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Presidi solidali

Sabato, 17 settembre si è svolto a Cassino un presidio solidale – per denunciare la pesantissima situazione nella logistica – promosso dalla locale sezione USI-AIT e da USB. Sabato 24 si è replicato a Cesena. In allegato le foto.

Cassino: 17 settembre 2016

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Cesena: 24 settembre 2016

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Una giornata particolare

Breve cronaca dell’intervento di due compa che si è svolto nella sala comunale di Pietrasanta per contestare la paranoia securitaria del sindaco di questo comune

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Una giornata infinita. Stamani con la Valentina Torrisiamo andati in consiglio comunale straordinario, dove di discuteva la spinosa questione dei Profughi. In maniera del tutto individuale abbiamo preso l’occasione per ricordare che non dovrebbero esistere le razze, semmai le etnie. Comunque senza minimamente disturbare il consiglio in corso abbiamo esposto questi due fogli formato A3, il presidente ci ha mandato a dire dal commesso di togliere i cartelli, al nostro rifiuto …è arrivato un vigile che cortesemente ci ha richiesto di rimuoverli ed è quello che alla fine abbiamo fatto.

Ma non finisce qui, benché conosciuti e soprattutto attenzionati, un poliziotto in borghese che si è definito dell’ufficio politico ci ha chiesto i documenti e addirittura il numero di cellulare, al mio diniego mi ha detto che ci portava in questura, ricordo che per esempio nei Pietrasanta Reporter abbiamo un iscritto della questura di FDM, per cui conoscono ogni tipo di attività che svolgiamo, ma non abbiamo niente da nascondere.

Insomma una sorta di ammonimento, per due cartelli, figuriamoci le manifestazioni. Ecco questo è il clima che si respira, non ‘è concesso nessun tipo di dissenso dagli uomini di Renzi.

Detto questo, non sarà certo il funzionario dell’ufficio politico, a farci cambiare idea, noi pensiamo di essere sulla strada giusta, benché capiamo le ragioni di chi non vuole l’accoglienza alimentata da chi fa del terrorismo mediatico per altri fini, noi non faremo mancare mai il nostro contributo, anche per questo siamo voluti essere presenti a Ripa all’iniziativa dei Pedrasamba.

Finalmente a casa e domani altre battaglia ci aspettano

Usi-Ait Sezione di Lucca

VIVA LA ROJAVA LIBERA!

Contro l’Imperialismo e il Terrorismo di Stato. Contro la Guerra.

L’Unione Sindacale Italiana aderente all’AIT è presente al corteo di sabato 24 a Roma per manifestare la propria solidarietà alla lotta del popolo curdo verso il municipalismo e l’autogestione della società.

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Siamo indignati per l’attacco feroce che sta conducendo il governo turco di Erdogan nei confronti della popolazione curda con l’obbiettivo dell’annientamento, nello stesso momento in cui la Resistenza Curda è impegnata nello scontro diretto contro la follia dello Stato Islamico.

Erdogan, dopo aver finanziato l’ISIS, nel momento di difficoltà si presta a dar loro ossigeno perseguitando chi realmente li combatte sul campo.

Siamo indignati per la complicità delle potenze imperialistiche dell’est e dell’ovest schierate in aperto sostegno al regime dittatoriale di Erdogan che sta utilizzando il fallito colpo di stato per massacrare, oltre le comunità curde, ogni forma di opposizione interna.

Vergognoso è anche il sostegno della UE che finanzia lo stato turco con il pretesto di arginare i profughi in fuga frutto delle guerre degli Stati europei.

Sono tutti uniti i vari governi a fermare quella Rivoluzione che sta avvenendo in Rojava, dove si sta praticando il Confederalismo Democratico, un modello di autogoverno nella libertà, nella convivenza tra popoli e culture diverse, superando con l’autonomia territoriale lo stato accentratore. Un comunalismo dal basso dove si praticano i valori dell’uguaglianza tra uomini e donne, dove lo sviluppo è basato sull’ecologia.

Questo è il motivo principale di tanto accanimento e avversione da parte di tutti i governi: la paura che tale Rivoluzione si affermi e si allarghi, in aperto contrasto con il sistema capitalistico.

L’Unione Sindacale Italiana, che si basa sul modello dell’autogestione sia nelle lotte di oggi che nella realizzazione di una società futura, si riconosce pienamente nei valori della Rivoluzione della Rojava, esprime la più completa solidarietà, anche come componente dell’AIT (Associazione Internazionale dei Lavoratori), attraverso le lotte sociali e nella indizione di scioperi a sostegno.

Fermiamo la mostruosità repressiva del governo Erdogan e
degli stati che ne sostengono l’ azione repressiva.

Viva la Rivoluzione autogestionaria del popolo della Rojava.

Rojava in ogni dove!

Commissione Antimilitarista dell’USI-AIT

4 novembre: sciopero generale!

Presidente del Consiglio
MATTEO RENZI
Palazzo Chigi – P.zza Colonna 370
00187 Roma
presidente@pec.governo.it Ministro del Welfare
GIULIANO POLETTI
Via Vittorio Veneto 56 – 00187 Roma
segreteriaministro@mailcert.lavoro.gov.it
Ministro della Funzione Pubblica
MARIANNA MADIA
C.so V. Emanuele II°, 116 – 00186 Roma
protocollo_dfp@mailbox.governo.it
Presidente della Commissione di Garanzia ex Legge 146/90
Dott. Alberto Alesse
P.zza del Gesù 46 – 00186 Roma
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it
Milano, 19 Settembre 2016

Oggetto: Proclamazione Sciopero Generale.

La Confederazione Unitaria di Base, in sigla CUB, e l’Unione Sindacale Italiana AIT, in sigla USI-AIT proclamano lo SCIOPERO GENERALE di tutte le categorie pubbliche e private per l’intera giornata del 4 novembre, per i turnisti compreso il primo turno montante

bandiera usi-ait

.Motivazioni dello sciopero:
Contro la guerra , che sta coinvolgendo l’Europa il Medio Oriente e paesi dell’Africa, contro le fabbriche di morte le spese militari e la guerra interna contro i ceti popolari
la messa in sicurezza del territorio la bonifica dei siti inquinati
Per la sicurezza nei posti di lavoro. Basta morti
Contro l’accordo sulla rappresentanza del 10/01/2014 tra confindustria, cgil, cisl uil .
Contro la politica economica e sociale del governo Renzi e dell’Unione Europea, contro il Jobs Act e, l’abolizione dell’art.18.Contro le false cooperative e quelle utilizzate per ridurre i diritti e la retribuzione dei lavoratori
Contro il blocco dei contratti pubblici e privati, e la individualizzazione del rapporto di lavoro; contro le privatizzazioni, le grandi opere dannose e la distruzione del territorio.
Per la redistribuzione del reddito attraverso consistenti aumenti salariali per tutti i lavoratori e pensionati.. Per la rivalutazione delle pensioni, riduzione degli anni per il diritto alla pensione, salute e sicurezza sui posti di lavoro. Diritto all’abitare, contro la precarietà e lavoro gratuito.
Per il diritto al lavoro, attraverso la riduzione d’orario a parità di salario, investendo per la bonifica dei siti inquinati, la messa in sicurezza del territorio, il risparmio energetico e le energie alternative.
Per la parità di diritti agli immigrati e l’integrale abolizione della legge “Bossi-Fini”.

Durante lo sciopero generale saranno garantiti i servizi minimi essenziali. Eventuali articolazioni di categoria e/o territoriali saranno comunicate a cura delle stesse. Si rammenta alle istituzioni in indirizzo di garantire il rispetto dell’informazione all’utenza sullo sciopero come previso dall’art.2 comma 6 della legge 146/90 e successive modificazioni
Distinti saluti
p. USI-AIT
Franco Bertoli p. la CUB
Marcelo Amendola
347 4299081
02/70631804

Il profitto uccide!

PADRONI ASSASSINI!

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L’assemblea che si è riunita venerdì sera 17 settembre a Milano, ospitata dalla sede di dell’Ateneo Libertario in Viale Monza 255, era promossa dagli “operai autoconvocati della Marcegaglia sempre in lotta”, quell’area che si era costituita dietro la lotta dei 7 lavoratori, prossimi ad essere licenziati da quell’azienda, conclusasi in modo soddisfacente.

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L’assemblea faceva seguito alla manifestazione di protesta svoltasi nella stessa giornata contro l’assassinio di Abd Elsalam travolto dal camion durante un picchetto per esplicita volontà padronale. Il tema della serata era oltre la valutazione e il proseguo delle iniziative su tale uccisione, anche le denunce verso i lavoratori della Mercegaglia che durante quella lotta in difesa del posto di lavoro erano ricorsi all’occupazione degli uffici dell’azienda stessa. Lo scopo dell’incontro era anche quello della costituzione di un’area di autorganizzati per il sostegno solidale verso le lotte nel territorio, superando quelle divisioni sindacali, anche dei sindacati di base, e politiche che ostacolano l’unità dei lavoratori stessi.

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Sugli avvisi di garanzia arrivati dopo la lotta alla Marcegaglia è stato detto di aspettare l’esito: se si concluderanno con un nulla di fatto bene, altrimenti sarà organizzata la necessaria risposta.

In merito all’uccisione del lavoratore della Gls, si è considerato che i padroni ormai, dopo aver piegato le leggi verso il loro esclusivo interesse, non si fanno scrupolo di stracciare gli accordi sottoscritti e il ricorso alla violenza senza scrupoli, forti dell’impunità di cui godono e del sostegno degli apparati repressivi. Si è concluso di organizzare la partecipazione alla manifestazione del giorno successivo a Piacenza con uno striscione firmato “autoconvocati” che riportava la scritta “Contro i padroni un’unica lotta”.

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L’assemblea si è conclusa con un appello a partecipare alla manifestazione nazionale del 24 settembre a Roma in solidarietà con il popolo curdo sottoposto ad un forte attacco repressivo in questo momento.

Il giorno seguente ci si è trovati davanti alla stazione di Piacenza, alle ore 14, da dove partiva la manifestazione indetta per protestare contro l’assassinio di Abd Elsalam. La partecipazione al corteo è stata di alcune migliaia di manifestanti.

Lo spezzone più grosso è stato indubbiamente quello di USB, molto consistente anche quello del SI Cobas, che si sono posizionati in coda, significativa anche la presenza del neonato Sol Cobas (scissione SI Cobas) e una presenza anche del SGB. Hanno partecipato anche aree di centri sociali e qualche partitino della sinistra. Lo spezzone degli autoconvocati ha avuto una notevole presenza e i compagni libertari e dell’USI, anche con qualche bandiera, si sono posizionati in quell’area. Oltre compagni di Milano sono confluiti lì anche di Reggio Emilia, Bologna, Brescia, Carrara, ecc. La manifestazione è stata molto tesa e combattiva e gli slogan più gridati “Siamo tutti Elsalam ” e “Assassini, assassini!”.

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Purtroppo l’ultima parte del tragitto è stato fatto sotto la pioggia e per chi non era attrezzato all’evento non è stato affatto piacevole, ma c’è stata la tenuta fino alla fine della manifestazione che si è conclusa, dopo aver attraversato il centro cittadino, al punto da dove era partita.

Enrico Moroni

Il divide et impera non ci appartiene

Unione Sindacale Italiana Calabria invita i lavoratori e le lavoratrici della scuola a non cadere nella trappola ordita dalla 107 che è quella di dividere per imperare. Scuole che aprono senza docenti, docenti senza lavoro, docenti che vagano da una parte all’altra del paese senza alcuna certezza, visti i ritardi nelle assegnazioni, concorsi farsa che hanno illuso soprattutto tanti giovani, chiamate dirette da talent show, mortificazione della libertà di insegnamento, professionalità letteralmente buttate al vento, interessi verso la didattica pari allo zero, insomma una scuola allo sbando è quella caratterizzata dalla 107, non vi sono dubbi.

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Quello che per noi è adesso assolutamente necessario è dare forza ad una lotta non eterodiretta ma gestita direttamente dai soli lavoratori, non dai burocrati dei sindacati di stato, atta ad abrogare totalmente una legge non voluta dal mondo della scuola: a nulla serve, a nostro avviso, pensare di modificare qualche piccola parte di un cancro che presto invaderà tutto il corpo della già vecchia e malandata scuola italiana.

Invece, oggi, assistiamo preoccupati a coloro i quali non trovano di meglio da fare che perdersi nelle maglie della legge e cadono, ingenuamente, nella trappola del potere che divide i suoi sudditi per meglio governarli. Alcuni docenti rimasti nelle graduatorie ad esaurimento invocano, infatti, la soppressione di un diritto, quello all’assegnazione provvisoria che permette ai docenti che hanno problematiche familiari e personali certificate, …allora un giorno quelli di ruolo dovrebbero invocare la soppressione della gae? Rifiutiamo il gioco al massacro!

Avremmo capito e ampiamente supportato una lotta per invocare il ridimensionamento delle classi, l’aumento di posti di lavoro, quindi, l’assunzione di quelli che rimangono ancora nelle GAE ma no…questo reciproco accusarsi, questo “lottare fra poveri” non ci riguarda, anzi lo riteniamo del tutto dannoso. Invitiamo, ancora una volta tutti coloro i quali vivono la scuola a rifuggire dai politicanti di turno che tentano di aizzare, quindi strumentalizzare le piccole lotte intestine atte solo a rinsaldare la sudditanza verso la partitocrazia. Non lasciamo le lotte nelle mani degli altri, autorganizziamoci CONTRO LA 107. Il resto non ci interessa.

Se volete passate a trovarci in via della Repubblica 293 Cosenza.

Unione sindacale Italiana Calabria.

Rabbia di classe

RABBIA DI CLASSE

Nell’Italia del jobs act e della continua erosione dei diritti dei lavoratori Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un lavoratore di 53 anni padre di 5 figli, nella tarda sera del 14 settembre si trova davanti il magazzino GLS di Piacenza dove lavora, è lì per lottare in solidarietà di alcuni suoi colleghi.

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Abd Elsalam Ahmed Eldanf non era direttamente interessato dalla protesta in corso era lì per una motivazione molto più umana del suo personale interesse: la lotta in solidarietà di altri lavoratori.
Abd Elsalam Ahmed Eldanf è stato ucciso da un camion che ha forzato il presidio di quei lavoratori. Un camion guidato da un lavoratore che, stando alle prime ricostruzioni, è stato incitato a forzare il presidio da un dirigente della GLS, che ha così ucciso Abd Elsalam Ahmed Eldanf e ferito un altro lavoratore.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia di Abd Elsalam Ahmed Eldanf e ai compagni di lotta.
Vogliamo sottolineare la distanza abissale tra due condotte: la solidarietà di classe espressa da Abd Elsalam Ahmed Eldanf e l’imbarbarimento di un altro lavoratore che guida il camion, incitato o meno, contro degli altri lavoratori.
Ciò detto sappiamo che i colpevoli non sono solo il dirigente della GLS e il camionista i responsabili sono gli autori di tutte quelle leggi che ogni giorno di più riducono i diritti dei lavoratori, ne precarizzano il posto di lavoro rendendo tutti sempre più soggetti a ricatti occupazionali.
La GLS è sicuramente responsabile di quanto accaduto, ma non l’unica. Ogni legge che comprime i diritti dei lavoratori è colpevole.
Rilanciamo la solidarietà di classe che ci renderà più umani contro l’imbarbarimento di chi scaglia un camion contro dei lavoratori.

la segreteria nazionale USI-AIT