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Contro il dispotismo, la lotta continua

agosto 4, 2015

Il 31 luglio scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro Giannini, un D.P.R. recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e posti di insegnamento. In altre parole, è stata attuata, con le consuete modalità dispotiche, una nuova riforma delle classi di concorso d’insegnamento.
Tale misura, che va ad inserirsi pesantemente su quanto già predisposto in materia scolastica dal governo, viene adottata, come da prassi, con la “complicità” (forse meglio dire la linea guida) del Ministero dell’economia e delle finanze, in modo da facilitare i criteri di razionalizzazione e una maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti che verranno utilizzati su tutte le classi di concorso possibili.
A cosa si mira? Alla totale mobilità senza condizioni per gli insegnanti, al demansionamento per via autoritaria delle proprie professionalità, alla totale libertà per i nuovi dirigenti di razionalizzare, tagliare, licenziare.

dispo

Forse tutte facce della stessa medaglia. Una cosa è certa, questo governo sta giocando con le vite di tante persone, senza fare un passo indietro davanti alle numerose rimostranze che gli vengono palesate. In molti stanno decidendo di boicottare la nuova riforma anche non presentando domanda di assunzione. Tanto più che la GaE., almeno per i prossimi tre anni non verrà abolita. Spaventati da questa ennesima azione di lotta i governanti, per bocca della Giannini, minacciano rappresaglia per chi non presenterà la domanda anche contando sulla fumosità e la confusione di questo provvedimento che modifica, in itinere, a seconda delle convenienze, le sue disposizioni. E’ davvero difficile dire, all’oggi , cosa fare.

Si approfitta della confusione, della paura per velocizzare i tempi e le modalità di attuazione di un manovra vessatoria, punitiva, dispotica e che potrà cambiare in peggio la vita di molte persone.
Ancora una volta viene sconfessato apertamente il progetto di Renzi sulla scuola che, sempre di più, si rivela una campagna di riduzione del personale piuttosto che una cascata di assunzioni.
Ribadiamo, ancora una volta, come USI-EDUCAZIONE, che affiancheremo e fomenteremo campagne di boicottaggio della “buona scuola”; appoggeremo ogni forma di lotta auto-determinata, auto-organizzata, creativa che i lavoratori e le lavoratrici della scuola sapranno mettere in piedi.

PER IL SABOTAGGIO DELLA “BUONA SCUOLA”.
PER L’AUTORGANIZZAZIONE DI INSEGNANTI E STUDENTI
PER L’AUTOGESTIONE

USI AIT- Educazione

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