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Noi stiamo con la #cattivamaestra antifascista

Siamo solidali con la maestra di Torino, con tutte le insegnanti e le lavoratrici che si vorrebbe ridurre al silenzio, sotto il ricatto di un lavoro sottopagato e precario.

Leggi tutto.

Qui il comunicato del “Collettivo cattive maestre

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8M a Reggio Emilia

8 MARZO SCIOPERO GLOBALE!
PRESIDIO ore 10 a Reggio Emilia in via Farini per poi partecipare alle 18 alla manifestazione cittadina.
Se toccano una toccano tutt*!

Come USI-AIT riteniamo importante rilanciare anche quest’anno la
mobilitazione dell’8 Marzo sui luoghi di lavoro, produttivo e
riproduttivo.L’oppressione di genere è da sempre parte del processo di accumulazione capitalista; le donne hanno subito l’estrazione di valore dal lavoro non pagato o scarsamente retribuito. Durante il secolo scorso a compiti definiti come specificamente femminili come il lavoro riproduttivo e la cura della prole e dell’ambiente familiare si sommarono anche parti fondamentali del lavoro salariato. Allo stesso modo dalla fine del XIX secolo ad oggi in molti paesi occidentali i movimenti femministi sono riusciti in conquiste oggettive; nonostante ciò il corpo delle donne è ancora regolamentato, sottoposto all’aggressione e al controllo di governi e patriarcato, visto come da normare secondo le regole della morale vigente, che riflette i bisogni della classe dominante. Basti pensare alla difficoltà che permane ad accedere all’aborto o alla contraccezione anche in molti paesi occidentali. Esempio massimo di questa concezione della donna come soggetto inferiore da tutelare o da predare è la legittimazione dello stupro ancora oggi giustificato dalla rappresentazione della donna come provocatrice di presunti “istinti maschili”, schiacciata sullo stereotipo di o santa o puttana.

In ambito lavorativo ancora oggi possiamo assistere a forti
discriminazioni come il mai superato gap salariale, la maternità non
garantita, le violenze sessuate taciute per paura di perdere il posto di lavoro; la violenza di genere così si interseca naturalmente con
l’oppressione di classe, così come si interseca con la razzializzazione.
Lo vediamo oggi con le pesanti discriminazioni che subiscono le donne
migranti, maggiormente ricattabili, discriminate in quanto donne,
proletarie e straniere.
Ma oggi il corpo delle donne è anche oggetto di propaganda elettorale in tema sicurezza, la difesa delle donne è la motivazione per sorvegliare e militarizzare sempre più le nostre strade, oltre che a legittimare violenze e restrizioni di movimento. Il corpo femminile viene visto come “bene nazionale” da porre sotto tutela, la soggettività individuale viene negata.
La discriminazione di genere è ancora oggi una delle tante
contraddizioni della società che categorizza le donne come vittime da
aiutare, come oggetto di proprietà esclusivamente maschile, come persone incapaci di scegliere e di difendersi da sole. La lotta femminista cammina di pari passo con la lotta di classe e con la lotta antirazzista, combatte per scardinare gli attuali rapporti di forza perché soltanto con l’intersezionalismo, con la capacità di tessere relazioni tra lotte solo apparentemente separate, si potrà abbattere la cultura patriarcale di cui sono imbevuti il capitalismo e lo statalismo.
La sezione reggiana dell’USI-AIT invita tutti i lavoratori e tutte le
lavoratrici, tutti gli studenti e tutte le studentesse a scendere nelle piazze, a scioperare sia dal lavoro produttivo che dal lavoro
riproduttivo per scardinare l’attuale sistema di dominio, per costruire una società di individui liberi, solidali, eguali.
L’appuntamento a Reggio Emilia sarà alle ore 10 in via Farini per poi
partecipare alle 18 alla manifestazione cittadina.
USI – AIT Sezione di Reggio Emilia

Via Don Minzoni 1/d – RE /// FB: USI- AIT Reggio Emilia ///
usireggioemilia.noblogs.org
usi-reggioemilia@inventati.org

Lotto Marzo

Sciopero Generale

Congedo papà

In allegato la locandina che abbiamo preparato, come U.S.I. Sanità Ospedale San Raffaele, per il congedo papà previsto dalla legge di stabilità 2017 ed esteso a tutto il 2018.

L’incaricata

Milano antifascista e antirazzista felicemente in piazza

Anche a Milano nella giornata di sabato 10 febbraio c’è stata una importante manifestazione come in varie località italiane. Il corteo per la partenza si è concentrato nei pressi di Porta Venezia. L’affluenza di uomini, donne, giovani, anziani, anche bambini e bambine con i genitori è stata imponente, tanto che il corteo ha impiegato molto tempo per muoversi interamente. La manifestazione promossa dalle associazioni antirazziste e dall’area dei centri sociali ha visto la presenza di decine di migliaia di presenti, alcuni quotidiani hanno parlato di 20 mila partecipanti.
Il clima era vivace, colorato e festoso.

Sicuramente la presenza di una certa area della sinistra istituzionale (vari partitini) che hanno cercato di cavalcare con la loro presenza a scopo elettorale, ma è prevalso nettamente su tutto lo spirito antifascista, antirazzista e libertario. Prova né è che lo spezzo rosso/nero è stato uno dei più partecipati, dietro lo striscione “Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà” dei compagni della FAI milanese che è stato molto apprezzato e soprattutto seguito da centinaia di manifestanti nella coda del corteo, molto vivace negli slogan, nei cori e nelle canzoni libertarie. In questo spezzone si sono posizionati i compagni dell’USI con le loro bandiere. La stessa stampa ha dovuto mettere in evidenza questa parte del corteo.

La manifestazione, dopo un lungo percorso è terminata nei pressi della Stazione Centrale.

E’ stata una grande soddisfazione vedere che i valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e libertari sono presenti in larga parte della popolazione.

Enrico Moroni

Sanremo: censura preventiva e fogli di via

Apprendiamo con sconcerto e preoccupazione quanto accaduto agli operai FCA di Pomigliano.
Durante gli appuntamenti Sanremesi, il gruppo “Stato sociale” si è esibito mostrando i nomi degli operai reintegrati grazie a una lotta che non si è mai spenta.

Per il solo tentativo di infrangere i muri della censura della disinformazione di stato attraverso uno striscione, i lavoratori sono stati tenuti in stato di fermo per lunghe ore e rischiano di essere allontanati per tre anni dalla città di Sanremo, secondo le norme repressive targate Minniti/PD
Condanniamo la deriva autoritaria che silenzia le lotte e colpisce i lavoratori che non chinano la testa.
Come gli operai di Pomigliano, anche la dura lotta delle 57 mila maestre e maestri, che rischiano di essere licenziati per effetto di una sentenza politica, viene strumentalmente oscurata e censurata.
Per questo non possiamo che esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà a chi come noi condivide la stessa condizione e la stessa lotta.

Lavoratori della scuola autorganizzati Milano
Coordinamento lavoratori della scuola “3 Ottobre”

Solidali al popolo Mapuche

SOLIDARIETÀ ALLA POPOLAZIONE MAPUCHE E AL MOVIMENTO ANARCHICO ARGENTINO, PER SANTIAGO MALDONADO E RAFAEL NAHUEL UCCISI DALLO STATO ARGENTINO

Il 1 di agosto nella provincia di Chubut, nella Patagonia argentina,
appartenenti alla comunità indigena Mapuche, assieme a solidali, hanno bloccato una strada vicino alla sede locale della Benetton – tra le più importanti nel paese per quanto concerne la proprietà fondiaria – per protestare contro l’acquisizione del territorio Mapuche da parte della grande multinazionale.

La polizia ha attaccato la manifestazione sparando mentre i manifestanti cercavano di difendersi come potevano.
Durante l’operazione di polizia l’anarchico Santiago Maldonado è stato arrestato, caricato con violenza su un furgone bianco –come testimoniato da molte persone – e portato via. Da allora è risultato
disperso, desaparecido.
Il suo corpo è stato trovato in un fiume in Patagonia due mesi dopo: un brutale ricordo delle 30.000 persone che risultarono desaparecidas durante il periodo della Junta, la dittatura militare guidata dai generali Videla, Massera e Agosti.

Il rapimento e l’uccisione del compagno Santiago Maldonado ha innescato forti mobilitazioni in Argentina. Lo Stato e la polizia hanno negato ogni responsabilità, mentre i media hanno avviato una campagna mirata a criminalizzare le comunità Mapuche resistenti e gli anarchici. La propaganda insinuava teorie cospiratorie sulla scomparsa di Maldonado e indicava tutti coloro che si oppongono ai piani padronali, e specialmente gli anarchici, come i “nemici interni”.

Le comunità indigene Mapuche – in Cile e Argentina – stanno lottando per difendere il proprio territorio dalla depredazione e dalla distruzione condotta dalle grandi multinazionali a cui vengono date queste terre dallo stato. Questi sono gli stessi territori che sono stati sottratti alle popolazioni indigene attraverso una serie di guerre e genocidi fin dai tempi dei Conquistadores del continente Americano. I Mapuche, nella loro lotta, hanno affrontato persecuzioni, prigionia e violenza sia dei meccanismi repressivi statali sia delle bande paramilitari che operano per conto dei padroni su entrambi i versanti delle Ande.

A Chubut unalarga parte della comunità Mapuche reclama i propri territori. Questi sono ora ufficialmente di proprietà della Benetton equivalenti a un terzo del totale di novecentomila ettari che la multinazionale ha comprato in tutto il paese.
Santiago Maldonado è stato ucciso perché, come anarchico, ha scelto di opporsi e lottare al fianco del popolo indigeno, di schierarsi al fianco degli esclusi e contro gli sfruttatori e i loro piani distruttivi.

Rafael Nahuel era un giovane di origine Mapuche membro di un gruppo
chiamato Coletivo Al Margen.Il 25 novembre 2017, in occasione del
funerale di Santiago Maldonado, le forze di polizia hanno organizzato
uno sgombero nel territorio Mapuche. Le persone presenti sono state
colpite da proiettili di gomma e di piombo. Una donna e Rafael Nahuel
sono stati colpiti. Quest’ultimo è stato ucciso.

Gli/le attivisti/e Mapuche e altri/e che si oppongono a questi progetti sono stati/e additati/e come “terroristi/e” dallo stato nel tentativo di indebolire il supporto nei loro confronti e giustificare ulteriori operazioni repressive. In particolare il “Rapporto RAM”, preparato dal Ministero della Sicurezza Nazionale argentino congiuntamente ai governi delle province patagoniche, prepara la strada ad una gravissima montatura repressiva sostenendo l’esistenza di un complotto terroristico che coinvolge organizzazioni Mapuche, organizzazioni politiche, sociali e sindacali, tra cui anche la Federazione Libertaria Argentina, che fa parte dell’Internazionale di Federazioni Anarchiche.

Esprimiamo la nostra solidarietà a chi, in Argentina come nel resto del mondo, resiste alla repressione dello Stato per la costruzione di un mondo di liberi ed eguali e lotta con le comunità Mapuche che stanno difendendo la propria terra dallo sfruttamento delle élite economiche, edai moderni conquistadores della Benetton.

Federazione Anarchica Reggiana – FAI
Usi-Ait sezione di Reggio Emilia