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Costruiamo dal basso lo Sciopero Generale!

Snidiamo i “culi di pietra” delle burocrazie sindacali che – con l’ausilio di “comunicati romani” sapientemente centellinati e distribuiti – stanno cercando di spostare il dibattito sulla necessaria ed ineludibile unità dei lavoratori e delle lavoratrici nel chiuso delle segrete stanze.

Sottraendolo – di fatto – ai lavoratori ed alle lavoratrici e occultando le reali ragioni che dividono le strutture apicali di USB e Cobas dalle altre OOSS promotrici dello sciopero del 27 ottobre. Ovvero la supina accettazione (da parte delle già citate strutture apicali) della micidiale “ratio discriminatoria” contenuta nell’accordo “porcata” del 10 gennaio 2014 che le OOSS proponenti lo sciopero generale hanno contrastato sin dal primo giorno.

Punto – contenuto nella piattaforma rivendicativa del 27 ottobre – sul quale come USI-AIT Puglia non siamo disposti a rinunciare e sul quale si chiede formalmente – ai vertici USB e Cobas – chiarezza e trasparenza!

Diventiamo artefici e consapevoli protagonisti del nostro destino e del nostro futuro.

Paertecipiamo all’Assemblea nazionale del 23 settembre a Milano.

Per USI-AIT Puglia
Pasquale Piergiovanni

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L’inquieta attitudine

Camillo Berneri e la vicenda politica dell’anarchismo in Italia
Secondo Libro
Il biennio rosso e rossonero

Edizioni Kronstadt

Nel campo dell’anarchismo classico, nessuno più di Camillo Berneri ha sostenuto con così tanta determinazione la necessità di un’attitudine anarchica alla politica, di un anarchismo politicamente maturo.
D’altra parte, mai come nei due anni di tempesta sociale che seguirono la fine della Grande Guerra, il corpo militante dell’anarchismo italiano è stato attraversato da così vasti processi di maturazione politica.

Nonostante la sconfitta e l’avvento del fascismo, il cosiddetto “biennio rosso” resterà un punto di riferimento fondamentale.

Le straordinarie emozioni di quella rivoluzione – “mancata” sì, ma comunque “sfiorata” – ancorarono all’anarchismo l’anima di Berneri e dei militanti della sua generazione, illuminandone il pensiero in tutti i difficili anni successivi.
Come quegli uomini avrebbero potuto resistere alle delusioni, alle amarezze, alle sofferenze del “dopo”, e arrivare vigorosi alla rivoluzione spagnola del ’36-’37, se non vi fosse stato sempre vivo nel cuore il ricordo di quella grande stagione di protagonismo delle masse e dell’anarchismo?
Su quale altra grande esperienza concreta avrebbero potuto affrontare, a livello teorico, i problemi del cambiamento rivoluzionario della società?

Se in generale la figura di Berneri è stata troppo spesso affrontata senza la necessaria cura dei contesti in cui il “nostro” si muoveva, scriveva e pensava, in questo Secondo Libro de “L’inquieta attitudine” si propone certamente un’ipertrofia del contesto.
Anche se nel volume è contenuta un’ampia trattazione dei poco noti scritti berneriani di quei due anni, esso potrà certamente apparire – più che un libro su Berneri nel “biennio rosso” – come un libro sul “biennio rosso” osservato con occhio “berneriano”.

PREZZI DEL LIBRO:

1 COPIA: 7 EURO
5 COPIE: 5 EURO L’UNA
10 COPIE: 4 EURO L’UNA

Per le ordinazioni scrivere a Claudio Strambi email: sclaudio65@gmail.com

Alle Cucine del Popolo

Da giovedì 21 a sabato 23 settembre 2017
Prima Conferenza Internazionale delle Geografie e dei Geografi Anarchici alle Cucine del Popolo

Il Circolo Arci Cucine del Popolo ospita la prima conferenza internazionale delle geografie anarchiche e dei geografi anarchici. Negli ultimi anni, un importante movimento di riscoperta dei legami storici tra geografia e anarchia ha preso vita e si è arricchito dentro e fuori l’accademia. Questo fenomeno ha avuto luogo un po’ in tutto il mondo, con la creazione di reti di geograf* anarchic* in Francia, in America Latina e nell’area anglofona. Questa conferenza internazionale è il primo tentativo di fare dialogare direttamente queste esperienze al di là delle barriere linguistiche e culturali.

Geografia e anarchia sono in relazione dai tempi in cui persone come Pyotr Kroptkin (1842-1921) e Elisée Reclus (1830-1905) hanno elaborato teorie di liberazione sociale che si interessavano agli spazi della decentralizzazione e dell’autogoverno basandosi sull’idea del mutuo appoggio, finendo per essere considerati tra i “padri nobili” allo stesso tempo della geografia scientifica e dell’anarchismo.

Oltre alla riscoperta di queste figure storiche per lungo tempo dimenticate, le “geografie anarchiche” di oggi affrontano i fenomeni della segregazione socio-spaziale a scale differenti, i movimenti di liberazione degli spazi di vita come l’occupazione di case e spazi di socialità, i movimenti di protesta globali, i movimenti indigeni e le lotte delle minoranze, il femminismo, i movimenti queer e LGBT, i movimenti di liberazione sociale dal basso in aree come Chiapas e Rojava.

Per parlare di tutto questo, relatori da Canada, Stati Uniti, Messico, Brasile, Argentina, Cile, Irlanda, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Repubblica Ceca, Grecia, Kurdistan e Italia si sono dati appuntamento in un luogo altamente simbolico come Massenzatico, sede della prima Casa del Popolo italiana, dove il Circolo Arci Cucine del Popolo organizzerà l’ospitalità e la giusta atmosfera a margine dell’evento, con cucina popolare, musica e socialità. Le sessioni saranno aperte al pubblico e si svolgeranno in inglese.

L’indizione dei promotori:

Negli ultimi anni a livello internazionale vi è stata una notevole riscoperta dei geografi anarchici. Questa riscoperta è avvenuta sia a un livello accademico che a livello dei movimenti di base, sviluppando un rinnovato interesse sia per figure storiche come Pyotr Kroptkin (1842-1921) e Elisée Reclus (1830-1905) sia per i contributi degli anarchici e degli antiautoritari dei giorni nostri alle lotte per per la liberazione sociale in tutto il mondo.

Sono stati pubblicati numeri speciali sull’anarchismo e la geografia da giornali internazionali, come Antipode e ACME, portando a un fiorire di nuovi articoli e libri su questi argomenti; sono state organizzate sessioni di indubbio successo sulla geografia anarchica nell’ambito delle maggiori conferenze internazionali di geografia, come la RGS-IBG, la AAG e l’IGU, e per le conferenze internazionali dell’Anarchist Studies Network. È, inoltre, stata inaugurata una mailing list internazionale di geografi anarchici.

Nel circuito francofono vi è stato un fiorire di iniziative dal basso e di ricerche accademici che hanno portato alla fondazione di un network di geografi anarchici (Réseau de Géographes Libertaires), che organizza diverse conferenze periodiche in Francia e in Svizzera e contibuisce a due importanti festival annuali che hanno come obiettivo la comunicazione tra gli studiosi e il grande pubblico in Francia. Il primo, Les Reclusiennes, ha luogo a Sainte-Foy-la-Grande, la città di origine di Elisée Reclus e la seconda, il Festival International de la Géographie in Saint-Dié-des-Vosges, comprende un Forum sulle Geografie Critiche organizzato da anarchici.

In Sud America vengono periodicamente organizzati conferenze e corsi pubblici sulle geografie anarchiche, principalmente in Brasile, dalle reti di ReKro-Rede Reclus-Kropotkin de Estudos Libertàrios e dalla Libreria Anarchica Terra Livre, in collaborazioni con università come UFRJ e USP. Quesa lista potrebbe continuare ma è giusto un esempio del campo ricco e cosmopolita in cui si situa e sviluppa il dibattio sulle geografie anarchiche.

Alla luce del fiorire delle geografie anarchiche proponiamo di organizzare una conferenza internazione indipendente, da ripetere in diversi paesi ogni due o tre anni, per creare uno spazio per studiosi e militanti interessanti a questi argomenti affinchè ci possano esssere un proficuo scambio di idee e un’opportunità per coloro che sono itneressati neelle geografie anarchiche e radicati nei movimenti sociali per scabmbare idee e costruire connessioni. La scelta di organizzare la prima conferenza in una piccola città italiana come Reggio Emilia, dove si trova un radicato movimento anarchico che ha già promosso eventi e pubblicazioni sui geografi anarchici serve l’importante compito di continuare una discussione tra studiosi e militanti da differenti aree linguistiche e culturali e di assicurare che la discussione coinvolga movimenti dal basso e situazioni militanti che si situano al di fuori dell’accademia.

Questa conferenza non è solo per “anarchici certificati”. Accogliamo volentieri contributi che trattano criticamente le geografie anarchiche, storie, concetti e interventi da movimenti dal basso, militanti e accademici.

Per informazioni pratiche, come informazioni su viaggio, ospitalità e altre questioni pratiche (necessità di spazio per bambini, questioni di dieta e salute) scrivere a icagg2017@icagg.org

Il sito della conferenza: https://icagg.org/

Circolo Arci Cucine del Popolo
Via Beethoven 78/e | Paradisa
Massenzatico (Reggio Emilia)

INFO: 340 7693229
www.cucinedelpopolo.org

La lotta è di classe (o non é)

27 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE!

UNA IMPORTANTE PROVA DI FORZA CONTRO IL GOVERNO E IL PADRONATO

Che le forze padronali in stretta alleanza con quelle governative ci vogliono schiacciare fino all’umiliazione insopportabile è un disegno che soprattutto negli ultimi anni si è palesato fin troppo bene con la cancellazione delle principali conquiste del movimento dei lavoratori/lavoratrici, l’espulsione crescente dai luoghi di lavoro, la precarizzazione diffusa,fino alla eliminazioni delle forme di lotta più fastidiose.

La crisi a gran voce dichiarata è solo e unicamente subita dalla classe lavoratrice e dalle categorie subordinate: questo lo confermano le statistiche che registrano l’allargamento della forbice a favore dei profitti o meglio degli “approfitti”, soprattutto negli ultimi tempi.

La percezione delle disuguaglianze sociali sono così evidenti che l’avversione verso le istituzioni ha raggiunto i massimi livelli e si manifesta in tanti modi.

Noi da sempre abbiamo scelto la via della riscossa, anche quando è faticosamente in salita, convinti che la perseveranza e soprattutto la coerenza paghino.

Quando i sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil) concordemente con la Confindustria e il beneplacito del governo hanno predisposto accuratamente l’ultima trappola, con l’accordo del 10 gennaio 2014, con cui si offre un piatto di lenticchie (una Rappresentanza Sindacale svuotata) in cambio dell’anima del sindacalismo conflittuale, come la rinuncia allo sciopero in occasione dei famigerati accordi con cui ci spennano come polli, purtroppo ci sono stati dei sindacati cosiddetti di base che hanno opportunisticamente abboccato.

Allora è iniziato un faticoso percorso per superare le avverse difficoltà che si erano formate, concordando Scioperi Generali e manifestazioni territoriali con i sindacati non firmatari del famigerato accordo. Un percorso non sempre lineare, ma costante nel tempo.

L’USI – AIT può vantarsi di aver fatto l’intero percorso senza saltare una sola tappa. Anche quando si trattava di tappe difficili e scomode, perché la nostra concezione è scioperare e lottare sempre, quando c’è coerenza nel percorso, perché alla fine è la somma dei risultati che viene premiata.

Sicuramente in questa sequenza va evidenziata l’importanza che ha significato lo sciopero nazionale del 16 giugno in cui sono stati unificati due importanti settori strategici, come la logistica e i trasporti, con un’ampiezza e un impatto tale che è stato percepito dal governo come un pericoloso allarme, tanto da indurre suoi importanti esponenti a minacciare ulteriori forti restrizione del diritto di sciopero, come se le limitazioni già previste dalle leggi attuali non fossero abbastanza punitive per i lavoratori/lavoratrici.

Anche qualche rappresentante dei sindacati confederali, ai quali avrà tremato la terra sotto i piedi, si sono uniti al coro.

Forte di questa ultima importante esperienza di lotta i sindacati di base, conflittuali, alternativi (CUB, SGB, SI Cobas, Slai Cobas e naturalmente USI-AIT) hanno concordato lo Sciopero Generale nella giornata del 27 ottobre con l’intento di ampliare gli effetti importanti ottenuti con lo sciopero nazionale del 16 giugno.

E’ a tal fine, per una più ampia partecipazione e maggior coinvolgimento in modo unitario della base dei delegati e militanti che è stato indetto nella giornata del 23 settembre una Assemblea Nazionale a Milano per approfondire e rilanciare le importanti tematiche dello Sciopero Generale del 27 ottobre.

Si tratta di mettere a fuoco obbiettivi che vadano oltre la difesa dell’esistente e la necessaria riappropriazione dei diritti che ci hanno depredato, per delineare il percorso per una società futura

Né servi, né padroni che riportiamo nelle nostre bandiere, non è solo uno slogan, ma un obbiettivo da raggiungere. L’abbattimento delle forti disuguaglianze sociale deve essere un tema fondamentale, perché solo in una società profondamente egualitaria ci può essere giustizia. Dentro questo tema identifichiamo con forza quella di una forte riduzione dell’orario e del tempo di lavoro. Non possiamo più permetterci che l’enorme sviluppo tecnologico, frutto del nostro sfruttamento, sia utilizzato solo per aumentare profitti e per creare disoccupazione e precariato. Lavorare meno, lavorare tutti non deve rimanere uno slogan, ma deve essere l’imposizione necessaria del movimento dei lavoratori/lavoratrici per una più equa distribuzione del lavoro.

Nello stesso tempo compito del movimento dei lavoratori/lavoratrici assieme ai movimenti sociali conflittuali deve essere quello di guidare e promuovere uno sviluppo produttivo e sociale che elimini come scorie le produzioni inutili e dannose, per costruire una società basata sullo sviluppo utile e necessario all’interesse generale anziché di pochi sfruttatori e approfittatori

Editoriale di Lotta di Classe supplemento al numero 134 settembre 2017

Irricevibile!

Prendiamo atto che – ad oltre un mese e mezzo dalla proclamazione dello sciopero generale del 27 0ttobre e a circa un mese dalla formulazione dell’invito/appello all’assembrea nazionale del 23 settembre a Milano – la dirigenza USB preferisce dedicare tutte le sue energie per organizzare (…)”il 3° Congresso Mondiale dei Giovani Lavoratori aderenti alla Federazione Sindacale Mondiale (3° WFTU World Working Youth Congress ). (…)”.

Molto bene.

Da parte nostra (per ora è un’opinione dei militanti USI-AIT Puglia ma è quella che porteremo a Milano) lo sciopero generale del 27 OTTOBRE NON E’ DIFFERIBILE!!!

Ci pensa già la commissione di garanzia (dei padroni) a boicottare le iniziative autonome del sindacalismo di classe!

L’antifascismo non si arresta

CINQUE FOGLI DI VIA DA TRADATE

Col foglio di via vengono colpiti, oltre alla marginalità sociale (venditori ambulanti, questuanti, zingari, senza fissa dimora, prostitute e immigrati), soprattutto gli oppositori politici e sociali.
L’obiettivo è di allontanare dai territori e dai contesti di lotta tutti quegli elementi che vengono ritenuti scomode presenze. Nella zona del varesotto e comasco si registrano una quarantina di foglia di via emessi negli ultimi anni sia dalla città di Saronno (in seguito a occupazioni, manifestazioni e così via) che in seguito ad altri episodi di tensione come successe a Lomazzo in occasione della contestazione a Salvini e in stazione San Giovanni a Como la scorsa estate durante le proteste contro lo sgombero del campo autogestito da migranti e solidali.

Recentemente, dopo il decreto Minniti in materia di sicurezza urbana, abbiamo assistito a un proliferare di fogli di via, elargiti ad ampie mani coi motivi più futili, ed infatti eccoci qua: anche a Tradate ne sono stati notificati 5, con la motivazione di aver impedito ad esponenti di Forza Nuova di propagandare alla cittadinanza tradatese la guerra tra poveri come soluzione ai problemi sociali. In questo caso i provvedimenti li leggiamo come una vendetta da parte della questura di Varese che ha punito “chi si è permesso” di intralciare dei fascisti. Evidentemente la vocazione antifascista, che per i sinceri democratici dovrebbe caratterizzare questa repubblica sventurata nata dalla resistenza in armi dei partigiani, è solamente un sottile velo di ipocrisia, tolto il quale si cela un subdolo autoritarismo democratico, uno stato di polizia 2.0. Di fatto lo Stato dall’approvazione del decreto Minniti ha accelerato il processo di normalizzazione dell’emergenza in cui il cittadino viene indotto a ricercare una parvenza di sicurezza, tollerando e facendosi promotore di nuovi ed efficienti strumenti repressivi.

Non servono kamikaze o camion lanciati sulla folla, esplosivi o mitragliatrici. Basta la somministrazione quotidiana di “cultura” della sicurezza, pratica della diffidenza, abolizione a grandi piccole picconate quotidiane della razionalità.
L’altro è il pericolo: che venga da lontano, che sia vestito di nero, che concorra allo stesso posto (sottopagato) di lavoro, che dorma in una stazione, che si accampi in qualche luogo dimenticato da dio perché non ha un tetto. L’altro è lo strano essere che genera la “percezione di insicurezza”, su cui si fondano oggi leggi liberticide
.”*

Insomma, sostanzialmente maggiore è il senso di onnipotenza che pervade i difensori dell’ordine costituito ossia forze dell’ordine e fascisti, maggiore saranno, da una parte il controllo e la repressione spacciati per sicurezza e misure per il rispetto della legalità e dall’altra la presenza dei fascisti che intensificheranno attività nei territori spacciandosi da forza politica antisistema ma pur sempre ponendosi a paladini indiscussi della ragion di Stato. Viviamo tempi duri e nel lungo termine non si prospettano tempi migliori, ma non assisteremo indifferenti al riorganizzarsi e al diffondersi di organizzazioni, più o meno dichiaratamente, fasciste o naziste; non consideriamo la legalità un parametro di criterio alla base delle azioni che compiamo, perciò ci opponiamo e ci opporremo con forza continuando ad ascoltare esclusivamente la nostra coscienza.

* testo trovato su Internet in seguito agli incidenti a Torino durante la finale di Champions League.

Sabato 23/9 – PRESIDIO CONTRO I FOGLI DI VIA
Piazza Mazzini, Tradate (VA) – h 15

Sabato 9 Aprile una cinquantina di antifascisti/e hanno impedito a Forza Nuova, riciclatasi per l’occasione a sostegno della lista “Movimento Etica”, di diffondere la sua nefasta propaganda fascista. In seguito vengono notificati cinque fogli di via dal comune di Tradate ad altrettanti antifascisti presenti quella mattina.

Che sia chiaro: NOI DA QUI NON CE NE ANDIAMO!


Tradatesi contro ogni forma di razzismo e fascismo

CONTATTI: maipiufascismo@gmail.com resist.noblog.org
Kinesis Tradate

Scheda tecnica/storica sul foglio di via

Il fascismo in Italia si è impegnato particolarmente a perfezionare e inventare norme ancora oggi vigenti le quali stabiliscono dove una persona possa stare o meno, il quando e il perché.
Il nostro Codice Penale, infatti, ha mutuato dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del 1926, quelle che si chiamano “misure di prevenzione di polizia”, ovvero quelle misure che colpiscono sulla base del solo sospetto di “pericolosità sociale”: misure amministrative, decise dalle questure, che non necessitano per forza della commissione di un reato.

Nel caso del foglio di via obbligatorio, si tratta di un provvedimento emesso dal Questore che ha durata fino a 3 anni ed ha valore dal momento della notifica e riguarda anche il semplice transito nel comune dal quale si è stati cacciati. Per chi viola il foglio di via e viene trovato sul territorio del comune dal quale è stato espulso, la pena prevista va da uno a sei mesi di carcere.

Il foglio di via non è una semplice misura limitante la mobilità di chi ne è colpito, ma va ad inficiare anche altri aspetti basilari della vita quotidiana che interessano il campo affettivo oltre a quello politico, denotandosi come un vero e proprio attentato contro la libertà individuale. Il provvedimento è in rapida e continua espansione, data la velocità del provvedimento e dalla difficoltà di difendersi da accuse che si basano su presunzioni di pericolosità motivate arbitrariamente visto che, al contrario delle denunce che devono essere avvallate in sede penale, le misure di prevenzione di polizia non hanno bisogno di una ratifica processuale ma vengono adottate con semplice firma del questore.

Contro il provvedimento è possibile fare ricorso al Prefetto oppure al TAR (situato nel capoluogo di Regione) e in ultima istanza al Consiglio di Stato. Molti sono scoraggiati dall’aspetto economico: solo il bollo che serve per fare ricorso al TAR costa oggi circa 700 euro, mentre le persone a cui le questure applicano queste misure sono comunque quasi sempre non possidenti. Inoltre gli esiti del ricorso sono sempre dettati dall’enorme discrezionalità del Prefetto e del giudice amministrativo.

Calendario iniziative

Campagna nazionale di contrinformazione, sottoscrizione e solidarietà con il popolo Mapuche.
Per quanto riguarda la sottoscrizione per i Mapuche si rammenta che il conto corrente postale su cui versare i contributi è il 1026369544 ed è intestato a Unione Sindacale Italiana Marche, specificare sempre la causale.

Chiediamo che chi ci invia fondi contemporaneamente ci avverta con un email a usi.ancona@virgilio.it , sarà fornita a tutti ricevuta per il denaro versato.

23 settembre 2017 a Varese serata di solidarietà con i compagni colpiti dai fogli di via di Minniti & co.

Festa USI-AIT. 29/30 Modena