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Cosa sta avvenendo alla Sacra Famiglia?

giugno 8, 2020

Nell’Istituto della Sacra Famiglia vigeva il ccnl della Sanità Pubblica fino a quando l’Azienda, controllata dalla Curia milanese, con la complicità dei sindacati Confederali, sostituiva il Contratto dei propri dipendenti con quello Aris della sanità privata, notevolmente peggiorativo. Non contenta di ciò la Direzione Aziendale, sempre con la complicità dei sindacati Confederali, per ridurre ulteriormente i costi, dal 2008 assumeva i nuovi dipendenti, pur nelle medesime mansioni, con un altro ccnl, quello Uneba della sanità privata, ancora meno costoso.

E’ evidente la logica, con tali operazione, oltre ad un notevole risparmio sulle spalle dei lavoratori, di dividerli per renderli più deboli e ricattabili. Cosa che infatti è avvenuta in tutti questi anni. Dopo alterne vicende, con accordi vari che cercavano di ridurre le differenze tra le due diverse posizioni contrattuali, l’Azienda ha imposto a tutti i dipendenti un solo Contratto di lavoro, quello più vantaggioso per lei, cioè l’Uneba, in vigore dal primo gennaio.

Dopo diverse iniziative e mobilitazione da parte dei lavoratori e lavoratrici ed una giornata di sciopero il 19 febbraio, è arrivata la terribile pandemia che tutto sappiamo, con il divieto del governo di sciopero e di mobilitazione per tutto il settore della sanità, mentre i dipendenti dell’ex Aris erano costretti a subire la decurtazione del salario e l’aumento dell’orario di lavoro. In questa situazione d’immobilismo imposta ai lavoratori è stato sottoscritto un preaccordo da Cgil, Uil, AdL di Varese, Cisl, scavalcando la stessa RSU che successivamente l’ha approvato a stretta maggioranza. L’accordo successivamente dovrà essere votato da un referendum.

Nel preaccordo sottoscritto, comunque, per i turnisti dell’ex Aris si aumentano le ore di lavoro, da 36 a 38 ore alla settimana. Sempre per i turnisti si riduce la maggiorazione turno del lavoro festivo, notturno e notturno festivo, si riducono anche le indennità di turno. Per tutti gli ex Aris si riduce la paga oraria. Ci rimettono sugli aumenti salariali che deriveranno dall’accordo del rinnovo del Contratto Aris che si sta per concludere dopo 13 anni. Si riduce la copertura della malattia e dell’infortunio. Questo per stare alle cose principali. USI Sanità, assieme ai Cobas Sanità, sta organizzando un primo Presidio di protesta davanti ai cancelli nella giornata del 10 giugno.

Nel frattempo l’USI Sanità ha distribuito un volantino che ha anche affisso, in formato A3 in tutti i reparti, che ha riscosso notevole successo da più parti, come dice il nostro Rappresentante Sindacale “ha fatto il botto”. Segue il testo del volantino diffuso.

Enrico Moroni

From → anarcosindalismo

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