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L’imbarazzante silenzio dell’Ordine dei medici di Bari

agosto 10, 2015

Al Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Bari.

Partiamo dal presupposto che per taluni questa vicenda avrebbe dovuto seguire i percorsi istituzionali di un procedimento a porte chiuse. Possiamo anche immaginare chi avrebbe fortemente desiderato che la vicenda avesse avuto altri connotati.

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Consideriamo adesso la posizione dell’Ordine del Medici. Rifiutiamo l’idea che abbia tentato di ridimensionare la portata della stessa reputandola incresciosa o imbarazzante. Non crediamo abbia tentato di salinizzare le acque quiete di apparente normalità che fino ad oggi ha dimostrato a tutela degli iscritti e dei pazienti. Tutele di nome e non di fatto a parere di qualche iscritto. Tutele sempre più rarefatte. Ma noi ci dissociamo da tali asserzioni. Tuttavia preso atto del clamore mediatico che la nostra protesta ha sortito, risulta difficile pensare che ad oggi l’Istituto di Via Capruzzi non abbia proferito parola. Eppure si sarebbe trattato solo di fare un’operazione di facciata, una dichiarazione, una nota di interessamento se non a “favore” di due Medici, affatto incompetenti, mediocri o indisciplinati, almeno il tentativo di approfondire la vicenda e capirci qualcosa. Sembra invece aver declinato a priori il proprio intervento.

Non vogliamo credere abbia preferito snobbare la vicenda. Rammentiamo chi recentemente ci ha messo in guardia con moniti del genere – “L’arroganza talora si manifesta con l’indifferenza”. D’altro canto è un dato di fatto che un momento di crisi di un sistema di potere porti spesso a un aumento dell’oppressione interna, a limitazioni della libertà di pensiero e di espressione, perché con l’imbarazzo dell’increscioso episodio si sarebbe potuto scatenare un aumento dell’insoddisfazione e del risentimento da parte degli utenti nei cui confronti qualche dirigente, nel disperato tentativo di salvare se stesso, ha reagito sempre più con energici tentativi repressivi, a prescindere.

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Ci voleva un monito, una lezione esemplare. Quando ciò si verifica la “creatività” dei singoli finisce per inaridirsi e non emergono più nuove idee. Si sarebbe dunque solo trattato di spendere qualche parola a tutela del diritto di espressione di due medici e del diritto di azione sindacale più in generale. Chi meglio del Presidente dell’Ordine avrebbe potuto tutelare questi diritti inalienabili, dal momento che è anche il Segretario Regionale della Fimmg? Vogliamo credere ancora che quel “primus inter pares” abbia ancora la possibilità e il tempo di dimostrare quella particolare sensibilità e obiettività che dovrebbe contraddistinguerlo.

Io e la D.ssa Mangiatordi non ci siamo fatti ammaliare dal canto di certe sirene. Cedere, avrebbe significato continuare a far languire il sistema dell’emergenza-urgenza e di centinaia di operatori e pazienti in un susseguirsi di criticità cui pochi ad oggi han tentato di porre ordine e rimedio.

Francesco Papappicco
Francesca Mangiatordi

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From → Denuncia sociale

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