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Contro il Jobs Act

luglio 8, 2014

Report dell’assemblea alla quale l’USI – AIT ha aderito e partecipato.

milano

L’ASSEMBLEA CONTRO JOBS ACT
L’incontro promosso dalla “Rete Solidale di Lottasi è svolto il 2 luglio negli spazi concessi dal CSA Vittoria sulla tematica del Jobs Act con l’ adesione delle rappresentanza della vasta galassia del sindacalismo di base ed alternativo come già preannunciato nella locandina di convocazione.
L’incontro si è aperto con una relazione articolata e approfondita dell’avv. Giovannelli, spaziando sui vari aspetti della precarizzazione che, per quanto riguarda l’ambito lavorativo, dilata enormemente gli attuali contratti a termine, ma che comprendono anche la nuova legislatura sulla casa che prevede lo stacco della luce (acqua e gas) per gli occupanti di case, norme che possono essere utilizzate all’occorrenza anche verso coloro che per motivi economici non riescono più a pagare l’affitto, diventando di fatto occupanti abusivi. Fanno parte del pacchetto “precarizzazione” anche quelle norme previsti per l’Expo, che prevedono l’occupazione giovanile di “volontari a costo zero” (anzi per un euro al giorno). Fanno anche parte quelle leggi e leggine che passano nel silenzio generale e impongono ai lavoratori e lavoratrici che fanno ricorso in tribunale per ingiustizie subite pesantissimi oneri economici imposti, con il rischio, in caso di perdita, di un salato conto spesa da pagare.
E’ un sistema di attacco articolato per settori sociali, che inizia a colpire quelli più deboli per poi generalizzare a tutti. La risposta, conclude la relazione, può essere efficace solo se riesce a coordinare ed unificare la lotta dei vari settori sociali.

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I lavoratori presenti della DIELLE hanno portato la testimonianza della loro lotta coraggiosa che dura ininterrotta da molti mesi. L’azienda si ostina a non riconoscere la loro rappresentanza sindacale e soprattutto il loro diritti (rispetto del contratto) intervenendo pesantemente con la presenza massiccia di polizia ai cancelli, con il licenziamento dei lavoratori che scioperano e con il tentativo di sostituire gli scioperanti con mano d’opera crumira proveniente dall’esterno. La loro richiesta di sostegno solidale è stata accolta da forti e calorosi applausi.
I vari interventi che si sono susseguiti hanno evidenziato il gioco facile che ha avuto il governo Renzi seguendo le orme berlusconiane nel seminare illusioni attraverso la concessione di qualcosa, vedi gli ormai famosi 80 euro (anche se strati deboli non garantiti ne sono esclusi) per meglio togliere molto e far passare le peggiori cose, come lo sfondamento dell’art. 18 già in programma, e l’allargamento ulteriore della forbice della precarietà.
Comunque anche il governo Renzi ha dovuto far marcia indietro sul progettato vertice europeo a Torino sulla questione della “occupazione giovanile” per evitare lo scontro con una piazza d’opposizione che si stava mobilitando con molta determinazione. Se è vero che il partito di Renzi vanta ampi consensi nelle percentuali delle ultime elezioni è altrettanto vero che quasi la metà della popolazione ha voltato sdegnosamente le spalle alle istituzioni, un vasto campo da arare e che può dare molti frutti a condizione che le varie anime dell’opposizione e del sindacalismo conflittuale mettano assieme le proprie energie superando gli steccati spesso frapposti dalle rispettive dirigenze ormai sclerotiche.
Nei vari interventi che si sono susseguiti sono stati indicati campi d’azione sui quali è possibile continuare un percorso unitario: come il coordinamento e la solidarietà sull’importante ed unitaria lotta nel settore della logistica; il tentativo di unificazione dei contratti; l’irrinunciabile battaglia per la riduzione dell’orario; il rafforzamento dei settori dove si riesce a sviluppare unitarietà tra le varie componenti del sindacalismo conflittuale (vedi settore della logistica, della sanità, nelle ferrovie, massacrate dagli appalti, dove si è alla ricerca di un coordinamento europeo, negli operatori sociali); nella critica e nell’azione contro l’Expo, la devastazione e lo speco delle grandi opere; contro le nuove forme di sfruttamento verso i giovani dove, come nell’Expo, si prefigurano contratti di volontariato a costo zero da parte delle istituzioni; unire le forze del sindacalismo conflittuale, scavalcando anche i propri vertici per costruire una vasta rete di resistenza contro l’accordo truffa del 10 gennaio sulla rappresentanza.
Tutte queste intenzioni, o parte di esse, possono essere successivamente riprese e sviluppate coinvolgendo i proponenti stessi e soprattutto partendo e rafforzando quelle realtà già presenti ed attive.

Enrico Moroni

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From → anarcosindalismo

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