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Elezioni sindacali … in Spagna

novembre 29, 2014

Sono vicine le elezioni sindacali nell’università: astensione attiva e anarcosindacalismo.

Il crescente degrado del lavoro nelle università
Negli ultimi anni abbiamo visto come la precarietà del lavoro, le esternalizzazioni, le privatizzazioni o le riorganizzazioni del personale comportano licenziamenti. Questo genere di situazioni sono all’ordine del giorno nell’università, così come nella maggior parte degli ambiti della pubblica amministrazione. Lo Stato, succube degli interessi economici delle banche e delle grandi imprese, esternalizza servizi a vantaggio dei privati per la gestione e speculazione del pubblico. Questi i risultati di quanto lo Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore ha messo in atto, unitamente alla politica di precarizzazione dei posti di lavoro:

Esternalizzazioni nelle università e cessione illegale. Il personale inquadrato al livello più basso (PAS -Personal de Administración y Servicios- per le pulizie, l’amministrazione, ecc.) viene sempre più esternalizzato a imprese esterne, instaurando la precarietà nelle relazioni lavorative e peggiorando il servizio che u8n lavoratore con stabilità e garanzie svolgerebbe meglio. Un esempio di tale precarietà l’abbiamo nella vertenza contro UNED per la cessione illegale di lavoratori nell’impresa LAya Producciones SL (http://cnt-layaproducciones.blogspot.com.es/2008/11/la-uned-debe-readmitir-la-trabajadora.html). Un altro esempio nell’Universidad Carlos III di Madrid, dove parte dei contratti sono per prestazione d’opera e contro la quale il nostro sindacato aprì una vertenza per la riassunzione di un compagno del Personale Docente e Ricercatore (PDI), che ebbe per anni contratti temporanei (http://cntuc3m.blogspot.com.es/2012/07/la-cnt-declara-abierto-conflicto….).

Precarizzazione e dipendenza del personale con borsa di studio. L’assunzione di studenti borsisti ha comportato l’acquisizione di mano d’opera a basso costo, senza nessuna garanzia, per la realizzazione di varie mansioni, che dovrebbero essere sviluppate dal personale dell’università; questo a sua volta comporta la corporativizzazione del personale PAS, la sempre minore messa a concorso di posti di lavoro nell’università e la supplenza su questi posti da parte di studenti dottorandi privi di garanzie lavorative, mano d’opera a basso costo per le università, appunto. La truffa delle borse di studio di collaborazione fu denunciata a suo tempo unicamente dal nostro sindacato nel 2010 all’Universidad Complutense di Madrid (http://conflictocntucm.blogspot.com.es/2010/12/cnt-declara-conflicto-en-la-universidad.htm) e si risolse con una sentenza a nostro favore: il lavoratore stava realizzando le funzioni propie del personale interno alla struttura, come ammise lo stesso rettore. Oggi denunciamo le borse di studio di formazione dell’Universidad di Alcalá de Henares (http://ensemad.cnt.es/articulo/apertura-de-conflicto-sindical-con-la-uni…) per le relazioni occulte che un nostro compagno del sindacato deve realizzare.

mafalda una di noi

Degrado degli impianti nell’università. Gli investimenti sempre più esigui nella manutenzioni degli impianti, la precarietà che attanaglia i lavoratori dell’università, il fatto che non si ricoprano i posti di lavoro vacanti fanno sì che il degrado sia sempre maggiore. Ne abbiamo un chiaro esempio nell’ultimo scandalo della Complutense di Madrid, nella cui facoltà di medicina da sette anni si ammucchiavano cadaveri, nella completa assenza da parte dell’ateneo di mezzi per risolvere la situazione e senza che si sostituisse l’addetto al forno crematorio che era andato in pensione.

Qual è il ruolo dei sindacati nelle università?

Il ruolo dei sindacati ufficiali (CCOO Comisiones Obreras, UGT Unión General de Trabajadores, USO Unión Sindical Obrera, CSIF Central Sindical Independiente y de Funcionarios) e dei cosiddetti sindacati alternativi (CGT Confederación General del Trabajo) continua a essere relegato alle emergenze, con la dispersione dell’agitazione sociale, fungendo da ingranaggio della ruota capitalista in quanto agente sociale. Negli ultimi anni si è visto che i loro movimenti nei confronti dei lavoratori sono stati scarsi; si sono mossi solo e soltanto nell’organizzare pseudo-assemblee per informare esclusivamente delle direttive verticaliste delle cupole per le diverse convocazioni di scioperi di 24 ore, l’ultimo di questi nel comparto scuola nel 2012, trasformando uno dei migliori strumenti dei lavoratori in uno pettacolo mediatico in funzione della sola immagine. Nel frattempo la preoccupazione di questi sindacati per le problematiche quotidiane del personale PAS, PDI, docente, borsista e degli studenti è stata totalmente nulla, gli attacchi contro i lavoratori sono continuati e, oltretutto, il corporativismo continua ad esistere nelle strutture universitarie.

E ora ci chiedono di votarli:

In Spagna il modello sindacale fa sì che i lavoratori deleghino la propria capacità di decisione e azione a sindacalisti di professione, che godono di garanzie all’interno dell’impresa, affinché sia quest’ultima l’unica con capacità di negoziazione, senza che debba rendere conto ai lavoratori del proprio operato. Ciò ha comportato da un lato che il sindacalismo si istituzionalizzasse, perdendo ogni rivendicazione di contenuto ideologico, dall’altro che i lavoratori dimenticassero la lotta per la difesa e promozione dei nostri interessi di classe, ragionando con la stessa logica del parlamentarismo; la politica ha a che fare coi politici e il sindacalismo riguarda solo i sindacalisti. In questo modo si è arrivati all’apatia, alla sottomissione dei lavoratori sia all’interno sia fuori dell’università, si seguono e si accettano le direttive delle cupole dei sindacati senza spirito critico. Votare alle elezioni sindacali comporta unicamente che si continui a perpetuare il fatto che i sindacati riscuotono investimenti attraverso il criterio di “rappresentazione” che il tuo voto legittima, che ci siano sempre parassiti che si approfittano del tuo lavoro quotidiano e che continuano a dire che ci rappresentano.

La nostra proposta: l’anarcosindacalismo.

Per i motivi illustrati, dalla CNT-AIT ti chiediamo di astenerti il 4 dicembre, per non legittimare la forza del sindacalismo ufficiale che sta portando alla rovina tutti i lavoratori di questo paese. Proponiamo l’astensione attiva e ti invitiamo a organizzarti in assembleee tra uguali con i tuoi colleghi, con gli altri colleghi dell’università e dell’istruzione con la tua stessa problematica; per lottare senza alcuna mediazione e vedere che è possibile l’organizzazione orizzontale dei lavoratori attraverso le sezioni sindacali, è possibile la lotta al di fuori delle Rappresentanze Sindacali, delle sovvenzioni statali, dei distacchi sindacali. Si può lottare per ottenere un mondo in cui non esistono Stati, fondati sulla violenza, sottomessi agli interessi economici e politici di qualche parassita che vive delle istituzioni e del sudore dei lavoratori; una società fondata sul lavoro collettivo tra uguali, nella giustizia, nella libertà, nella solidarietà.

CONTRO IL CORPORATIVISMO NELL’UNIVERSITÀ
CONTRO LA DELEGA E L’APATIA
PER L’ASTENSIONE ATTIVA E LA LOTTA ORGANIZZATA TRA PARI
VERSO L’AUTOGESTIONE

Traduzione di Anna Gussetti

FONTE.

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From → Attualità

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