pubblicata nell’ottobre del 1844 dall’Editore Otto Wigand di Lipsia. Il libro si inseriva in quella serie di scritti polemici degli allievi più radicali di Hegel , personaggi come Bruno Bauer, Ludwig Feuerbach, Karl Marx e lo stesso Max Stirner, pseudonimo di Johann Caspar Schmidt.
Già nelle prime battute del libro di ben 491 pagine, si delinea in modo netto il formidabile attacco che il filosofo di Bayreuth porta, a partire dalla religione, a tutti i pilastri della morale, del diritto, della politica, ma pure alle idee ed ai principii dell’umanismo ateo di Bauer e Feuerbach e persino al socialismo e al comunismo a cui si rifacevano Moses Hess, Karl Marx e Friedrich Engels. La stessa nozione di civiltà, così come essa è rappresentata nella storia europea, veniva rifiutata. L’introduzione de L’Unico termina con celebri parole: Ich habe meine Sache auf Nichts gestellt, Io ho fondato la mia causa su nulla, poste pure in chiusura del libro. In realtà, come Stirner espressamente dice, anche nella replica a Feuerbach, recensore del libro, nulla (senza ulteriori determinazioni) sta per me stesso, quindi l’apparente nichilismo di Stirner è in realtà un radicale individualismo: io ho fondato la mia causa su nulla (altro) che me stesso. Quello di Stirner è il più radicale individualismo nella storia del pensiero: l’individuo è visto come unico, assolutamente originale, in continuo sviluppo, non riducibile a categorie generali (neanche a quella di “uomo”, che esiste solo come astrazione) a nessuna rappresentazione che fissi (“maledetta stabilità”) il suo costante sviluppo. L’unico è essenzialmente egoista, cioè considera l’ego, se stesso, “il punto di partenza, il punto di mezzo e il punto di arrivo”. Egoista e proprietario della sua vita e delle sue relazioni, della sfera di mondo che interagisce con lui e con la quale può accettare rapporti solo su basi di simmetria e di reciprocità (“uso reciproco”), come accade nell’Unione degli egoisti, alternativa alla società “cristiana” e “borghese”.
Questo radicale individualismo è stato rivendicato dagli anarchici, per la critica irriducibile del principio di autorità e per l’organizzazione su basi spontanee e volontaristiche della società, da alcuni esistenzialisti, per la “centralità dell’esistenza sull’essenza”, in quanto l’Unico è una chiara immagine dell’autonomia e della centralità dell’ individuo, ma pure da filosofi di destra come Evola e Jünger, che hanno legato la filosofia stirneriana al dadaismo, all’anticonformismo, al superomismo. L’opera di Stirner è stata avvicinata, a partire dagli ultimi anni dell’ Ottocento, alla figura di Nietzsche, ma fa parte a pieno titolo, seppure indirettamente, della storia del socialismo perché solo dopo la sua critica a Feuerbach, Marx e Engels mutarono radicalmente posizione, come già si vede ne L’ideologia tedesca del 1845. Da 150 anni Stirner e la sua opera, L’unico e la sua proprietà, restano nella storia del pensiero moderno a presidio di un individuo considerato non riducibile a categorie, ideologie, astrazioni, ma originale ed unico, padrone di se stesso e del suo destino.
Enrico Ferri insegna, nell’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma, Filosofia del Diritto nella Facoltà di Giurisprudenza di cui è vicepreside. Su Max Stirner ha organizzato il convegno internazionale di studi, in occasione dei 150 anni dall’uscita de L’Unico, “Max Stirner e l’individualismo moderno” (Napoli, Suor Orsola Benincasa) e poi curato gli atti; ha scritto una decina di articoli e saggi, tradotti anche all’estero, e due libri, L’antigiuridismo di Max Stirner, Giuffrè 1991 e La città degli unici, Giappichelli 2001. E’ in corso di stampa per i tipi dell’Edicusano, a sua cura, un’edizione critica di Max Stirner, la sua vita e la sua opera di John Henry Mackay.

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