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Non credo né a Babbo Natale né a … Epifani

ottobre 19, 2014

epi

In queste ore mi è stata recapitata una lettera/appello da sottoscrivere ed inviare all’ex Segretario generale della CGIL e, attualmente, parlamentare PD affinchè si attivi per depotenziare, in Parlamento, gli effetti nefasti del Jobs Act sullo Statuto dei lavoratori o, in subordine, (…)”di ufficializzare una tua presa di posizione pubblica di totale opposizione a questa scelta: ovvero, il voto contrario alla fiducia al Governo nel caso decida di metterla, come ha fatto in Senato, su un provvedimento che sfregia la dignità e toglie diritti ai lavoratori, che per anni tu hai rappresentato (…)”.

Non firmerò quell’appello ed invito i lavoratori e le lavoratrici coscienti a non farlo.

Ciò che è stato conquistato negli anni ’70 non è stato concesso a “costo zero” da un potere ottuso e violento ma conquistato dopo un periodo di lotte durissime che i lavoratori/lavoratrici hanno pagato con licenziamenti massicci, arresti indiscriminati conclusi con migliaia di condanne penali, schedature di massa (50mila lavoratori schedati nella sola FIAT), violenza degli apparati repressivi dello Stato che, in alcuni casi, hanno avuto esito mortale.

Non credo né cedo alle lusinghe della “scorciatoia” (e della delega) parlamentare che serve solo, quando va bene, ad alleviare – senza risolvere minimamente – il grave problema sociale che affligge il mondo globalizzato ma che ora, in periodo di crisi profonda, mostra tutte le sue caratteristiche classiste atte a favorire un’infima minoranza della popolazione mondiale a discapito della stragrande maggioranza destinata ad essere utilizzata come forza lavoro da sfruttare.

Non affidare il tuo destino a uomini (o donne) provenienti “dal nostro mondo” ai quali attraverso il passaggio elettorale hai dato una “delega in bianco” che – come ricordano gli estensori della lettera/appello – dovrebbero rispettare (…)”in pieno il mandato elettorale tuo e di altri parlamentari eletti nelle file del tuo partito, dal momento che i vostri elettori vi hanno votato su un programma radicalmente differente su questi temi rispetto a quello su cui il Governo sta procedendo. (…)”.
Mandato elettorale che – per quanto consta il Senato – è stato prontamente disatteso dai … “compagni” (che sbagliano?).

Non credo nelle petizioni parlamentari e nelle “processioni” … come quella programmata dalla CGIL il 25 ottobre p.v. Non saranno certo i palloncini colorati, la solita coreografia da festa di paese o la dimessa oratoria camussiana a far recedere il goverrno dall’utilizzo di un’ampia delega in bianco – quella sul lavoro – che un parlamento di nominati (nel quale siede a pieno titolo, l’ex segretario CGIL, Guglielmo Epifani) concederà senza fiatare pena la non rielezione e, soprattutto, la perdita dei numerosi “benefit” connessi alla funzione parlamentare.

Ritengo che solo l’auto organizzazione e la lotta autogestita dal basso condotta su più fronti (economico, sociale, politico) e sul medio periodo potrebbe indurre il potere finanziario internazionale – ben rappresentato, oggi in Italia, da Renzi e dai suoi “giovani/vecchi” al Governo – a fare marcia indietro sui punti più controversi del Jobs Act. E non solo su quello.

Il primo appuntamento è fissato il 14N: ovvero lo #scioperosociale lanciato allo Strike Meeting di Roma (settembre 2014) e fatto proprio da tutte le sigle del sindacalismo di base.

La scelta “giusta” è stare nelle piazze insieme agli esodati, alle lavoratrici discriminate, ai lavoratori in esubero, ai senza casa e senza diritti, ai migranti vessati e ricattati, ai lavoratori della logistica massacrati dai padroni, dallo stato e dai media mainstream, ai giovani senza futuro ….

La “fede sulle capacita riparatrici” delle aule parlamentari in cui siedono uomini (o donne) “nostri” le lascio volentieri a chi crede, ancora, a Babbo Natale.


Pasquale Piergiovanni

epi1

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