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Bilanci comunali in sofferenza: un po’ di storia.

marzo 28, 2015

Quando si parla di bilanci in sofferenza, ci si dimentica la storia. Senza la storia, si fa solo un’analisi tecnica e sfuggono le ragioni del fallimento politico ed economico di un ente. Negli anni 90, nel nord della Toscana, in una città mineraria che lo storico Lorenzo Gestri paragonava ai villaggi del Far West, la giunta comunale era guidata da un repubblicano e aveva come vice-sindaco un socialista, in armonia universale come due fratelli. Il settore marmo era guidato da un dirigente “comunista”. In tale contesto la giunta approva una delibera per metter ordine nell’escavazione del marmo: definisce tipi di materiale estratti ( dai detriti fino al marmo pregiato) e importi della tassa marmi. La delibera 1651/1993 quantifica in 900.000 tonnellate i detriti (scaglie) estratti dai monti. Inoltre, quantifica in 600 lire la tassa dovuta per ogni tonnellata, quando il prezzo di mercato del granulato, materiale prodotto lavorando i detriti del marmo, sfiorava le 400.000 lire a tonnellata. Dal comando di polizia municipale vennero invece dati contrastanti: 4 milioni di tonnellate di scaglie estratte, quindi la già irrisoria cifra di 600 lire per 900.000 tons, sarebbe dovuta esser calcolata su 4 milioni di tons. Alla luce di questi nuovi dati però, nessuna modifica da parte della giunta su tariffe e quantità estratte.

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La giunta social-repubblicana cade. Le subentra un commissario prefettizio. In seguito viene eletta un sindaco da una mediazione fra vecchia politica (PSI locale, mai toccato da Tangentopoli) associazioni e reduci degli anni ’70 confluiti in Rifondazione, che così entrano nella stanza dei bottoni. Il nuovo sindaco chi chiama a rivestire la carica di assessore al marmo?Proprio il dirigente “comunista” di cui sopra. Cosa fa la giunta? Mantiene la forfetizzazione, incrementa la tassa a 1.500 lire. Ricordate quanto costava al bar una pasta in quegli anni? Non è nostalgia. E’ un dato empirico che ci serve per azzardare un bilancio della forfetizzazione: 1) l’ambiente è stato stravolto. Negli anni 2000 ci saranno diverse alluvioni in parte dovute all’attacco incontrollato ai ravaneti, da dove vengono presi i detriti di marmo, lasciando però in loco le terre di risulta che nelle alluvioni hanno creato immensi danni; 2) perdita di circa 80 miliardi di vecchie lire per il welfare locale. Soldi di tutti, come le cave sono di tutti.

Il sindaco successivo, avviata una discussione pubblica, revoca la delibera 1651/1993 sulla forfetizzazione. Due nuove delibere del consiglio comunale portano la tassa sui detriti a 4.500 lire per ogni tonnellata effettiva. L’introito realizzato certifica l’enorme danno erariale causato da sei anni di scellerata gestione della tassa sui detriti. Gli industriali, toccati nel vivo, fanno una serrata. E’ la prima,ne seguiranno altre (le più recenti contro il piano paesaggistico della regione che rende più difficile l’escavazione). La serrata padronale contro l’aumento della tassa a 4.500 lire è fatta da Assindustria, CNA e Lega delle Cooperative. Chi lo capisce più dove sta la sinistra?! Le scaglie di marmo che una volta erano solo un prodotto di risulta dell’escavazione, senza pregio, vengono trasformate in granulati da multinazionali straniere con incredibile valore aggiunto e modestissime ricadute occupazionali. Per questo, c’è persino chi insinua che certe cave son sfruttate più a detrito che a blocchi. La verità starà nel mezzo?

Dunque, è mancata la redistribuzione di ricchezza attraverso la fiscalità locale. Il territorio è devastato. Crescenti fasce sociali sono in sofferenza: c’è chi dorme in auto, chi non ha da mangiare, una donna ucraina tre anni fa è morta di stenti. Nonostante la ricchezza del marmo. Il comune è indebitato: un altro capitolo che pesa sul bilancio comunale in sofferenza, è la realizzazione della Strada dei marmi a spese della collettività senza coinvolgere in solido chi ne trae vantaggi come gli industriali del marmo.

A proposito di storia, l’ex-sindaco repubblicano si chiama Pincione ed è presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, l’ente che interviene nelle politiche culturali in zona. Il vicesindaco socialista, Zubbani, oggi è sindaco socialista di Carrara. Il dirigente “comunista” si chiama Fusani ed oggi dirige il settore cultura istruzione musei del comune di Carrara. Rappresenta la mozione Cremaschi in seno alla FP-Cgil.

Ne è passata d’acqua sotto i ponti, sugli argini, nelle strade e nelle case colpite dalle alluvioni. Le facce non cambiano.

Usi LEL Comune Carrara

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