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Quella sera a Milano era caldo …

GIOVEDI’ 14 DICEMBRE 2017

PRESSO LO “SPAZIO MICENE” in via Micene (Zona San Siro)

INIZIATIVA PUBBLICA
Alle 19.00 : Cena/buffet a sottoscrizione
Dalle 20.30:
– Giuseppe Pinelli nelle lotte sociali del suo tempo: dalla Resistenza al 1969;
Claudia Pinelli: in ricordo di Camilla Cederna, nel 20° anniversario della sua morte, e del suo impegno per l’affermazione della verità sulla morte di Pino;
– Interventi in solidarietà con la lotta del popolo Mapuche, con la partecipazione della “Rete Internazionale in Difesa del Popolo Mapuche
Corteo alla lapide in ricordo di Pinelli sulla casa dove abitava, con posa di una corona e con l’accompagnamento del “Coro Micene”.
– Musiche e canzoni sociali di Alessio Lega.

* Contro la repressione e il sistema carcerario di ieri e di oggi
* Contro tutti i fascismi dichiarati o mascherati
* Per un mondo senza padroni
* Per la lotta internazionale di liberazione da oppressione e sfruttamento

Una serata in ricordo di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico, nel 48° anniversario del suo assassinio

Organizzano:
Spazio Micene
Federazione Anarchica – Milano
USI AIT milanese

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La “truffa” del contributo “volontario” …

… secondo USI-Lel

A segnalarlo e Luca Albertosi di Usi Lel che fa notare come sia frequente nei servizi pubblici l’imposizione di pagamenti per servizi che dovrebbero essere gratuiti. L’esempio eclatante secondo Albertosi è quello del contributo scolastico definito obbligatorio che tuttavia di obbligatorio contiene solo il costo dell’assicurazione. “In questo fine novembre arriva un altro piccolo balzello per le famiglie – segnala Albertosi – che, in generale, sono sempre più impoverite: è il contributo di dodici euro da allegare alla domanda di maturità. E’obbligatorio? Sul modulo di domanda non è indicata la norma che rende il versamento obbligatorio.

Senza versamento non si è ammessi all’esame di stato? Se non si fa l’esame il versamento viene rimborsato? Dodici euro sono niente. La chiarezza invece è tutto e, nel modulo, non c’è chiarezza. In questo ennesimo balzello vediamo solo l’ imposizione di una spesa che in una società giusta dovrebbe essere a carico della fiscalità generale.

FONTE.

Elogio del dissenso

Il cantiere navale a Marina di Carrara è terreno di conflitto. A fasi a bassa intensità segue lo scontro frontale. Come nelle scorse settimane dopo il licenziamento di tre operai e la lotta per il reintegro. La lotta porta ad un accordo, con un ruolo centrale della Cgil, che scontenta i lavoratori del cantiere, per lo meno la parte di loro che ha firmato un volantino critico con ampia eco nell’opinione pubblica.

Elogio del dissenso

E’ importante l’intervento dei lavoratori dei Nuovi cantieri Apuania critico sugli sviluppi della lotta al cantiere. E’un esercizio di diritto al dissenso e indica un modo alternativo di lotta sindacale. Dissenso e lotta sono un contributo al bene comune, non fatti da isolare e combattere. Non ci nascondiamo le difficoltà di trasformare la critica in azione sindacale alternativa stabile ed efficace. Conosciamo i modi in cui la repressione picchia e la fatica di far sindacato senza funzionari distaccati.

Eppure, nella posizione dei lavori di NCA e in esempi di sindacalismo alternativo in AMIA, al Regina Elena, in Apuafarma e negli enti locali, il modello sindacale alternativo c’è già. E’ fatto di intelligenza, analisi e capacità d’intervento, parte dal coraggio di indignarsi e muoversi a difesa del lavoro e della dignità.

per Usi Lel
Gianni Marchi

Adesivi autogestiti

Proponiamo due adesivi autoprodotti e distribuiti da USI-AIT Siena.

PRESIDIO DAVANTI AL CONSOLATO ARGENTINO A MILANO

Sabato 25 novembre si è svolto a Milano nel primo pomeriggio un presidio davanti al Consolato Argentino per protestare contro l’assassinio di Santiago Maldonato, militante libertario di 28 anni impegnato a sostenere la lotta del popolo Mapuche, per esigere la liberazione di Facundo Huala, mapuche incarcerato da diversi mesi, assieme ad altri suoi compagni, colpevoli di rivendicare la restituzione delle terre rubate al loro popolo.

Molto consistente era il dispiegamento delle forze di polizia e della Digos a difesa del Consolato.

Al presidio hanno partecipato un centinaio di compagni e attivisti, malgrado la pioggia cadente, molti dei quali mostravano la foto ingrandita di Santiago. Nelle mura del palazzo dove c’era la sede del Consolato Argentino sono stati appesi grandi striscioni: “Facundo Huala libero subito sequestrato dallo Stato argentino”, “Santiago vive”, “Fuori Benetton dal territorio Mapuche”.

Ci sono stati interventi attraverso un megafono, in particolare di una compagna mapuche che ha ricordato la modalità dell’uccisione di Santiago, nel ricordo per sempre, accusando il governo argentino della sua morte, come di essere responsabile della vendita dei territori sottratti ai Mapuche, poi venduti alla multinazionale Benetton per i suoi commerci speculativi, e di essere responsabile in prima persona della forte repressione esercitata contro la lotta di resistenza dei Mapuche.

L’assassinio di Santiago, scomparso durante un’azione repressiva da parte del governo per poi essere ritrovato successivamente ucciso, ci riporta alla memoria una pagina buia della storia argentina, quando un colpo di stato aveva consegnato nelle mani dei militari un potere assoluto, dove gli oppositori sparivano nel nulla (i desaparecidos) nascosti nelle galere, torturati, assassinati.

In questa fase dell’attuale repressione verso la popolazione Mapuche anche Benetton ha le sue gravi responsabilità, anzi ne è parte attiva. I suoi bei negozi grondano di sangue innocente e di diritti calpestati.

Durante il presidio una delegazione è salita fino ai piani dove ha sede il Consolato Argentino per consegnare una lettera di vibrante protesta. Slogan venivano scanditi durante il Presidio verso il Consolato, il più gridato “assassini!
Si è poi formato un corteo che attraverso il centro è arrivato davanti ai negozi di Benetton nella centralinissima zona della piazza del Duomo per continuare la protesta contro la nota multinazionale.

I compagni dell’USI assieme ai compagni di area anarchica e libertaria sono stati presenti per la durata dell’intera iniziativa promossa dalla “rete internazionale in difesa del popolo Mapuche”. Si fa presente che l’Unione Sindacale Italiana ha promosso un gemellaggio con le comunità mapuche in territorio cileno, dove la questione delle terre espropriate è la stessa, impegnandosi per una campagna a livello nazionale di contro-informazione e di raccolta fondi a sostegno dalla popolazione mapuche.

L’USI-AIT si sente molto coinvolta in questa azione di sostegno, sia per i motivi della solidarietà internazionalista verso tutti gli sfruttati e gli oppressi in tutto il mondo, sia anche e soprattutto per le il sentimento di vicinanza che ci lega alla cultura e al sistema d’organizzazione sociale mapuche, senza stato, autogestionario, dove le varie comunità decidono con la pratica assembleare e si coordinano attraverso il metodo federalista.

L’USI-AIT si è impegnata a promuovere iniziative solidali in varie località del territorio italiano.

A Milano i compagni dell’USI hanno organizzato nella giornata del 12 novembre una riuscita iniziativa a sostegno della lotta dei Mapuche assieme al Cox 18 nella sede del Conchetta con la partecipazione della “rete”. Un’altra iniziativa è programmata per il 14 dicembre, allo Spazio Micene in via Micene in ricordo dell’assassinio di Pinelli e dove si tratterrà anche della questione della lotta dei Mapuche nel quadro della repressione internazionale, promossa dalla FAI di Milano, dall’USI milanese e dallo “Spazio Micene”, sperando di raccogliere anche contributi a favore dei mapuche.

Enrico Moroni

Serata Mapuche

Venerdì 1 Dicembre a Macerata, iniziativa solidarietà Mapuche organizzata da USI-AIT Marche e Collettivo Libertario Maceratese

DI PRESIDI E DI RIUNIONI

Il 22 novembre, in una giornata uggiosa con nuvole basse come il soffitto di una stanza, davanti all’Ospedale Versilia di Lido di Camaiore, si è tenutpo un presidio informativo, promosso dai due comitati che si battono ormai da anni contro lo strisciante smantellamento dell’Ospedale Versilia, sceso in pochi anni da 600 a 280 posti letto e contro la distruzione dei distretti e dei presidi sanitari territporiali.

Questo presidipo è stato pèreceduto da assemblee, dalla distribuzione di materiale informativo, da una vera e propria controinformazione che ha evidenziato gli sperperi, le ragalie al privato che la rossa Toscana, senza virgolette per piacere, sta attuando da anni.

Basti pensare ai 22 milioni che vengono versati a due cliniche private, ai 24 milioni che vanno ai 400 dirigenti, di quella che ormai più che una istituzione che si dovrebbe occupare della salute dei cittadini della Versilia, è un’armata di Franceschiello, quella per iontenderci con tanti generali e pochio soldat iche pogni e all’affitto di 18.750 euro mensili che viene corrisposto a una associazione di volontariato, si fa per dire, per l’affitto di alcune stanza.

I partecipanti hanno distribuito 700 volantini, appeso striscioni, parlato con i tanti che si recavano all’ospedale per una visita, per un’ecografia e che sottolineavanpo i tempi lunghissimi che sono ormai necessari per avere una semplice prestazione.

Da Seravezza, un paese di appena duemila abitanti, siamo partiti in una ventina, un numero per nulla disprezzabile, visti i tempi che corrono, in parte su un pulmino che era stato noleggiato per permettere a uomini e donne con qualche acciacco, di partecipare a questo momento di lotta. In tutto i partecipanti possono essere valutati in alcune decine. Una dottoressa, con tanto di camice bianco ci ha chiesto se avevamo il perlmsso di rimanere in quel luogo.

Ovviamente è stata sbertucciata e se ne è andata in fretta. Stasera riunione operativa a Seravezza per organizzare la presenza esterna all’incontro che la direzione dell’ASL ha accordato ai comitati. Quiel giorno dovremo essere in tanti, belli, rumorosi e colorati a far sentire il nostro diossenso.

Comunque:
La lotta continua

USI-AIT Lucca