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Né Isis né fascismo

La Cnt davanti all’attentato di Barcellona

Dalla Confederazione Nazionale del lavoro mostriamo la nostra più assoluta pena, indignazione, confusione e dolore per l’attentato a Barcellona oggi pomeriggio.

Ancora una volta è stato il popolo, la popolazione civile, la gente comune, quella che ha subito le conseguenze di guerre che non sono sue. Ancora una volta il popolo torna la sofferenza e i morti.

Questa volta ha cambiato la posizione, ha cambiato il posto. Questa volta è stato colpito il cuore di Barcellona. Ma ancora una volta l’obiettivo è stato lo stesso: la popolazione civile disarmata e innocente.

Sia in Iraq, Afghanistan, Siria, Yemen, Londra, Parigi, Berlino, nel mediterraneo o nei recinti di melilla, torniamo a diventare vittime propiciatorias, in danni collaterali di una guerra tra fazioni che non si ripara, che non ripara i mezzi né Limiti per raggiungere i suoi obiettivi, che non conosce il significato della parola “amore”. parti per i quali il potere è al di sopra delle persone e della vita. Fazioni che non ci rappresentano.

Siamo certi che nessun atto vile e spregevole come questo possa diventare quello che non siamo. Non riusciranno ad affrontare i nostri fratelli e sorelle di classe. A tal fine, questo atto strisciante deve servire a vederci, per capirci e rafforzare le nostre convinzioni morali di solidarietà e di sostegno reciproco tra le persone e i popoli.

Di fronte a coloro che predicano l’intolleranza, la persecuzione al diverso o la superiorità religiosa, razziale o di classe, ci alziamo come popolo coraggioso, vario e combattente.

Tutto il nostro amore per coloro che soffrono.

17 agosto 2017

http://cnt.es/noticias/cnt-ante-el-atentado-de-barcelona

Sciopero generale 27 Ottobre

APPELLO AI MOVIMENTI, LAVORATORI, PENSIONATI, STUDENTI, DISOCCUPATI PRECARI E A QUANTI SUBISCONO LA CRISI E VOGLIONO REAGIRE: ASSEMBLEA NAZIONALE A MILANO IL 23 SETTEMBRE PER COSTRUIRE LO SCIOPERO GENERALE

Cub, SGB, SI Cobas, Usi-AIT, Slai Cobas hanno indetto lo sciopero generale per il 27 ottobre per contrastare e respingere l’attacco portato dal governo e dai padroni contro i lavoratori, i ceti popolari e i pensionati e per :

– Abolire le disuguaglianze salariali, sociali, economiche, di genere e quelle nei confronti degli immigrati.
– Forti aumenti salariali, riduzione generalizzata dell’orario di lavoro e investimenti pubblici per ambiente e territorio.
– Pensione a 60 anni o con 35 anni di contributi. Abolire la legge Fornero
– Fermare le privatizzazioni e le liberalizzazioni.
– Garantire il diritto universale alla salute, all’abitare, alla scuola, alla mobilità pubblica e tutele reali di reddito per i disoccupati.
– Difendere il diritto di sciopero con l’abolizione delle leggi che lo vincolano.
– Rigettare l’accordo truffa del 10 gennaio 2014 sulla rappresentanza.
– Contrastare ogni tipo di guerra e le spese militari.

Il nostro è un mondo di disuguaglianze che continuano a crescere. Lo stiamo vivendo sulla nostra pelle e diventano ogni giorno meno sostenibili e mettono ormai in discussione lo stesso diritto all’alimentazione, alla salute, alla casa ecc.
La ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale è diminuita dal 2010 al 2015 di mille miliardi di dollari. La metà più povera ha perso ben il 38% .

Dov’è finita quella ricchezza? La metà (500 miliardi di dollari) è passata nelle tasche dei 62 più ricchi al mondo (53 uomini e 9 donne) che detengono una ricchezza totale di 1.700 miliardi di dollari (quanto il pil italiano), cresce la polarizzazione della distribuzione dei redditi e la sofferenza sociale.
L’aumento delle disuguaglianze è il prodotto della divisione della società in classi, tra sfruttatori e sfruttati. I padroni usano la crisi per ricattare i lavoratori e attaccare le conquiste ottenute in anni di lotta e rilanciare i profitti.

Le politiche liberiste, e le delocalizzazione verso i paesi a basso costo sono un aspetto di questo attacco: o rinunciare alle conquiste o perdere il lavoro. Solo la ripresa della lotta di classe può difendere le condizioni di lavoro e il salario e invertire la tendenza contro questo sistema.
In Italia i dati sono ancora più pesanti, il tasso di disoccupazione è dell’11,3% quella giovanile è al 21% con punte al Sud del 56,3% e la povertà assoluta tocca oltre 5 milione di persone.

Per questa battaglia non partiamo da zero.

Lo sciopero del 16 giugno indetto da Cub, Sgb, Si Cobas, Usi-ait, Slai Cobas e, a livello locale da organismi di base, per l’intero comparto del trasporto pubblico e privato contro le privatizzazioni in unità con i lavoratori del settore della logistica, dove il trasporto delle merci utilizza in forma massiccia il supersfruttamento della manodopera immigrata, è stato un grande successo per la importante risposta data dalle singole organizzazioni.

Un fatto ancor più significativo è rappresentato dall’adesione di tanti altri lavoratori che, aldilà dell’appartenenza sindacale, hanno colto l’occasione dello sciopero per manifestare il proprio malessere e il proprio dissenso verso le politiche economiche e sociali del governo.

La massiccia adesione ha dato fastidio a chi Governa, ai poteri forti e ai sindacati compiacenti, che invece di cogliere il malessere sociale montante, pensano di limitare ulteriormente il diritto di sciopero già pesantemente messo in discussione nel pubblico impiego e nei servizi pubblici in genere.

L’urgenza della mobilitazione è resa ancora più evidente dalla nascita in questi anni di grandi movimenti di lotta in tutto il mondo per il salario per i diritti e per la libertà.
Ciò ci conferma che esiste una diffusa disponibilità a lottare per cambiare questo modello di società che succhia profitti dal lavoro e favorisce la creazione di soldi tramite soldi senza neanche passare dalla produzione di merci. Disponibilità non raccolta, anzi soffocata e tradita da chi, da tempo, ha abbandonato la difesa dei lavoratori e delle classi popolari.
Ciò ci porta a lanciare ed organizzare nel paese un vero sciopero generale in autunno su precisi obiettivi che segnino una svolta nel conflitto contro le politiche imposte ai lavoratori e ai ceti popolari e contro un uso crescente di strumenti repressivi.
Uno sciopero che non sia dei soli proponenti ma che coinvolga nuovi soggetti singoli e collettivi che condividano l’analisi e le proposte e disponibili eventualmente ad arricchirle con proprie indicazioni.

Noi lavoriamo per costruire una nuova stagione di lotta e mobilitazione che coinvolga tutti i lavoratori, le lavoratrici, i ceti più poveri della popolazione, quanti sono impegnati nel conflitto sociale, per rivendicare l’uguaglianza e la libertà come diritti universali, per cambiare questa società e per esprimere tutto il nostro dissenso verso le politiche borghesi.

A questo scopo si propone un’Assemblea Nazionale per il 23 Settembre aperta a tutti per discutere l’iniziativa, gli obiettivi e l’avvio della discussione in tutti i territori per la costruzione e la realizzazione dello sciopero generale.

Milano, 26.7.2017

Prime firme all’appello:

RSU SGB A2A spa
Asp Città di Siena – USI-AIT
RSA SGB ACTV Venezia
SU SGB Agenzia delle Entrate
RSU FlaicaUniti – CUB Auchan Torino
RSA FlaicaUniti – CUB Autogrill Linate
RSA Allca – CUB Bormioli
RSU SGB Comune di Milano, Bologna, Roma e Provincia di Pisa
RSU CUB P.I. Comune di Vicenza
USI-AIT Educazione Cosenza, Firenze e Varese
RSU FlaicaUniti – CUB Esselunga Milano
RSU SGB Fondazione Carisma
RSA CUB Sanità Fondazione Sacra Famiglia
RSU USI–AIT Leroy Merlin Carugate (MI)
RSU SGB Ministero della Giustizia
Ospedale Careggi Firenze – USI–AIT
RSU SGB Osp. San Raffaele
RSU USI–AIT Osp. San Raffaele
Residence Sociale Aldo Dice 26×1
RSU SGB Ricoh Vimodrone (MI)
RSU CUB Scuola Torino
RSA FlmUniti – CUB Tim
RSU SGB Trenitalia
SGB T.P.L. Bologna

Si scrive Benetton …

… si legge sfruttamento e sopraffazione.

Protesta ad Ancona di attivisti USI e del Gruppo “Malatesta” davanti alla Benetton. In solidarietà con il popolo Mapuche, per la liberazione dei prigionieri e contro l’occupazione delle terra (e la conseguente repressione e miseria dei Mapuche) causate dalla Benetton e da altre imprese, sorrette da polizia. esercito e formazioni paramilitari cilene ed argentine.

Con cartelli, bandiera mapuche e volantini i compagni nel pomeriggio hanno espresso la loro protesta nella centrale Piazza Roma, davanti al negozio della Benetton e lungo il corso principale.

Nella serata iniziativa di denuncia e sostegno ai Mapuche nei locali della nostra sede con resoconto del compagno Raul della sua esperienza nella comunità Rodrigo Melinao, mostra fotografica e vari filmati sulle lotte mapuche, la loro cultura.

Proiettata anche l’intervista di Raul (per conto dell’USI) a Ugo Melinao pochi giorni prima del suo arresto.

L’incaricat*

A Proposito della legge Gelli !!

La camera dei deputati ha approvato senza emendamenti la legge Gelli. Tale legge reca le disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonchè in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. 

Come è noto, la riforma affronta e disciplina appunto i temi della sicurezza delle cure e del rischio sanitario, della responsabilità dell’esercente la professione sanitaria e della struttura sanitaria pubblica o privata, delle modalità e caratteristiche dei procedimenti giudiziari aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, nonché degli obblighi di assicurazione e dell’istituzione del Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria. 
Nella sostanza si vuole che gli operatori sanitari siano tenuti a stipulare obbligatoriamente, con oneri a loro carico, polizze assicurative che vadano a coprire la loro responsabilità per eventuale colpa grave con la conseguente possibilità, per la vittima, di citare in giudizio direttamente l’assicuratore stesso, sia che si tratti di un’azienda sanitaria pubblica o privata che di un operatore sanitario che agisca in regime libero professionale. Ci interessa molto poco il fatto che ancora il decreto non sia attuativo, che non sia ancora chiaro quali siano le figure sanitarie interessate oppure che attualmente non vi sia l’effettivo obbligo assicurativo, poichè molto presto tutto ciò sarà chiarito e reso operativo.
Quello che ci preme sottolineare è che ci troviamo di fronte all’ennesima fregatura ben ideata e costruita ai danni dei lavoratori. Con tale legge entrata in vigore peraltro dal 1 aprile di quest’anno si è scatenata una vera e propria caccia agli operatori della sanità per vendere polizze assicurative associate alla iscrizione sindacale.

Un assalto ai lavoratori per procacciare polizze legate alle tessere, creando disinformazione, giocando sulle ansie e le paure degli operatori. Gli articoli 9 e 10 della legge Gelli (obbligo di assicurazione e azione di rivalsa o di responsabilità amministrativa )per adesso non affermano quanto viene sostenuto da sindacalisti assicuratori in questi giorni. Come Federazione nazionale USI sanità denunciamo ancora una volta che le condizioni attuali di lavoro segnano un livello di degrado mai visto. Denunciamo che Lavoratori e pazienti vengono esposti a rischi sempre più alti e consistenti.

Denunciamo ancora una volta
che negli ultimi anni attraverso l’approvazione dei vari piani sanitari e attraverso le varie riforme in materia sanitaria si è prodotto una riduzione drastica di personale. Con il blocco dei contratti e del turn over, il quale ha impedito l’adeguamento dei salari e ridotto gli organici che, sommato agli aumenti dell’orario e all’aumento dei carichi di lavoro hanno reso sempre più precaria la sicurezza, la vita lavorativa, privata e sociale dei lavoratori. Lavorare in modo dignitoso ed in serenità dovrebbe essere una battaglia di natura sindacale che si conquista con le lotte e la prevenzione, non certamente proponendo polizze assicurative.

Per quanto ci riguarda l’unica vera preventiva assicurazione per i lavoratori passa attraverso le assunzioni e ad una programmazione lavorativa che produca rispetto e serenità tra gli operatori.

Federazione Nazionale USI Sanità

A proposito di urbanistica

Due iniziative per discutere sul disegno di legge urbanistica dell’Emilia Romagna


ARCHITETTI INDIPENDENTI
Reggio Emilia, realtà composta da colleghi e privati cittadini, segue da mesi il dibattito in corso a livello regionale sul disegno di legge urbanistica della regione Emilia-Romagna presentato in giunta il 27 febbraio 2017, convincendosi sempre più che questa legge sia da rimandare al mittente.

Dietro a slogan dal facile appeal come consumo di suolo a saldo zero, rigenerazione urbana, semplificazione, negoziazione, si nasconde un disegno complesso della città a venire, in cui le imprese avranno il potere di definire l’assetto delle future trasformazioni intensive delle città, quelle che riguarderanno interi quartieri o piccoli isolati, in cui le amministrazioni locali saranno depauperate di molte delle loro attuali facoltà, in cui la vita delle persone che decideranno di effettuare piccoli interventi sul patrimonio edilizio esistente sarà sempre più difficile. Forti con i deboli, inermi con i forti.

Le conseguenze sul futuro della città e del territorio sono così profonde che riteniamo vada utilizzata ogni forma di linguaggio per diffondere consapevolezza e accrescere la capacità di reazione di tutti noi.

A questo scopo abbiamo organizzato questa settimana due iniziative. La prima utilizza il linguaggio teatrale come mezzo per riflettere sui poteri che modelleranno il nostro territorio se la legge verrà approvata così come proposta

mercoledì 19 Luglio ’17 ore 21.00 Circolo Berneri
via don Minzoni 1/d

performance teatrale

IL NUOVO PIANO URBANISTICO GENERALE E LA NOSTRA TRISTE SORTE
contro il nuovo disegno di legge urbanistica dell’Emilia Romagna

spettacolo teatrale messo in scena dalla compagnia improvvisata su testo di Ezio Righi e Rossana Benevelli

La seconda vive dei contributi del mondo della cultura e di prestigiosi urbanisti che – in assoluta indipendenza – hanno espresso in un instant book un’analisi del testo di legge

venerdì 21 Luglio ’17 ore 20:30 in Piazza Casotti
presentazione del libro

CONSUMO DI LUOGO
Neoliberismo nel disegno di legge urbanistica dell’Emilia-Romagna

alla presenza della curatrice Ilaria Agostini e di alcuni degli autori (Piero Cavalcoli, Sergio Caserta, Paolo Dignatici, Ezio Righi)

Le iniziative sono aperte a tutti e tutte

Architetti indipendenti Reggio Emilia

info 329 0660868 – 347 4540004

Con il popolo Mapuche …

… contro le multinazionali (anche italiane) dello sfruttamento.

INIZIATIVA A SOSTEGNO DEL POPOLO MAPUCHE

Denunciamo la quotidiana repressione che subisce da anni il popolo Mapuche, attraverso violenze, uccisioni, arresti e deportazioni ad opera dei governi cileno e argentino. Al popolo Mapuche sono state espropriate le terre e ora, costretto a vivere in miseria, viene repressa nel sangue e nel carcere la sua legittima protesta e azione di sabotaggio.

A questa operazione hanno contribuito le grandi famiglie del capitalismo italiano, prima tra tutte la Benetton (nel 1991 ha acquistato per 50 milioni di dollari le terre mapuche della Patagonia argentina, 900.000 ettari di terre) procedendo poi allo sfollamento dei Mapuche incompatibili con il progetto economico della Benetton. Stessa sorte è toccata alle terre mapuche del territorio cileno. Organizziamo proteste contro il governo cileno e i padroni (anche italiani) che hanno confiscato le terre dei Mapuche scacciandoli e opprimendoli.

VENERDì 21 LUGLIO Ore 21.00 in Via Podesti 14/b – ANCONA Sede USI/Malatesta via Podesti 14 b il nostro compagno Raul di ritorno dal territorio mapuche ci relazionerà sulla situazione di quel popolo e sulla repressione in atto Mostra fotografica e filmati accompagneranno l’iniziativa Sarà fatta anche una SOTTOSCRIZIONE per aiutare i prigionieri e le famighe della Comunità Mapuche Rodrigo Melinao con cui, come USI ci siamo gemellati.

Sottoscrizione e iniziative per i Mapuche

La situazione per i Mapuche si aggrava di giorno in giorno sia per la repressione sia per le loro condizioni di vita e per i problemi legati ai processi.

E’ organizzata una raccolta dei fondi e fissata una scadenza, proponiamo fine Ottobre per inviarli alla comunità con cui teniamo i contatti (Comunidad Mapuche Rodrigo Melinao).

E’ costituita una cassa di resistenza in aiuto dei mapuche, dei prigionieri e delle loro famiglie.

punto di riferimento della cassa sarà l’USI di Ancona, il conto corrente postale su cui versare i contributi è il 1026369544 intestato a Unione Sindacale Italiana Marche, specificare sempre la causale.

Chiediamo che chi ci invia fondi contemporaneamente ci avverta con un email a usi.ancona@virgilio.it, sarà fornita a tutti ricevuta per il denaro versato.

Oltre alle sottoscrizioni si invitano compagni e realtà a dar vita a iniziative locali come conferenze, filmati, ecc. (i compagni di Libera Officina di Modena hanno disponibile una mostra sulla lotta dei Mapuche), proteste articolate nei confronti dei negozi della catena Benetton, a consolati Cileni ed Argentini, imprese economiche cilene, etc.

USI-AIT Ancona