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FIAT: “Guagliu’ a Pummiglian nun ce sta nien’!”

maggio 5, 2014

FIAT: “Guagliu’ a Pummiglian nun ce sta nien’!”


Protesta e volantinaggio alla Fiat di PomiglianoPiano industriale? Ma dove prende i soldi la Fiat? Pomigliano è tagliata fuori.

Il 6 maggio un piano di aria fritta… “GUAGLIU’ A PUMMIGLIAN NUN CE’ STA NIEN’!”, ci daranno una finta speranza per una vettura di nicchia come la Ypsilon (il marchio Lancia verrà dismesso definitivamente) o Mazda ormai diventate pezzi di antiquariato…l’unico piano industriale Fiat per Pomigliano prevede: maggiore flessibilità, aumenti dei carichi di lavoro, passaggio ai 18 turni introducendo il turno di notte, maggiore flessibilità nel reparto stampaggio per decurtare la busta paga dei lavoratori, mobilità interna, riduzione delle pause e aumento dello straordinario da 40 a 80 ore obbligatorie.

Mentre Fiat punta su Alfa Romeo dopo aver cancellato definitivamente il marchio dalla nostra fabbrica per produrla in altro stabilimento, punta ancora su Maserati e Jeep che produrrà in America e Cina, tutto verrebbe pianificato ed accordato con un minimo numero di operai, cioè la metà degli oerai e sempre in esubero.

Tutti in Fiat a salario pieno e con una vera vettura da produrre da subito!

Continua il calvario dei 316 di Nola e gli operai Ergom, come continua la lotta per il reintegro di tutti i cassintegrati in Fiat rigettando i contratti di solidarietà.

Le voci di una nuova vettura da destinare allo stabilimento di Pomigliano, sono solo illazioni e propaganda elettorale dei partiti di destra e sinistra, la verità è che per Pomigliano il futuro è solo ridimensionamento e ritmi allucinanti per gli addetti al montaggio con continui aumenti di cadenza e faticosità ormai diventate peggio del Bangladesh.. il nuovo “piano di rilancio” Marchionne condanna la metà degli operai FIAT alla fame e l’altra metà a essere sfruttati il doppio.

Il piano Marchionne è molto fumo e poco arrosto…SOLO PROPAGANDA. Si annunciano sei nuovi modelli, tutti di fascia alta: due SUV, una berlina grande e una media, un coupé e una due posti. Quanti operai potranno essere impiegati? E se la Fiat non va oltre il cinquantesimo posto al mondo che prospettiva avranno gli operai italiani? Quattro di questi modelli dovranno essere prodotti a Cassino e a Mirafiori e già lì difficilmente daranno la possibilità di lavorare a tutti quelli attualmente in organico. Tutto come da copione solo con la metà operai.

Se questo è il piano “di rilancio”, dopo seguirà quello sugli operai in esubero non ricollocabili. La realtà è questa: secondo la FIAT, la metà degli organici non serve. Fino ad ora ci hanno tenuti in parcheggio. Ma i padroni e i loro servitori della politica hanno deciso che i soldi spesi per la cassa integrazione sono troppi. Hanno così inventato i contratti di solidarietà. Con un salario pagano due operai. Il padrone non ci perde niente e lo stato risparmia più del 50% sulla cassa integrazione. Ora, dopo l’annuncio dell’ennesimo piano Marchionne, faranno un po’ di conti e ci diranno che per migliaia di noi ci sono “poche prospettive di collocazione produttiva”. Nel frattempo il primo della classe Renzi farà, insieme ai suoi consiglieri industriali, una bella legge sugli esuberi, eliminando la cassa integrazione e mettendo al suo posto un sussidio di disoccupazione. Se non ci sarà reazione faremo tutti una brutta fine.

Protesta e volantinaggio alla Fiat di Pomigliano

A quel punto non saremo più dipendenti FIAT, ma disoccupati. Ce la dovremo prendere con il governo, faremo le manifestazioni sotto la prefettura e saremo fregati come gli altri disoccupati. Marchionne e gli Agnelli, invece, stanno guadagnando, e bene. L’amministratore delegato tra stipendio e benefit si stima che abbia guadagnato nel 2013 quarantasette milioni di euro festeggiando i suoi profitti oltreoceano.

C’è la crisi economica solo per gli operai, la solidarietà la facciano loro, la Fiat continua a fare utili multimiliardari e i sindacati ad incassare oltre 200 milioni di euro al mese???

E’ ora di ribaltare la situazione. Gli operai devono vivere. Questa è la priorità. I soldi di Marchionne, i soldi degli azionisti FIAT, i soldi che lo stato dà a politici, sindacalisti ladri e a industriali, devono andare agli operai.

Ci vogliono condannare alla fame. Organizziamoci per far fare la fame a loro!

Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat

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From → anarcosindalismo

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