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Detrazioni per alloggi popolari

aprile 10, 2016

Detrazioni per alloggi popolari, disinformazione, omissioni, intoppi burocratici.

Ai mille piani di attacco alle classi subalterne, un sindacalismo rivoluzionario intelligente risponde su mille piani. La conoscenza è uno. Conoscenza come possesso e utilizzo di informazioni che aumentano la potenza delle classi subalterne o, se ignorate, le tengono di più nell’ignoranza e nelle ristrettezze.

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Prendiamo la L. 80/2014, art 7 commi 1,2. I titolari di contratti d’affitto in alloggi popolari, usati come abitazione principale, hanno una detrazione ai fini Irpef di € 900 (se il reddito complessivo nel 2015 non supera € 15.493,71) e di € 450 (se è tra 15.493,71 e 30.987,41). Va chiesta alla compilazione del 730 presentando:
A)contratto registrato di assegnazione in locazione di alloggio sociale o dichiarazione dell’Ente gestore che il contratto si riferisce ad alloggio sociale ex D.M. 22/4/2008;
B)autocertificazione che l’immobile è abitazione principale.

E’ un integrazione al reddito di famiglie popolari, dunque. Se si prende la Lunigiana, ad esempio, come laboratorio di rapporti sociali, si vede che nei mesi scorsi, però, è stata fatta campagna di disinformazione, mettendo in giro voce che non c’è detrazione nel 2016. L’anno scorso gli stessi patronati legati ai sindacati “seri” spesso ne erano all’oscuro.

A Venezia, Ater, il gestore delle case popolari, non rilascia dichiarazione che le case che ha in carico sono alloggi popolari. Quindi, non c’è diritto alla detrazione a parità di situazioni in cui la detrazione c’è. Ater e Agenzia dell’entrate si rimbalzano la kafkiana questione se dichiarare o no che le case gestite da Ater sono alloggi popolari. Rimbalzo che va a discapito delle classi subalterne, per ora senza detrazioni e quindi integrazioni di reddito. In Veneto e in Lunigiana burocrazia e burocrati bloccano un trasferimento di reddito e un aumento di potenza delle classi subalterne.

Usi Lel, sindacato di chi lavora in posizione dipendente per un ente locale:
– partecipa alle articolazioni del movimento di lotta per la casa;
guarda con interesse al lavoro sindacale di Unione inquilini, pur notando che quell’associazione è federata ad un’organizzazione di tendenza statalista, seppure rappresentante del miglior sindacalismo di base;
– vede il terreno comunalista come piano privilegiato di controinformazione ed intervento, graduale e diretto, a tutela degli interessi immediati delle classi subalterne e del buon funzionamento dei servizi pubblici.

UNIONE SINDACALE ITALIANA -CARRARA
Sezione Italiana dell’Association Internationale des Travailleurs (A.I.T.)
usientilocali@libero.it

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