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9 Maggio a Reggio Emilia

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Di Continui discorsi e di azioni concrete

Impegnati nella campagna elettorale per le elezioni amministrative che si svolgeranno a Pietrasanta (Lu), i candidati si affannano come consuetudine alla ricerca di consensi. Ieri è toccato al candidato a sindaco del PD incontrare i comitati che si battono contro lo smantellamento della sanità pubblica, che in seguito alla riforma voluta da Enrico Rossi, il governatore della Toscana che l’ha pari pari copiata da quella del ‘celeste’ Roberto Formigoni, già governatore della Lombardia è ormai al collasso.

Ma non è dell’incontro che si è svolto ieri che, almeno questa volta ci interessa parlare, ma del luogo dove questo si è tenuto. L’incontro infatti si è svolto nei locali del mercato coperto di Pietrasanta. Locali che dovrebbero essere adibiti al museo ‘Mitoraj’ lo scultore che per anni lavorò nelle fonderie pietrasantine.

Attualmente in questi locali invece e per fortuna è attivo il ‘Mangi chi ha fame‘, uno spazio libero di circolazione di idee, di oggetti e di proposte. Fortemente voluto dai compagni Nando, dalla ‘FATINA D’ACCIAIO’ Valentina e da Luca.

Lo spazio che i compa, tendono subito a sottolineare, che questo non è uno spazio riservato alla carità, ma è un ‘Angolo di baratto e scambio cittadino libero e autogestito’, come recita un cartello affisso e anche se in assoluta modestia esso si configura come un luogo libero da capitalismo e stato.

Qui nelle centinaia di metri quadri del vecchio mercato al coperto, si possono trovare libri, abiti, cibo, frutto quest’ultimo di raccolte periodiche che non si limitano ad assistere una decina di famiglie e i partecipanti che promuovono azione concrete di solidarietà attiva. Dal supporto attivo alle famiglie sfrattate, alla diffusione di materiale antifascista e antirazzista.

Uno spazio autogestito che nobilita la cittadina di Pietrasanta, situato appena a pochi metri dalle eleganti vie che ospitano boutique, ristoranti e lo ‘struscio’ più elegante della Toscana intera.

Una bella esperienza.

West Virginia: stryke is over!

Negli Stati Uniti lo sciopero dei dipendenti pubblici è illegale. Nella patria di Machiavelli, invece, esso è formalmente consentito (c’è di mezzo la costituzione … neh!) ma, nei fatti, talmente codificato, “ristretto”, irreggimentato e (diciamolo) socialmente disprezzato da risultare, sostanzialmente, controproducente e inutile.

Eppure nello stato del West Virginia gli insegnanti – utilizzando gli strumenti di democrazia sindacale ed autogestiti dal basso – hanno attuato uno sciopero illegale (per la legislazione federale) durato ininterrottamente nove giorni riuscendo ad ottenere il risultato che si erano prefissi e scavalcando, nei fatti, le burocrazie sindacali che li avevano promossi e che, invece, hanno subito l’iniziativa de* lavorator*.

In Italia nonostante l’accordo porcata sia già una realtà e si preannunci una ulteriore stretta ai residui di agibilità sindacale si continua a discettare sulla bontà delle …. elezioni RSU (nella scuola ci saranno il mese prossimo).

Continuate pure a credere nella delega in bianco affidata ad inamovibili professionisti del compromesso ma, intanto, leggete un po’ qui.

Solo l’azione diretta (ovvero la lotta) che, per sua natura, è “sovversiva” e “illegale” è vincente. Tutto il resto è fumo e sete di … cadreghini.

Per USI-AIT Puglia

Pasquale Piergiovanni

Report 8M a Reggio Emilia

Riuscito lo sciopero generale dell’8 marzo, alla manifestazione organizzata a Reggio Emilia sono intervenuti una trentina di compagni e compagne che hanno animato il presidio con volantinaggi e bandiere.

Una presenza ben visibile con un ottimo lavoro di propaganda che ha saputo ricordare, ancora una volta, l’importanza di mettere all’ordine del giorno delle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici, degli studenti e delle studentesse, l’antisessimo, l’opposizione alla violenza di genere in tutte le sue forme per l’emancipazione completa di tutte e di tutti.

Abbiamo di nuovo ricordato come lo sciopero debba essere l’elemento centrale di questa giornata, essendo una tematica così significativa dal punto di vista sociale, cercando di andare al di là delle azioni simboliche per riuscire ad incidere realmente contro la cultura patriarcale capitalista e statalista.

La giornata è poi proseguita con momenti conviviali e di propaganda sino alla partecipazione del corteo delle 18 organizzato da Non Una di Meno di Reggio Emilia.


SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTT*!

Usi – Ait – Reggio Emilia
Via Don Minzoni 1/d – RE ///
usireggioemilia.noblogs.org

Report 8M a Milano

MILANO IN PIAZZA PER L’8 MARZO

A Milano gli appuntamenti principali annunciati da “Non una di meno” erano due: alle 9,30 a partire da Largo Cairoli promosso dal settore scuola, in particolare studentesse, studenti e lavoratrici in sciopero; alle 18,00 concentramento in piazzale Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Ferroviaria. Come USI nel comunicato di adesione, con proclamazione di sciopero, alla giornata di lotta e di protesta contro le discriminazioni e le violenze alle donne, che abbiamo fatto circolare e distribuito nei posti di lavoro dove siamo presenti, avevamo indicato i due appuntamenti.

L’ USI milanese ha dato priorità al corteo del mattino dove ci siamo collocati in forma organizzata con le nostre bandiere. Il motivo di questa scelta è stato quello di dare uno sbocco concreto a chi aveva aderito alla proclamazione dello sciopero.

Il corteo del mattino è stato molto partecipato da diverse migliaia, soprattutto di giovane e giovani studenti, molto festoso e comunicativo, dove ad interventi si susseguivano slogan, anche molto ironici, gridati in contemporanea da centinaia di voci.

L’USI si è posizionata dietro lo striscione “Non una di meno” e davanti un altro striscione “8 marzo: sciopero delle donne! Liberiamo il bisogno di rivoluzione! Tutta la vita deve cambiare!”

Ci siamo posizionati nella parte finale del corteo ed eravamo la presenza più evidente come organizzazione sindacale. Erano visibili anche bandiere con il simbolo dei pesciolini che mangiano il pesce grande, di un sindacato di base presente a Milano.

L’USI, come affermato nelle nostre comunicazioni, si batte per la parità, il rispetto e la dignità delle donne nei luoghi di lavoro e nella società. L’emancipazione della donna trova il massimo ostacolo, al di là delle belle parole di circostanza, da parte delle forze padronali che le sfruttano per i propri interessi, dal consevatorismo della chiesa e dal potere dello stato. In tutto il mondo lo gridiamo forte: basta violenza! Basta femminicidio!

Solo una società senza servi, né padroni, basata sull’autogestione può sviluppare il massimo d’emancipazione femminile. Sicuramente l’emancipazione delle donne porterà ad una società più felice.

Il corteo rumorosissimo ma molto comunicativo ha attraversato il centro cittadino, passando davanti alla sede centrale della Cgil milanese, per finire nei pressi del palazzo di giustizia, dove veniva collocato uno striscione con la scritta “Fuori i preti dalle nostre mutande / Fuori la Chiesa dalla nostra scuola”.

Qui il corteo si scioglieva.

Nella manifestazione della sera c’è stata anche una presenza di compagni dell’USI ma senza bandiere. E’ stata anch’essa una manifestazione molto vivace, partecipata da qualche migliaio di persone, la maggior parte delle quali donne, ma anche una buona presenza maschile.

Lo striscione della FAI milanese “Pane Amore e Fantasia” faceva la sua bella figura. Non si sono viste bandiere di altre organizzazioni politiche se non nel numero limitato di due o tre. Nessuna presenza in forma ufficiale dei sindacati di base.

Enrico

Lotto Marzo a Milano

Report fotografico.

8M a Milano

8 MARZO SCIOPERO GLOBALE!

L’USI-AIT ritiene importante anche quest’anno raccogliere l’indicazione alla mobilitazione dell’8 Marzo sui luoghi del lavoro produttivo e riproduttivo, aderendo alla proclamazione dello sciopero rivendicato dal movimento femminile.

L’oppressione sulle donne è da sempre parte del processo di accumulazione capitalista; le donne subiscono la sottrazione di valore dal lavoro non pagato o scarsamente retribuito.
A compiti assegnati come specificamente femminili come il lavoro riproduttivo e la cura della prole e dell’ambiente familiare si sommano anche le disuguaglianze salariali nell’ambito lavorativo. Infatti, il lavoro femminile ha ormai assunto una grande importanza nella crescita del profitto padronale.
Nonostante le conquiste ottenute nel secolo scorso il corpo delle donne è ancora regolamentato, sottoposto all’aggressione e al controllo di governi e patriarcato, mentre la questione cardinale diventa la violenza domestica all’interno della famiglia, che è l’esplicazione della volontà patriarcale di riaffermare continuamente il dominio maschile. Il femminicidio è una delle conseguenze più evidente. La discriminazione di genere è ancora oggi una delle maggiori contraddizioni della società che categorizza le donne come vittime da aiutare, come oggetto di proprietà esclusivamente maschile, come persone incapaci di scegliere e di difendersi da sole.
Ancora oggi, le donne vengono considerate con difficoltà come soggetti pensanti, in grado di scegliere, di autodeterminarsi e sopratutto di difendersi.
La lotta femminista cammina di pari passo con la lotta di classe e con la lotta antirazzista, perché soltanto con la capacità di tessere relazioni tra lotte solo apparentemente separate, si potrà abbattere la cultura patriarcale di cui sono imbevuti il capitalismo e lo statalismo.
L’ USI-AIT è a fianco di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, di tutte le studentesse e tutti gli studenti che scenderanno nelle piazze di tutto il mondo, per scioperare sia dal lavoro produttivo che riproduttivo, per scardinare l’attuale sistema di dominio sessista, per costruire una società di individui liberi, solidali, eguali.

SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTT*!
Corteo ore 9,30 da Largo Cairoli di studenti e lavoratrici in sciopero
Manifestazione Piazza Duca d’Aosta ore 18 (Stazione Centrale)