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Propaganda e uso pubblico della storia

gennaio 11, 2016

Anarchici e Arditi del Popolo
nella difesa della Camera del Lavoro Sindacale di Bari

a cura della Sezione pugliese dell’USI-AIT

resistenza sconosciuta

La Storia come strumento militante atto ad essere proficuamente utilizzato nell’agone politico del momento (se non addirittura come “merce” per finalità prosaiche) non è più una novità. Insomma, chiunque può entrare nel “supermercato” della storia, prendere dagli scaffali ciò che gli serve e spenderlo a suo piacimento sul “mercato” della faziosità politica. Succede che le ombre lunghe e i miti del Novecento, di fatti memorabili e traumatici, di esperienze brevi ed esaltanti, si proiettino sul presente reclamando impossibili continuità o assurdi tempi supplementari. Accade così che storici “organici” a partiti politici o organizzazioni sindacali “egemoni” si prestino – nel solco di una consolidata tradizione novecentesca della militanza politica di sinistra – a subordinare il proprio lavoro di ricerca storica alle esigenze degli uffici di propaganda; ossia di narrazione compiacente cucita su misura del Principe committente e per illustrarne le epiche imprese. È quanto sta accadendo in quest’ultimo periodo, in cui la CGIL da un lato, e lo storico Vito Antonio Leuzzi dall’altro, stanno cercando – occultando dati e documenti – di “addomesticare” una vicenda storica tanto tragica quanto significativa. Ovvero la disperata difesa della Camera del Lavoro Sindacale (USI) di Bari.

E, come spesso avviene, la mistificazione storica è operata attraverso l’omissione/alterazione di alcuni, importantissimi, dati … a cominciare dal numero delle Camere del lavoro che – a Bari – nel 1922 erano due. La prima era la Camera del Lavoro Confederale (ovvero quella della CGdL filo socialista) ubicata in via Piccinni; la seconda, situata in pieno centro storico a pochi passi dalla Basilica di San Nicola, era la Camera del Lavoro Sindacale, ovvero dell’Unione Sindacale Italiana che – alla fine di marzo del 1922 – in seguito al “voltafaccia” elettorale di Giuseppe Di Vittorio e la sua elezione a deputato nella fila del PSI uscì dall’USI e si proclamò “autonoma” pur confermando un noto esponente anarchico (Giulio Clerici) come vice segretario. Lo scopo di questo lavoro è appunto quello di recuperare quel minimo di memoria storica per consentire a ricercatori seri di accendere i riflettori su quelle memorabili quanto disperate giornate di Resistenza antifascista a Bari.

Download per visionare il documento in pdf: https://mega.nz/#!eJwBXJgQ!dkz48aeLi5zcA8wfa_oNEIIouOynQPSRYgBdPQygM7o

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From → Memoria storica

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