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27-O a Parma

Venerdì 27 ottobre dalle ore 9:45 alle ore 12:45

Piazzale Tommaso Barbieri PARMA

Annunci

Privatizzazione dei servizi educativi

Trieste: lavoratrici e lavoratori comunali in lotta

A Trieste, caso raro in Italia, le strutture educative comunali sono molte: oltre a diversi asili nido e scuole dell’infanzia (queste ultime soddisfano la quasi totalità della richiesta da parte delle famiglie), vi sono i ricreatori, che accolgono un’utenza fra i 6 e i 16 anni e fungono da dopo-scuola e spazi gioco. In tutte queste strutture operano circa 800 lavoratori, fra educatori e ausiliari, di cui più di 150 precari.

Ad agosto, in maniera rapida e unilaterale, sono stati esternalizzati i servizi degli ausiliari in due scuole dell’infanzia: una precisa scelta politica da parte della giunta guidata dal sindaco Dipiazza, che in campagna elettorale aveva sbandierato la difesa della gestione diretta e la volontà di assumere i precari.

La realtà è totalmente diversa: da una parte si procede a privatizzare sempre più pezzi del comparto educativo del Comune, dall’altra si chiude ogni spiraglio alla stabilizzazione del personale precario.

Per questo motivo le lavoratrici e i lavoratori sono scesi in mobilitazione.

Dopo aver fatto un presidio sabato 14 ottobre sotto il Municipio di Trieste, lunedì 16 ottobre in più di 100 lavoratrici e lavoratori hanno manifestato sotto il Consiglio Comunale, facendo sentire la propria voce ai consiglieri e agli assessori, chiedendo un incontro con l’assessore all’educazione. Si sono trovate tutte le porte chiuse, senza nessuna possibilità di farsi ascoltare.

Una chiusura che dimostra una volta di più l’arroganza e la falsità di questa giunta, che da una parte promette la difesa delle strutture pubbliche, dall’altra parte procede spedita sugli appalti, bloccando nuove assunzioni e stabilizzazioni.

L’USI Educazione – Lavoratori Enti Locali era presente e continuerà a sostenere in modo attivo la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Trieste, in nome dell’azione diretta e del rifiuto di delegare le proprie rivendicazioni a chicchessia.
Non ci fermeremo certo qui: la mobilitazione prosegue e sapremo gridare più forte.

USI Educazione – lavoratori enti locali – Tieste
17 ottobre 2017

Educazione e libertà

Biblioteca Libertaria “Armando Borghi”

Convegno su “Educazione e libertà”

Castel Bolognese, 22 ottobre 2017

La Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” (BLAB), in collaborazione con l’Assemblea degli Anarchici Imolesi, la Biblioteca Comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese e il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) – Gruppo Territoriale di Ravenna, organizza un Convegno nazionale sulla Educazione libertaria.

Il Convegno avrà luogo a Castel Bolognese, nel Teatrino del Vecchio Mercato, via Rondanini 19. Il titolo del Convegno, che si terrà la domenica 22 ottobre 2017, con inizio alle ore 9:30 e termine verso le ore 18:00, è “Educazione e Libertà”.

L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso di approfondimento dei temi legati alla Educazione libertaria che la BLAB ha avviato da tempo, e che ha avuto un momento particolarmente significativo nel ciclo di incontri “Vaso, creta o fiore? Educare alla libertà”, articolato in 3 conferenze serali e in 2 seminari, svoltosi nell’autunno del 2016.

Nel pensiero libertario e nella storia del movimento anarchico il tema della educazione ha sempre avuto un ruolo centrale e di grande rilievo Esiste quindi una lunga tradizione a cui rifarsi, che continua ad aggiornarsi e arricchirsi, e che merita di essere conosciuta e approfondita, in grado di fornire – almeno in parte – ancora risposte valide e spunti per il presente. Il tema dell’educazione libertaria appare di notevole rilevanza e attualità soprattutto oggi, in un contesto caratterizzato dalla crisi della scuola istituzionale tradizionale e dalla nascita – in molti paesi del mondo e anche in Italia – di esperienze di nuove ‘comunità educanti’ autogestite. A presentare queste esperienze e a discutere delle problematiche ad esse legate saranno coinvolti dei relatori particolarmente qualificati, alcuni dei quali esponenti di primo piano della “Rete per l’educazione libertaria”(REL). Tra i relatori saranno presenti anche pedagogisti e insegnanti che lavorano – o hanno lavorato per molti anni – nella scuola pubblica statale, che potranno dare un contributo alla discussione sulla base della propria esperienza. A caratterizzare il Convegno – e a renderlo, nelle intenzioni degli organizzatori, particolarmente interessante e stimolante – dovrebbe essere proprio la pluralità e la diversità dei punti di vista e delle esperienze, pur all’interno di un “sentire comune” di fondo.

Il Convegno è aperto a tutti. Sono invitati in particolare insegnanti, studenti, genitori, più in generale chiunque lavori nel mondo della scuola e della formazione e/o abbia interesse per i temi pedagogici e della educazione. Grazie alla collaborazione con il Movimento di Cooperazione Educativa, ente riconosciuto dal MIUR, agli insegnanti presenti che ne faranno richiesta sarà rilasciato un Attestato di partecipazione valido ai fini dell’aggiornamento.

Curatore del Convegno è Andrea Papi, educatore e saggista, socio della BLAB.

PROGRAMMA del Convegno.

Sessione del mattino (dalle ore 9:30 alle 13:00):

Andrea PAPI: Primi passi: dal seme al fiore

Francesco CODELLO: L’educazione libertaria: dalla storia all’attualità

Giulio SPIAZZI: Un cammino nell’educazione libertaria: dalla scuola autogestita, alla comunità auto-educante non adulto-centrica

Raffaele MANTEGAZZA: La scuola dei borghesi si abbatte e non si cambia. O no?

Sessione del pomeriggio (dalle ore 14:30 alle 18:00):

Filippo TRASATTI: Mirabili contraddizioni: esperienze di libertà in uno spazio chiuso

Maurizio GIANNANGELI: L’educazione che ribolle: 10, 100, 1000 scuole

Thea VENTURELLI: I fiori delle comunarde a Urupia

Dibattito (dalle ore 17:00)

Per ulteriori info contattare Andrea Papi: tel. 0543 60404 / papiandrea1221@gmail.com

Sito web BLAB: http://bibliotecaborghi.org

Sito web REL:<a href="http://Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” Convegno su “Educazione e libertà” Castel Bolognese, 22 ottobre 2017 La Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” (BLAB), in collaborazione con l'Assemblea degli Anarchici Imolesi, la Biblioteca Comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese e il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) – Gruppo Territoriale di Ravenna, organizza un Convegno nazionale sulla Educazione libertaria. Il Convegno avrà luogo a Castel Bolognese, nel Teatrino del Vecchio Mercato, via Rondanini 19. Il titolo del Convegno, che si terrà la domenica 22 ottobre 2017, con inizio alle ore 9:30 e termine verso le ore 18:00, è “Educazione e Libertà”. L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso di approfondimento dei temi legati alla Educazione libertaria che la BLAB ha avviato da tempo, e che ha avuto un momento particolarmente significativo nel ciclo di incontri “Vaso, creta o fiore? Educare alla libertà”, articolato in 3 conferenze serali e in 2 seminari, svoltosi nell’autunno del 2016. Nel pensiero libertario e nella storia del movimento anarchico il tema della educazione ha sempre avuto un ruolo centrale e di grande rilievo Esiste quindi una lunga tradizione a cui rifarsi, che continua ad aggiornarsi e arricchirsi, e che merita di essere conosciuta e approfondita, in grado di fornire – almeno in parte – ancora risposte valide e spunti per il presente. Il tema dell’educazione libertaria appare di notevole rilevanza e attualità soprattutto oggi, in un contesto caratterizzato dalla crisi della scuola istituzionale tradizionale e dalla nascita – in molti paesi del mondo e anche in Italia – di esperienze di nuove ‘comunità educanti’ autogestite. A presentare queste esperienze e a discutere delle problematiche ad esse legate saranno coinvolti dei relatori particolarmente qualificati, alcuni dei quali esponenti di primo piano della "Rete per l'educazione libertaria"(REL). Tra i relatori saranno presenti anche pedagogisti e insegnanti che lavorano – o hanno lavorato per molti anni – nella scuola pubblica statale, che potranno dare un contributo alla discussione sulla base della propria esperienza. A caratterizzare il Convegno – e a renderlo, nelle intenzioni degli organizzatori, particolarmente interessante e stimolante – dovrebbe essere proprio la pluralità e la diversità dei punti di vista e delle esperienze, pur all’interno di un “sentire comune” di fondo. Il Convegno è aperto a tutti. Sono invitati in particolare insegnanti, studenti, genitori, più in generale chiunque lavori nel mondo della scuola e della formazione e/o abbia interesse per i temi pedagogici e della educazione. Grazie alla collaborazione con il Movimento di Cooperazione Educativa, ente riconosciuto dal MIUR, agli insegnanti presenti che ne faranno richiesta sarà rilasciato un Attestato di partecipazione valido ai fini dell’aggiornamento. Curatore del Convegno è Andrea Papi, educatore e saggista, socio della BLAB. PROGRAMMA del Convegno. Sessione del mattino (dalle ore 9:30 alle 13:00): Andrea PAPI: Primi passi: dal seme al fiore Francesco CODELLO: L’educazione libertaria: dalla storia all’attualità Giulio SPIAZZI: Un cammino nell’educazione libertaria: dalla scuola autogestita, alla comunità auto-educante non adulto-centrica Raffaele MANTEGAZZA: La scuola dei borghesi si abbatte e non si cambia. O no? Sessione del pomeriggio (dalle ore 14:30 alle 18:00): Filippo TRASATTI: Mirabili contraddizioni: esperienze di libertà in uno spazio chiuso Maurizio GIANNANGELI: L’educazione che ribolle: 10, 100, 1000 scuole Thea VENTURELLI: I fiori delle comunarde a Urupia Dibattito (dalle ore 17:00) Per ulteriori info contattare Andrea Papi: tel. 0543 60404 / papiandrea1221@gmail.com
Sito web BLAB: http://bibliotecaborghi.org
Sito web REL: www.educazionelibertaria.org

RELATORI

Andrea Papi: Anarchico socio co-fondatore BLAB. Collaboratore di «A rivista anarchica», è autore di vari saggi, tra cui gli ultimi Quando ero la dada coi baffi, sulla sua esperienza d’insegnante della primissima infanzia, e Per un nuovo umanesimo anarchico. Filippo Trasatti: Da quasi quarant’anni insegnante nella scuola di stato. Nella prossima vita vuole dedicarsi totalmente alla musica e vivere in una comune in California. Nel frattempo continua a insegnare filosofia e storia in un liceo della provincia di Milano. È stato redattore di «Volontà», «A rivista anarchica», «École», «Liberazioni». Autore di tre libri per i tipi di Elèuthera: Lessico minimo di pedagogia libertaria, Contro natura e, in collaborazione con Massimo Filippi, Crimini in tempo di pace. Francesco Codello: Pedagogista e co-fondatore di REL, è stato insegnante e dirigente scolastico in vari istituti statali. Attivo in organismi internazionali: European Democratic Education Communitg e International Democratic Education Network. Redattore di «Libertaria» e autore di saggi, tra cui fondamentale La buona educazione. Esperienze libertarie e teorie anarchiche in Europa da Godwin a Neill e gli ultimi Né obbedire né comandare, La campanella non suona più e La condizione umana nel pensiero libertario. Giulio Spiazzi: Giornalista-pubblicista. Nel 2005 fonda “Kiskanu”, prima realtà educativa libertaria della Penisola; nel 2006, con Francesco Codello fonda a Padova la Rete per l’Educazione Libertaria; nel 2012, sulle colline di Avesa vicino a Verona, fonda la Piccola scuola libertaria “Kether”, comunità auto-educante di visione libertaria radicale, per i cicli delle materne, primaria e secondaria di primo grado, ove attualmente lavora. Raffaele Mantegazza: Professore di Scienze umane e pedagogiche presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano Bicocca. Si occupa di formazione di insegnanti ed educatori, genitori e personale medico e infermieristico. Tra le sue ricerche si segnalano: la lettura pedagogica della Bibbia; indagini pedagogiche su nascita, morte, suicidio; la pedagogia e la Shoah; bioetica e scienze umane nella formazione delle professioni di cura. Ha pubblicato recentemente Sono solo un ragazzo. Figure giovanili nella Bibbia (Dehoniane), Finire un po’ prima. Considerazioni pedagogiche sul suicidio (Castelvecchi). Maurizio Giannangeli: Co-fondatore di REL, insegna presso un istituto tecnico a nord di Milano. Collabora con il periodico «A rivista anarchica» sui temi della autoeducazione libertaria e delle attività della REL. È anche co-fondatore della associazione culturale “Officina” (MI) con la quale promuove eventi, incontri e dibattiti pubblici sui temi della educazione-apprendimento e del contrasto alla violenza maschile sulle donne. Thea Venturelli: Nata e cresciuta a Verona, a 25 anni arriva in Salento per conoscere la neonata comune Urupia. La grandiosità degli ulivi secolari e la vita collettiva infliggono un duro colpo al suo ego e decide di diventare comunarda. Determinante in questa scelta è il suo amore per l’Anarchia e per le piante grasse. Da allora ha imparato tantissimo, dimenticato altrettanto, accompagnato due meravigliose figlie nella loro crescita e convinto con una certa facilità la comune ad aprire una scuola libertaria.

RELATORI

Andrea Papi: Anarchico socio co-fondatore BLAB. Collaboratore di «A rivista anarchica», è autore di vari saggi, tra cui gli ultimi Quando ero la dada coi baffi, sulla sua esperienza d’insegnante della primissima infanzia, e Per un nuovo umanesimo anarchico.

Filippo Trasatti: Da quasi quarant’anni insegnante nella scuola di stato. Nella prossima vita vuole dedicarsi totalmente alla musica e vivere in una comune in California. Nel frattempo continua a

insegnare filosofia e storia in un liceo della provincia di Milano. È stato redattore di «Volontà», «A rivista anarchica», «École», «Liberazioni». Autore di tre libri per i tipi di Elèuthera: Lessico minimo di pedagogia libertaria, Contro natura e, in collaborazione con Massimo Filippi, Crimini in tempo di pace.

Francesco Codello: Pedagogista e co-fondatore di REL, è stato insegnante e dirigente scolastico in vari istituti statali. Attivo in organismi internazionali: European Democratic Education Communitg e International Democratic Education Network. Redattore di «Libertaria» e autore di saggi, tra cui fondamentale La buona educazione. Esperienze libertarie e teorie anarchiche in Europa da Godwin a Neill e gli ultimi Né obbedire né comandare, La campanella non suona più e La condizione umana nel pensiero libertario.

Giulio Spiazzi: Giornalista-pubblicista. Nel 2005 fonda “Kiskanu”, prima realtà educativa libertaria della Penisola; nel 2006, con Francesco Codello fonda a Padova la Rete per l’Educazione Libertaria; nel 2012, sulle colline di Avesa vicino a Verona, fonda la Piccola scuola libertaria “Kether”, comunità auto-educante di visione libertaria radicale, per i cicli delle materne, primaria e secondaria di primo grado, ove attualmente lavora.

Raffaele Mantegazza: Professore di Scienze umane e pedagogiche presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano Bicocca. Si occupa di formazione di insegnanti ed educatori, genitori e personale medico e infermieristico. Tra le sue ricerche si segnalano: la lettura pedagogica della Bibbia; indagini pedagogiche su nascita, morte, suicidio; la pedagogia e la Shoah; bioetica e scienze umane nella formazione delle professioni di cura. Ha pubblicato recentemente Sono solo un ragazzo. Figure giovanili nella Bibbia (Dehoniane), Finire un po’ prima. Considerazioni pedagogiche sul suicidio (Castelvecchi).

Maurizio Giannangeli: Co-fondatore di REL, insegna presso un istituto tecnico a nord di Milano. Collabora con il periodico «A rivista anarchica» sui temi della autoeducazione libertaria e delle attività della REL. È anche co-fondatore della associazione culturale “Officina” (MI) con la quale promuove eventi, incontri e dibattiti pubblici sui temi della educazione-apprendimento e del contrasto alla violenza maschile sulle donne.

Thea Venturelli: Nata e cresciuta a Verona, a 25 anni arriva in Salento per conoscere la neonata comune Urupia. La grandiosità degli ulivi secolari e la vita collettiva infliggono un duro colpo al suo ego e decide di diventare comunarda. Determinante in questa scelta è il suo amore per l’Anarchia e per le piante grasse. Da allora ha imparato tantissimo, dimenticato altrettanto, accompagnato due meravigliose figlie nella loro crescita e convinto con una certa facilità la comune ad aprire una scuola libertaria.

Se due scioperi vi sembran troppi …

Non condivido la tesi sostenuta nel gruppo fb del “coordinamento iscritti usb per il sindacato di classe” secondo la quale (testuale)” L’utilizzo della questione del Testo Unico sulla Rappresentanza come argomento per opporsi allo sciopero unitario del sindacalismo di base e dividerne in due il campo è un altro grave errore che, andando a indebolire lo sciopero, va a detrimento e danno della lotta stessa per contrastare l’efficacia di quell’accordo, volto a difendere il sindacalismo di regime (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) contro il sindacalismo di classe”. (..)

Di conseguenza non ne condivido nemmeno le conclusioni “ecumeniche“: ovvero l’auspicio che ambedue gli appuntamenti siano riusciti e partecipati: perché delle due l’una. O i lavoratori/trici appartengono alla classe dei “benestanti” e, in quanto tali, possono permettersi il lusso di sostenere la detrazione (al lordo) di ben due giornate di lavoro in 15 giorni oppure saranno costretti a scegliere in base alla loro coscienza e/o alla sigla di appartenenza.

Senza andare alla disamina degli avvenimenti così come si sono dipanati negli ultimi mesi si può affermare che i lavoratori non sono tanto ingenui e comprendono perfettamente il significato recondito (e sociale) degli accordi sottoscritti (o rispediti al mittente) dalle rispettive OOSS.

Nel caso in esame i lavoratori aderenti a USB (ma, anche, a Cobas e Unicobas) sanno benissimo che – in caso di CCNL non condivisi ma firmati dalla maggioranza dei sindacati di comparto – non potranno attuare nessuna forma di contrasto reale e – qualora volessero farlo – dovranno, per forza di cose – appoggiarsi (e sostenere con la lotta) le iniziative altrui.

In altre parole essi sanno che – qualora i già citati sindacatoni – firmano, dopo oltre sette anni, un CCNL stile “metalmeccanici” nel pubblico impiego – non potranno fare nulla per opporsi sul serio perché l’accordo “porcata prevede l’esigibilità dei contratti sottoscritti dalla maggioranza “semplice” (50% più uno) delle organizzazioni di comparto.

Non si può chiedere ai lavoratori di scioperare il 10 novembre senza dir loro (con chiarezza) che “hanno le mani legate in virtù di accordi pregressi” mentre i padroni possiedono l’arma nucleare fornita loro dal job act ovvero il licenziamento per … “necessità o crisi aziendale”.

E allora tanto varrebbe farlo subito (ovvero il 27 ottobre) lo sciopero poiché, in questo caso, non solo si realizzerebbe l’auspicata unità tra sfruttati ma – contestualmente – si invierebbe un messaggio forte e chiaro alle rispettive burocrazie sindacali che (….)”firmano accordi e contratti pur di mantenere l’agibilità sindacale, non a caso concessa solo dopo il loro atto di genuflessione. (…)”

L’unità tra lavoratori e lavoratrici è un valore che non va semplicemente enunciato e/o evocato in generici comunicati affidati al web ma va ribadito in concreto nella pratica quotidiana senza “se” e senza “ma”.

Pasquale Piergiovanni

Bari: Lotta di Classe è in edicola

E’ uscito il numero 135 di Lotta di Classe periodico dell’Unione Sindacale Italiana fondato, nel 1915, da Armando Borghi.

Chi risiede a Bari e provincia può richiedere una copia presso l’edicola sita in Largo Ignazio Ciaia a due passi da via Capruzzi e la stazione Centrale.

In questo numero oltre alle motivazioni dello sciopero generale del 27 ottobre prossimo troviamo:

– Sanità: mobilitazioni a Milano e Firenze;
– Giù le mani dalle pensioni;
– La lotta del popolo Mapuche contro gli stati (cileno e argentino) e la famiglia Benetton;
– USI-AIT Educazione: Unificazione di tutti i contratti del settore
ed altro ancora.

Passaparola!

Genova: è nata AMALGAMA

AMALGAMA

consultorio popolare

apre a Genova in P.za dell’Agnello 34r

Progetto di Medicina Integrata

Luogo di incontro e partecipazione

A.M.A.L.G.A.M.A. ovvero
associazione di mutuo appoggio libertario genovese arti e mestieri autogestiti

Tutto nasce da qui.

Un gruppo di persone proveniente da varie esperienze politiche e sociali, nel 2009 inizia a riunirsi e a pensare e progettare un ambulatorio popolare autogestito.

L’idea

Promuovere un’ idea di salute pubblica basata sulla cooperazione, la collaborazione e la solidarietà. L’assemblea riconosce come concetto di salute la presa di responsabilità della singola persona e la consapevolezza di sé e del proprio stato di benessere psicofisico.

Tale presa di coscienza rende possibile una liberazione da quella forma di dipendenza e di delega che si ha nei confronti del terapeuta, cercando così l’emancipazione dalla continua ricerca di soluzioni esterne o indotte.

Questo spazio apre al suo interno la possibilità di acquisire strumenti di critica e di decisione per costruire rapporti paritari anche nel campo della medicina, convinti del fatto che l’emancipazione dell’uomo e della donna passa anche attraverso la riappropriazione delle conoscenze del corpo dello stato di salute. Allo stesso modo è possibile reinterpretare il sintomo e la malattia come segnali utili a riconoscere una disarmonia del proprio stato di salute.

Da queste premesse è nata l’esigenza di aprire uno spazio, gestito e organizzato dalle persone che prendono parte al progetto, la cui pratica medica quotidiana si ispira a valori quali umanità, ascolto, compassione, empatia e rispetto.

La struttura dell’Ambulatorio sarà la seguente:

attività

servizi ambulatoriali (medicina sociale integrata; terapeuti di varia provenienza ed orientamento tendono, con il confronto e la condivisione, ad una nuova forma di cura e prevenzione)

gruppi di lavoro per aree tematiche

incontri a tema orientativi a creare autonomia individuale per la gestione della propria cura e del proprio benessere

libreria

terapie di gruppo

attività di medicina del lavoro, politica sanitaria e diritto alla cura.

forma giuridica

associazione socio-sanitaria

sostenibilità

cassa mutua

prestazioni a costi contenuti condivisi e trasparenti

varie forme di autofinanziamento

tesseramento

donazioni

noneta sociale

struttura

assemblea generale, assemblee aree tematiche, segreteria, tesoreria.

Su questa base, si decide di affittare uno spazio che possa essere accessibile, visibile ed in strada, perché è dalla strada che vuole nascere questa idea.
Si sono scelti gli spazi di piazza dell’Agnello-Pinelli, centrali e con tre vetrine sulle due piazze. Storicamente erano i locali di una bottega alimentare, poi trasformati in magazzino e scantinato di negozi di Sottoripa.
Un enorme lavoro di demolizione e ristrutturazione dei muri, realizzazione di tutta l’impiantistica idraulica ed elettrica, pavimenti e serramenti, ha trasformato una cantina in un Ambulatorio!
Due anni di assemblee per l’autogestione della ristrutturazione degli spazi, grande partecipazione del territorio e di persone attive politicamente e socialmente.
Anni di incontri in tutta Italia, per condividere e promuovere una nuova forma di sanità dal basso, comunitaria ed autogestita.
Tutto questo ha permesso di raccogliere sostegno sociale ed economico; la fase più complessa ed onerosa: la creazione degli spazi.

Volutamente il progetto è rimasto indipendente da qualsiasi finanziamento pubblico o privato che non condividesse o rispecchiasse l’idea originaria: nessuna influenza politica, religiosa, economica.

Tutto questo ispirato da forme di autogestione della salute presenti in Italia e nel mondo. Dall’esperienza della Salud Autonoma Zapatista a cui alcuni di noi han partecipato attivamente, a progetti di cooperazione internazionale ed internazionalista; l’esperienza di Aurea Social (progetto autogestito di Barcellona nato durante il movimento degli indignado).

A sostenere questa fase di avvio, un importante prestito da parte di USI – Sanità di Milano (Unione Sindacale Italiana) sindacato autogestito libertario e del Progetto Libertario Flores Magon. Oltre che sostanziose donazioni di compagni sparsi per tutta Italia ed Europa.

La realizzazione di spazi a norma di legge, che potessero ospitare anche un servizio ambulatoriale a carattere chirurgico come l’odontoiatria, ha complicato notevolmente e rallentato la partenza del progetto e la possibilità di aprire al pubblico.

Si decide quindi di eliminare momentaneamente il servizio di odontoiatria (mantenendo la predisposizione impiantistica per questa ed altre attività sanitarie di carattere più chirurgico e di primo soccorso). Questa scelta alleggerisce notevolmente la struttura da organizzare e sostenere.

Il progetto ormai conosciuto su tutto il territorio locale e non, è pronto per iniziare … con qualche anno di ritardo…

Benvenuti in un sogno…

Le chiamavano … “cooperative”

L’ Usi – Ait sezione di Reggio Emilia condanna con forza la disdetta unilaterale da parte di Legacoop e di Confcooperative del Contratto Integrativo Provinciale.

Una mossa, questa, che coinvolgerà nella nostra provincia più di 5.000 lavoratori impiegati dalle Cooperative Sociali nel campo educativo, sanitario e sociale.

Questo contratto integrativo tutelava i lavoratori nel caso di cambi di gestione, spostamenti tra una cooperativa e un’altra, tutelava la copertura economica in caso di danno al mezzo proprio utilizzato per ragioni di servizio oltre a, addirittura, garantire la mensilizzazione dello stipendio.

Inoltre parte dello stesso Contratto era l’ ERT – Elemento Retributivo Terrioriale – che, a fronte di guadagni sempre più alti delle cooperative sociali nella nostra città rappresentava un buon contributo al salario annuale del lavoratore garantendo una redistribuzione degli utili tra i lavoratori.

A fronte dei ben più che buoni utili realizzati dalle più grandi cooperative sociali reggiane quest’anno ci chiediamo se questo atto di disdetta non serva solo ad alzare la tensione in vista del rinnovo dello stesso Contratto Integrativo che sarebbe scaduto alla fine dell’anno.

Ricordiamo che un negli ultimi anni un violento processo di precarizzazione ha investito tutto il Terzo Settore colpendo sia i lavoratori, che si sono trovati a vario titolo con il salario indebolito, anche per il mancato rispetto da parte di alcune cooperative sociali delle condizioni contrattuali, e con un peggioramento delle condizioni di lavoro, che la qualità’ del servizio e di conseguenza, data la delicatezza di alcuni lavori, le stesse condizioni di vita degli utenti.

Invitiamo i lavoratori e le lavoratrici del Terzo Settore, ancora una volta colpiti da una decisione tesa a massimizzare gli utili per le Centrali Cooperative e le dirigenze a discapito delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio, a scioperare il 27 Ottobre nell’ambito dello sciopero generale nazionale indetto da USI-AIT, CUB, SGB e SI-COBAS.

USI – AIT sezione di Reggio Emilia

Via Don Minzoni 1/d – Reggio Emilia

usi-reggioemilia@inventati.org
https://usireggioemilia.noblogs.org/usilogo